28 novembre
Beato Publio Rodríguez Moslares
Religioso e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la vocazione
Publio Rodriguez nacque a Tiedra, in provincia e diocesi di Valladolid, il diciannove novembre millenovecentododici. Fin dalla nascita e durante gli anni della crescita, egli fu considerato il beniamino della famiglia, una presenza che sapeva portare gioia e affetto tra i suoi cari. La madre di Publio, donna di intensa e profonda religiosità, visse gli anni della giovinezza del figlio combattuta tra un pio desiderio e un naturale dolore umano. Ella nutriva infatti il pio auspicio di avere un figlio sacerdote, ma al contempo soffriva profondamente per il suo allontanamento da casa verso la vita religiosa. Sensibile al turbamento materno, Publio scrisse alla madre esortandola a non soffrire, a essere generosa e a dare a Dio ciò che gli appartiene, manifestando una maturità spirituale precoce e un chiaro discernimento della chiamata divina.
Nel cammino della sua formazione, Publio coltivò con passione un intenso spirito missionario, desiderando ardentemente di partire per le missioni per annunciare il Vangelo. Questo ardore non rimase chiuso nei confini della sua anima, ma seppe infondere lo spirito missionario nell'ambiente familiare, in particolare a sua sorella che esercitava la professione di Maestra Statale. L'amore per la propria famiglia si espresse anche nel tenace e faticoso impegno profuso per ricondurre sulla buona strada due dei suoi fratelli, i quali dissentivano dalle sue idee pur essendo persone molto buone. Publio non si arrese mai alle distanze ideologiche, affidando le sue esortazioni a lettere fraterne spedite dal seminario e a lunghi colloqui personali intrapresi durante le vacanze in famiglia.
La particolare gioia del suo carattere emerse con evidenza tra le mura della comunità formativa. I compagni definivano infatti Publio il giullare della comunità perché cantava, rideva, componeva versi e raccontava aneddoti arricchiti da proverbi e detti popolari, portando serenità e letizia evangelica nei momenti di studio e di vita comune. Questa stessa letizia e questo spirito aperto e combattivo non vennero meno quando la storia bussò alla porta con la violenza della persecuzione. Padre Mariano Martin, che condivise con lui la durissima esperienza della cella, descrisse il carattere di Publio come simpatico, aperto, combattivo, proselita, franco e buono, delineando il profilo di un giovane religioso saldo nella fede e autenticamente umano.
La prigionia e il martirio
Durante i mesi oscuri della persecuzione, Publio sopportò con forza e con gioia la prigionia nel carcere di Madrid, trasformando il luogo della reclusione in uno spazio di testimonianza cristiana. Rinchiuso nella stessa cella con Padre Mariano Martin e altri tre scolastici, Publio compose insieme a loro una commedia in versi, un'opera nata per ingannare il tempo e rendere la prigionia più sopportabile per tutti i compagni di sventura. In una circostanza in cui ottenne una temporanea liberazione, Publio non pensò alla propria salvezza personale, ma fece generosamente da legame tra i compagni di prigionia e i superiori, spostandosi coraggiosamente da un luogo all'altro per portare notizie e sostegno.
I ricordi di famiglia custodiscono le tappe di quel cammino doloroso. La madre di Publio scrisse un giorno una lettera agli Oblati, ricordando commossa di averlo visto a Las Arenas durante il viaggio che lo conduceva verso il noviziato. Prima di separarsi definitivamente alla stazione di Bilbao, in quel momento di saluto e di consegna spirituale, Publio le diede un piccolo crocifisso ricevuto a Urnieta. In quell'occasione memorabile, Publio le disse di baciare spesso il crocifisso e di ricordare che qualsiasi sofferenza per Lui è poca rispetto al suo amore e alla sua Passione.
Dopo essere stato prelevato dal convento e liberato da una prima prigionia, non avendo un luogo sicuro dove andare, Publio si rifugiò con Padre Blanco e altri Oblati presso una famiglia conosciuta. Una notte Publio e gli altri cercarono riparo in una casa sicura, e i proprietari allestirono per loro una stanza con materassi sul pavimento e vestiti per riposare. Verso le tre del mattino, tuttavia, dei miliziani armati di fucili e pistole bussarono alla porta fingendo di dover ispezionare la casa. Il padrone di casa, che possedeva un negozio di alimentari, condusse i miliziani nel negozio per distrarre la loro attenzione. I miliziani caricarono così tanta merce su un camion che questo non riusciva a partire, costringendoli a scaricarne una parte e guadagnando preziosi momenti di tregua.
