27 gennaio
Sant' Angela Merici
Vergine, fondatrice
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il contesto storico e le origini
Sant'Angela Merici visse nel periodo storico conosciuto come Rinascimento, compreso tra la fine del quattordicesimo e tutto il sedicesimo secolo. Il Rinascimento fu l'inizio della civiltà moderna. Il periodo fu caratterizzato da agitazioni e guerre, come quelle dell'imperatore Carlo V. Carlo V visse dal 1500 al 1568. Le guerre di Carlo V squassarono l'Europa e portarono al Sacco di Roma del sei-diciassette maggio 1527. Il Sacco di Roma fu operato dai Lanzichenecchi, soldataglia agli ordini di Carlo V. Vi fu un fiorire di arte con grandi artisti come Michelangelo, Raffaello Sanzio, Masaccio, Donatello e Brunelleschi. Si manifestò l'umanesimo con la necessità della scoperta del mondo e dell'uomo. In seno alla cristianità vi fu un desiderio di riforma interiore e di rinascita con il sorgere di numerose congregazioni religiose. I Gesuiti furono fondati nel 1534 ad opera di sant'Ignazio di Loyola. I Fatebenefratelli furono fondati nel 1540 da san Giovanni di Dio. I Somaschi furono fondati nel 1528 da san Girolamo Emiliani. I Filippini o Preti dell'Oratorio furono fondati da san Filippo Neri, vissuto tra il 1515 e il 1595. La Riforma Protestante fu creata da Martin Lutero, morto nel 1545. La Riforma Protestante sfociò nel Concilio Ecumenico di Trento, tenutosi dal 1545 al 1563. Vi era un grande movimento educativo e spirituale per lo più rivolto alla formazione della parte maschile della società. L'opera di Angela Merici si prefiggeva un impegno particolare per la formazione sistematica delle ragazze. Angela Merici operò nel campo morale integrando l'educazione ricevuta nelle famiglie. Angela Merici operò nel campo spirituale alimentando l'educazione già ricevuta nei monasteri. Angela Merici operò specialmente in campo intellettuale.
Angela Merici nacque il ventuno marzo 1474 a Desenzano sul Garda in provincia di Brescia. Desenzano sul Garda era allora territorio della Repubblica di Venezia. Il padre di Angela si chiamava Giovanni Merici ed era un cittadino bresciano alquanto istruito. La madre di Angela apparteneva alla distinta famiglia dei Biancosi di Salò. I genitori ricavavano il necessario per il sostentamento della famiglia dall'allevamento del bestiame e dalla coltivazione di qualche terreno. La famiglia comprendeva Angela, una sorella più grande e sembra uno o più fratelli. Il padre Giovanni amava leggere alla moglie e ai figli i primi libri di devozione stampati a Venezia. Probabilmente il padre leggeva la Legenda aurea, celebre raccolta di vite di santi e martiri. La Legenda aurea fu scritta dal domenicano Jacopo da Varazze, vissuto tra il 1220 e il 1298. Ascoltando le letture serali, Angela conobbe e cominciò ad amare santa Caterina d'Alessandria e sant'Orsola con le compagne, che divennero i suoi punti di riferimento.
Gli anni della giovinezza e la formazione
Verso i quindici anni morì prematuramente la sorella di Angela. Verso i quindici anni morirono entrambi i genitori di Angela. Dopo la morte dei genitori, Angela si trasferì nella vicina Salò. A Salò Angela fu accolta nella casa di uno zio materno, uomo di un certo prestigio. Gli anni trascorsi a Salò furono preziosi per Angela per perdere l'aria di contadinella ritrosa incantata dalla visione del lago di Garda. Frequentando le giovani della città di Salò, Angela acquistò naturalezza nell'agire. La naturalezza acquisita le consentirà in futuro di stare alla pari con le dame della borghesia e della nobiltà. Angela disapprovava la rilassatezza dei costumi esistente a Salò. Forse in questo periodo Angela divenne Terziaria Francescana per avere una vita più austera e penitenziale. Angela dapprima prese l'abito del Terz'Ordine di San Francesco. A venti anni, dopo circa cinque anni di permanenza a Salò, morì lo zio di Angela. Dopo la morte dello zio, Angela ritornò a Desenzano sul Garda, alla cascina delle Grezze. Alla cascina delle Grezze Angela fu impegnata nelle faccende domestiche e nei lavori dei campi. Angela si dedicò alle opere di misericordia spirituali e corporali secondo le necessità e circostanze, vivendo la sua spiritualità evangelica.
