28 luglio
Beato Sabino Hernandez Laso
Sacerdote salesiano, martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il cammino di fede e il servizio sacerdotale
La vocazione del Beato Sabino si sviluppò attraverso un itinerario formativo rigoroso e fedele alle origini del carisma salesiano. Dopo l'ingresso nella comunità di Salamanca e il noviziato a Carabanchel Alto, il suo cammino di consacrazione si compì con la professione dei voti perpetui a Campello presso Alicante il sei gennaio 1914 e con la ricezione dell'ordinazione sacerdotale a Salamanca il ventitré dicembre 1916. Successivamente fu inviato a prestare il suo servizio in varie comunità, tra cui Talavera de la Reina, Salamanca, Baracaldo, Béjar, Madrid-Atocha e Santander-Don Bosco, dove ricoprì l'incarico di direttore per tre anni. Prestò inoltre servizio nella comunità di Vigo, prima di giungere, nel 1935, alla casa dello Stretto per svolgere il compito di insegnante di scuola elementare. In ogni incarico mantenne un rigore interiore esemplare, distinguendosi come esatto conformista delle Costituzioni, che non esitava a difendere con tenacia per custodire l'autenticità della vita religiosa.
Il martirio e la glorificazione
Nel luglio del 1936 la persecuzione raggiunse la comunità in cui viveva. Il diciannove luglio subì le conseguenze dell'assalto alla scuola da parte dei miliziani, insieme agli altri fratelli della comunità di Estrecho. Fu arrestato con tutti i salesiani della casa, malmenato e condotto alla Direzione Generale della Sicurezza, ma venne rilasciato lo stesso pomeriggio. Trovò dapprima asilo a casa della signora Ana Fernández Vallejo in Fuencarral Street e in seguito si rifugiò in una pensione. Il ventotto luglio alcuni miliziani fecero irruzione nella pensione e, avendolo riconosciuto come sacerdote, lo condussero in un luogo sconosciuto dove lo uccisero sparandogli. Sabino Hernández Laso è stato beatificato il ventotto ottobre 2007 a Roma, in una cerimonia celebrata dal Cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, che ha riguardato un gruppo di quattrocentonovantotto martiri spagnoli.
La vita
Il percorso terreno del Beato Sabino Hernandez Laso ha avuto inizio nel mille ottocento ottantasei a Villamor de los Escuderos. Guidato da una vocazione profonda, ha scelto di consacrarsi a Dio entrando nel noviziato salesiano di Carabanchel Alto, luogo che ha segnato l'avvio del suo cammino formativo nella famiglia di San Giovanni Bosco. La sua formazione lo ha condotto verso il sacramento dell'ordine, ricevuto a Salamanca il ventitré dicembre del mille novecentosedici. Da quel momento, il suo ministero sacerdotale si è sviluppato attraverso un costante peregrinare apostolico, che lo ha visto operare in diverse città spagnole come Campelio, Talavera de la Reina, Baracaldo, Béjar, Santander e Vigo. In ogni luogo in cui è stato inviato, Sabino ha testimoniato la carità pastorale e lo spirito di servizio tipici della spiritualità salesiana, vivendo con semplicità e rigore il proprio ufficio di sacerdote.
Il luglio del millenovecentotrentasei ha segnato l'ora della prova suprema. In un clima di crescente ostilità, il diciannove luglio il sacerdote fu arrestato e malmenato dai miliziani, sofferenze che egli accolse con cristiana rassegnazione. Nonostante le violenze subite, la sua fedeltà al ministero non venne meno. Il ventotto luglio del millenovecentotrentasei, a Madrid, il suo cammino terreno si è interrotto tragicamente per mano dei miliziani, che lo hanno ucciso. La sua morte non ha rappresentato una sconfitta, ma l'atto finale di una vita offerta interamente per amore di Dio. Il suo sacrificio è stato solennemente riconosciuto dalla Chiesa il ventotto ottobre duemilasette, quando il Cardinale José Saraiva Martins lo ha elevato agli onori degli altari, proclamandolo Beato. La sua esistenza rimane oggi un richiamo alla fedeltà quotidiana, vissuta nel silenzio del dovere e nella forza della grazia che sostiene il martire nel momento della prova estrema.
Il culto
La venerazione verso il Beato Sabino Hernandez Laso trova il suo fondamento nel riconoscimento ufficiale del suo martirio, avvenuto per la fede in un tempo di profonda tribolazione per la Chiesa in Spagna. La sua beatificazione, celebrata nel duemilasette, ha confermato la santità di un uomo che ha saputo restare saldo nella carità anche davanti alla violenza più cieca. La Chiesa propone oggi il suo ricordo come segno di speranza per tutti coloro che vivono la propria missione in contesti difficili, ricordando che il seme gettato dal martire porta frutti di pace e di testimonianza duratura.
La memoria liturgica del Beato Sabino Hernandez Laso viene celebrata individualmente nell'anniversario del suo martirio, il ventotto luglio, giorno in cui la comunità dei fedeli eleva il proprio ringraziamento per la sua testimonianza. Inoltre, egli è incluso nella memoria liturgica comune dei martiri salesiani, fissata per il ventidue settembre. Attraverso questi momenti di preghiera, il popolo di Dio è invitato a volgere lo sguardo verso questo sacerdote che, con il coraggio di chi non teme la fine, ha testimoniato la vittoria di Cristo sul male e sulla morte. Il culto a lui rivolto non si limita alla commemorazione storica, ma si traduce in un impegno costante a vivere con la medesima dedizione il proprio battesimo, cercando sempre la volontà di Dio nelle vicende liete e tristi della storia umana.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Sabino Hernández Laso?
La memoria liturgica del beato si celebra il ventotto luglio, giorno del suo martirio, mentre la memoria liturgica comune dei novantacinque Beati Martiri Spagnoli Salesiani ricorre il ventidue settembre.