La mattina successiva, la madre della famiglia ospitante, preoccupata per la sicurezza dei suoi cari, disse a Padre Blanco che gli Oblati dovevano andarsene per evitare pericoli ai bambini e alla famiglia stessa. Prima di lasciare la casa, Publio dimostrò una straordinaria serenità d'animo, dicendo alla donna di non preoccuparsi e promettendo di tornare o di aiutarla dal cielo qualora fosse stato ucciso. Publio nutriva infatti la profonda e serena certezza che sarebbe stato ucciso per la sua fede.
Dopo la fine della guerra, la famiglia di Publio si recò a Madrid animata dal desiderio di ritrovare le tracce del figlio scomparso. La madre desiderava ardentemente visitare il carcere Modelo, dove sapeva che Publio era stato trattenuto durante la prigionia. Nonostante l'opposizione iniziale del marito che temeva la zona pericolosa di prima linea del fronte, la donna insistette con forza e fu infine accompagnata dal marito e da due figlie tra le rovine del carcere. Mentre cercava faticosamente tra le celle e i corridoi desolati, la madre individuò un piccolo abitacolo con le pareti interamente scritte dai prigionieri. Su una parete, scritta in rosso in un angolo, vi era una testimonianza autografa firmata da Publio che diceva: Mamma, mi portano ad uccidermi, muoio per Dio, non piangere, vado via con Dio, Viva Cristo Re. La madre si inginocchiò commossa, baciò la parete e tagliò un pezzo di muro con la scritta usando un coltello, conservando quella reliquia d'amore e di martirio. In quel momento di straziante rivelazione, la famiglia comprese con certezza che Publio era stato ucciso a Paracuellos del Jarama, mentre il padre, che era già a conoscenza della morte di Publio, aveva preferito non parlarne prima davanti alle figlie per proteggerne il dolore.
Il cammino di fede
La vita del Beato Publio Rodríguez Moslares si è dipanata come un pellegrinaggio di amore verso Dio. Originario di Tiedra, egli rispose con prontezza alla chiamata alla vita religiosa, intraprendendo il noviziato presso gli Oblati di Maria Immacolata. Questo passo segnò l'inizio di una vocazione vissuta con gioia e rigore, portandolo a spostarsi in diverse località spagnole, come Valladolid e Urnieta, dove ebbe modo di formarsi e di approfondire la conoscenza del carisma della sua congregazione. Ogni luogo toccato dal suo ministero è stato testimone di una dedizione costante, alimentata dalla preghiera e dal desiderio di conformarsi pienamente al modello di Cristo.
Giunto a Madrid, Publio si trovò a vivere tempi di estrema incertezza e sofferenza sociale. Nonostante il clima di persecuzione che avvolgeva la nazione, egli non rinunciò alla propria identità religiosa, rimanendo saldo nella sua appartenenza agli Oblati. La detenzione nel carcere Modelo di Madrid rappresentò l'ultima, dolorosa tappa del suo cammino terreno. In quel luogo di privazione, egli seppe custodire la pace interiore, vivendo la propria condizione di prigioniero come un'ultima offerta a Dio. La sua testimonianza non fu segnata da gesti eclatanti, ma dalla coerenza silenziosa di un uomo che aveva fatto del Vangelo la propria bussola. Il tragico epilogo avvenuto a Paracuellos de Jarama, nel millenovecentotrentasei, non fu che il compimento naturale di un'esistenza interamente spesa per il Signore, rendendolo un esempio di martirio vissuto con serena consapevolezza.
La memoria e la beatificazione
La Chiesa ha voluto onorare la memoria di Publio Rodríguez Moslares elevandolo agli onori degli altari. Nel duemilatredici, Papa Francesco ha presieduto il rito di beatificazione, riconoscendo ufficialmente la validità del suo martirio. Egli viene oggi commemorato nel gruppo dei martiri della guerra civile spagnola, una schiera di testimoni che hanno dato prova di una fedeltà incrollabile in tempi di oscurità.
Il culto verso il Beato Publio non è rivolto solo al ricordo del tragico evento di Paracuellos de Jarama, ma è un invito a riflettere sulla forza della grazia che sostiene l'uomo anche nelle prove più difficili. La sua beatificazione ci ricorda che ogni vita, anche quella breve e spezzata prematuramente, può diventare luce se orientata verso l'eterno. I fedeli che guardano a lui oggi trovano in questo martire del ventesimo secolo un intercessore che insegna la costanza nel bene e la fiducia incrollabile nelle promesse di Dio, incoraggiando ogni persona a vivere il proprio quotidiano con la medesima dedizione e rettitudine che hanno caratterizzato il cammino di questo religioso.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Publio Rodríguez Moslares?
La memoria liturgica del Beato Publio Rodríguez Moslares si celebra il ventotto novembre.
Dove è nato il Beato Publio Rodríguez Moslares?
Il Beato Publio Rodríguez Moslares è nato a Tiedra, in provincia e diocesi di Valladolid.