Durante un'occupazione solitaria nei campi della cascina, Angela ebbe la consolazione di una visione celestiale. Il primo a raccontare la visione fu padre Francesco Landini in una sua lettera del 1566. La visione avvenne nel primo pomeriggio di un caldo giorno d'estate. Angela si ritirava in disparte a pregare durante l'intervallo in attesa di una calura più sopportabile. Durante la preghiera Angela si sentì improvvisamente rapita in Dio. Angela vide il cielo aprirsi con una processione di angeli e vergini a coppie alternate. Gli angeli suonavano e le vergini cantavano nella visione. Nella sfilata Angela vide la sorella defunta. La sorella defunta le preannunciò che sarebbe stata la fondatrice di una Compagnia di vergini. L'iconografia della santa ha rappresentato la visione come una scala fra terra e cielo, simile a quella di Giacobbe, con la processione delle vergini e degli angeli che la percorreva.
Il trasferimento a Brescia e i pellegrinaggi
Nel 1516 i superiori francescani da cui Angela dipendeva come Terziaria le proposero di trasferirsi a Brescia. Il trasferimento a Brescia serviva per assistere la vedova Caterina Patendola, rimasta anche senza figli. Angela Merici obbedì docilmente alla proposta dei superiori. Angela era certa che il Signore in qualche modo le avrebbe indicato la sua futura strada. La tradizione popolare indica una seconda visione avvenuta in località Brudazzo. Brudazzo si trova sulle colline fra Desenzano e Padenghe. Durante la visione vi fu una lunga teoria di angeli e vergini. Angela riconobbe fra le vergini una sua amica da poco morta in giovane età. Una voce misteriosa precisava che la Compagnia avrebbe dovuto sorgere a Brescia. La voce ordinò ad Angela di fondare la Compagnia prima di morire. Angela Merici indugerà fino ai sessant'anni prima di fondare la Compagnia. Angela avvertiva tutte le difficoltà dell'impresa della fondazione. Angela fu accolta nella casa ospitale di Caterina Patendola. Nella casa di Caterina Patendola portò la sua parola calda, vibrante e confortevole. Riuscì a placare l'immenso dolore della vedova Caterina Patendola che aveva perso anche i due figli. Nella casa dei Patendola conobbe Girolamo, nipote dei Patendola. Girolamo sarà il futuro fondatore dell'Ospedale degli Incurabili di Brescia. Conobbe Giacomo Chizzola e Agostino Gallo, impegnati nell'organizzazione dello stesso ospedale. Angela instaurò con Girolamo, Giacomo e Agostino un'amicizia che durerà tutta la vita. Divette l'animatrice spirituale di un laicato impegnato in opere e iniziative di carità. Apportava alle opere di carità il contributo della sensibilità femminile. Indossava l'abito del Terz'Ordine francescano e si faceva chiamare Suor Angela.
Dopo qualche mese lasciò la casa dei Patendola. Fu ospitata in altre case private di Brescia. Fu ospitata nella casa di Antonio Romano in via Sant'Agata. Si guadagnava da vivere con il proprio lavoro di cucito e di filatura. Si guadagnava da vivere con i servizi domestici. Svolgeva lavori umili non annotati da testimoni diretti perché usuali per le donne di modesta condizione del tempo. A Brescia poteva frequentare più assiduamente le chiese. A Brescia poteva accostarsi di più ai Sacramenti. A Brescia poteva coltivare il numero sempre crescente di amicizie femminili. Intorno a lei si radunavano gentildonne e popolane attratte dalla sua saggezza. Le donne radunate intorno a lei erano disposte a collaborare alle opere di bene, specie a favore della gioventù femminile. In questo periodo compì viaggi e pellegrinaggi a piedi o con i mezzi precari del tempo. L'iconografia più diffusa la ritrae con l'abito e il bastone da pellegrina. Il primo pellegrinaggio fu compiuto a Mantova nel 1522. A Mantova si recò per venerare la tomba della beata Osanna Andreasi da lei molto ammirata. Salì una prima volta al Sacro Monte di Varallo. Nel 1524, in compagnia del signor Romano che l'ospitava e di un cugino, raggiunse Venezia. A Venezia s'imbarcò per la Terra Santa. La Terra Santa era meta indispensabile per quanti volevano attingere forza ed emozioni alle sorgenti del Cristianesimo. Mentre la nave si approssimava alla meta, fu colpita da una malattia agli occhi. La malattia agli occhi le fece perdere improvvisamente la vista. Poté vedere il Paese di Gesù solo con gli occhi dell'anima. Riacquisterà la vista soltanto nel viaggio di ritorno, davanti ad un crocifisso a Creta. Prese la malattia come un segno della Provvidenza che conduce le anime per vie imperscrutabili. Sbarcò a Venezia preceduta dalla sua fama. A Venezia si voleva trattenerla per il bene degli ospedali e orfanotrofi della Serenissima. Intenzionata a realizzare a Brescia il comando celeste, quasi se ne scappò per ritornare nella città d'origine. Nel 1525 si recò a Roma per il Giubileo. A Roma fu ricevuta da papa Clemente VII che voleva trattenerla. Dovette ritornarsene in tutta fretta da Roma per evitare l'ordine del pontefice di trattenerla. Nel 1529 si trasferì momentaneamente a Cremona ospite della famiglia Gallo. La famiglia Gallo l'aveva invitata per sfuggire all'eventuale assedio delle truppe di Carlo V. Le truppe di Carlo V due anni prima avevano devastato Roma. Nel 1533, ritornata a Brescia, trovò ospitalità in una casetta di proprietà dei Canonici Lateranensi. La casetta si trovava presso la Chiesa di Sant'Afra. Nel 1533 compì un secondo pellegrinaggio al Sacro Monte di Varallo. Il secondo pellegrinaggio a Varallo concluse la serie dei suoi viaggi.
La fondazione della Compagnia
Nel 1532 Angela di Salò, come si firmava, chiedeva alla Santa Sede di essere esonerata dalla sepoltura in una chiesa francescana. Optò per la sepoltura nella chiesa di Sant'Afra martire, a differenza delle altre Terziarie. La scelta non era un rinnegare l'appartenenza al Terz'Ordine francescano. Porterà l'abito francescano fino alla morte e con esso verrà sepolta. Volle prendere una certa distanza per sé e per le figlie spirituali in prospettiva di una futura vita consacrata organizzata autonomamente. Angela aveva colto nei suoi tanti incontri un'esigenza particolare delle giovani che aspiravano a una totale consacrazione ma fuori dello schema del tradizionale chiostro. Il Terz'Ordine Francescano non contemplava l'impegno della verginità a vita. Il Terz'Ordine Francescano non poteva tutelare le giovani dalle pressioni dei parenti che volevano maritarle. Il Terz'Ordine Francescano non poteva tutelare le giovani dalle pressioni dei padroni presso i quali molte di loro lavoravano. Occorreva una Compagnia, nome in uso a quel tempo per indicare qualsiasi associazione religiosa di laici, laiche o sacerdoti. La Compagnia univa persone che, senza entrare in un Ordine religioso, si impegnavano a vivere integralmente il Vangelo e a servire il prossimo in particolari opere di carità.
Nel 1533 Angela Merici, a quasi sessant'anni, costituì la Compagnia delle dimesse di Sant'Orsola. Le associate si dicevano dimesse perché non vestivano l'antico e nobile abito delle monache. Le associate si dicevano di Sant'Orsola perché, non avendo la protezione delle mura di un convento, dovevano vivere nel mondo e restare fedeli a Cristo. Sant'Orsola era la giovane principessa della Britannia uccisa dai pagani insieme alle numerose compagne. Il culto di Sant'Orsola era molto vivo anche a Brescia. Angela radunò delle giovani da formare alle opere di carità. Angela istituì un Ordine femminile sotto il nome di sant'Orsola. All'Ordine di sant'Orsola fu affidato il compito di cercare la perfezione di vita nel mondo e di educare le adolescenti nelle vie del Signore. Angela e le prime dodici collaboratrici presero a riunirsi nell'oratorio fatto restaurare e messo a disposizione da Elisabetta Prato. L'oratorio si trovava nella casa di Elisabetta Prato vicino al Duomo di Brescia. Le prime dodici collaboratrici si chiamavano Simona, Laura, Peregrina, Barbara, Chiara, ecc. Angela continuò a condurre una vita di penitenza. Angela dormiva per terra su una stuoia che di giorno conservava arrotolata in un angolo. Angela usava un pezzo di legno per guanciale. Angela si nutriva di legumi e frutta. Angela mangiava il pane due volte la settimana e mai la carne. Angela beveva un po' di vino solo a Natale e Pasqua. La fama di santità di Angela cresceva enormemente. A Angela si rivolgevano sacerdoti, religiosi, predicatori e teologi per consigli e spiegazioni sul Vecchio e Nuovo Testamento. Il venticinque novembre 1535 le prime ventotto giovani furono ammesse nella Compagnia delle dimesse di Sant'Orsola. Il venticinque novembre era la festa di santa Caterina d'Alessandria, amata da Angela fin dall'infanzia.
La Regola e gli ultimi giorni
La Regola della Compagnia fu scritta da Angela Merici. La Regola fu approvata dal vicario generale del vescovo di Verona l'otto agosto 1536. Nel 1544 papa Paolo III approvò la Regola. Nel 1544 la Compagnia fu elevata a Istituto di diritto pontificio, potendo così uscire dai confini diocesani. Nel 1537 la Compagnia elesse Angela Merici come prima superiora a vita, maestra e tesoriera. Angela dettò al fedele Gabriele Cozzano, cancelliere della Compagnia, i Ricordi per le colonnelle. Le colonnelle erano le superiore di quartiere. Angela dettò a Gabriele Cozzano anche il Testamento per le nobili matrone. Le nobili matrone erano dette governatrici e avevano la funzione di amministrare e proteggere l'Istituto. Nel testamento spirituale Angela tratteggiò le linee essenziali del suo metodo educativo. Il metodo educativo era basato sul rapporto di sincero amore tra educatore ed educando e sul pieno rispetto delle libertà altrui.
Nel 1539 Angela fu colpita da una malattia che la condusse alla morte il ventisette gennaio 1540. Angela morì a Brescia il ventisette gennaio 1540. Angela rese l'anima a Dio a Brescia. Per trenta giorni i canonici di Sant'Afra e quelli del Duomo si contesero l'onore di seppellire Angela nella propria chiesa. I canonici di Sant'Afra ebbero la meglio sui canonici del Duomo. Le spoglie di Angela riposano nella chiesa oggi chiamata Santuario di Sant'Angela. Il santuario è meta di continui pellegrinaggi provenienti specialmente dal mondo orsolinico. La chiesa del santuario, distrutta in gran parte dai bombardamenti del 1945, è stata ricostruita nel 1953.
La glorificazione e la diffusione dell'opera
Nel 1568 furono raccolte le deposizioni di quattro testimoni che avevano conosciuto Angela. Un'orsolina claustrale di Roma si fece postulatrice della causa di beatificazione. Il decreto di conferma del culto come Beata fu ottenuto il trenta aprile 1768 da parte di papa Clemente XIII. Il ventiquattro maggio 1807 Angela Merici fu proclamata Santa da papa Pio VII. Nel 1861 papa Pio IX estese il culto di Santa Angela a tutta la Chiesa universale. Una statua scolpita nel 1866 dallo scultore Pietro Galli ricorda Angela nella Basilica di San Pietro in Vaticano. La data di celebrazione liturgica fu prima il trenta uno maggio, poi dal 1955 il dieci giugno e infine il ventisette gennaio.
La Compagnia delle dimesse di sant'Orsola è la prima congregazione secolare femminile sorta nella Chiesa. La Compagnia delle dimesse di sant'Orsola fu l'origine di varie congregazioni religiose tramite la sua Regola. Angela fondò ben ventiquattro rami di Orsoline, dette anche Angeline, già in vita. La fondazione dei ventiquattro rami avvenne vedendo aumentare una famiglia numerosa attorno a sé e avendo un grande desiderio di servire Cristo in ogni bisognoso. Dopo la morte di Angela, i ventiquattro rami furono raggruppati in tre soli settori. Il primo settore è costituito dalle Orsoline secolari, che vivono nelle proprie famiglie e si dedicano ad ogni opera di misericordia nelle parrocchie. Il secondo settore è costituito dalle Orsoline collegiali, che conducono vita comune, gestiscono collegi e si dedicano all'istruzione della gioventù. Il terzo settore è costituito dalle Orsoline claustrali, che sono di vita contemplativa. Molte congregazioni sono sorsero sull'esempio della Compagnia di Sant'Orsola con abiti e costumi diversi. Le Orsoline di San Carlo sorsero a Milano nel 1566. Le Orsoline del Sacro Cuore furono fondate a Parma nel 1575. Vari rami delle Orsoline di Sant'Orsola furono fondati in Francia tra il 1612 e il 1632. Le Orsoline di Maria Immacolata furono fondate a Piacenza nel 1649. Le Orsoline di Gesù o Figlie dell'Incarnazione furono fondate in Vandea nel 1802. Le Orsoline Gerosolimitane di Maria Immacolata sorsero a Bergamo nel 1818. Le Orsoline Figlie di Maria Immacolata sorsero presso Acqui nel 1854. Le Orsoline dell'Unione Romana sorsero nel 1878. Le Orsoline del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante furono fondate nel 1920. Esistono molte altre congregazioni di orsoline anche di più recente fondazione. Sant'Angela Merici è commemorata nel Martirologio come vergine.
Il cammino e la fondazione
La parabola terrena di Angela ha inizio nel 1474 a Desenzano sul Garda. Durante un soggiorno giovanile nella vicina Salò, la giovane sceglie di abbracciare la Regola di san Francesco, divenendo terziaria francescana e ponendo così le basi di una vita interamente donata a Dio. La sua fede si nutre di contemplazione ma anche di lunghi viaggi dello spirito e del corpo: Angela si fa pellegrina toccando mete significative come Mantova, Varallo, Roma e la Terra Santa. Proprio durante il viaggio verso i luoghi di Gesù, viene provata dalla temporanea perdita della vista, un'oscurità fisica che non spegne, ma anzi fortifica, la sua luce interiore.
Nel 1535, stabilitasi a Brescia, Angela dà compimento al disegno che il Signore le ha ispirato, fondando la Compagnia delle dimesse di Sant'Orsola. Questo nuovo istituto permette alle donne di consacrarsi pur rimanendo nel proprio ambiente quotidiano. L'anno successivo, nel 1536, viene approvata la Regola da lei stessa redatta, un testo sapiente che unisce rigore spirituale e attenzione umana. Angela conclude il suo cammino terreno a Brescia nel 1540, lasciando una feconda eredità di grazia.
La memoria e il culto
Il seme gettato da Angela Merici ha continuato a portare frutto ben oltre i confini della sua amata terra bresciana. La sua testimonianza di santità, caratterizzata da una carità discreta e da una ferma fiducia nella Provvidenza, ha ispirato generazioni di credenti. Nel 1807, papa Pio VII ha solennemente proclamato la sua canonizzazione, inserendola nel catalogo dei santi e offrendo la sua vita come modello luminoso a tutta la Chiesa universale.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant'Angela Merici?
La festa liturgica di Sant'Angela Merici si celebra il ventisette gennaio.
Di cosa è patrona Sant'Angela Merici?
Sant'Angela Merici è patrona delle giovani e delle orsoline.
Sant’Angela Merici, vergine, che dapprima prese l’abito del Terz’Ordine di San Francesco e radunò delle giovani da formare alle opere di carità; quindi, istituì sotto il nome di sant’Orsola un Ordine femminile, cui affidò il compito di cercare la perfezione di vita nel mondo e di educare le adolescenti nelle vie del Signore; infine, a Brescia rese l’anima a Dio. — Martirologio Romano