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martedì 28 luglio 2026 · Santo del giorno

Santi Nazario e Celso

Martiri

Santi Nazario e Celso

San Nazario visse nel primo secolo ed emerse come cittadino romano e fedele discepolo di San Pietro, ricevendo il battesimo dalle mani di San Lino non ancora Papa. Questa scelta di fede segnò l'inizio di una via di persecuzione e di esilio a causa dell'opposizione del padre, di religione ebrea, e dell'imperatore Nerone. Uscito da Roma per predicare Gesù Cristo, Nazario attraversò diverse città lombarde fino a giungere a Milano, dove trovò carcerati per la fede i santi fratelli Gervasio e Protasio, che confortò amorosamente prima di essere condannato alla frusta e all'esilio dal prefetto romano. Il suo cammino proseguì in Francia, dove accolse un grazioso fanciullo di nove anni, lo istruì nella legge cristiana e lo battezzò con il nome di Celso, dichiarandolo compagno del suo apostolato per via della sua indole angelica.

Insieme, i santi Nazaro e Celso affrontarono arresti, catene e dure prove a Treviri e nuovamente a Roma per ordine di Nerone, manifestando prodigi straordinari come il crollo degli idoli nel tempio di Giove e la sopravvivenza miracolosa al mare dopo essere stati condannati alla sommersione. Giunti fort E un volgere provvidenziale li condusse ad Albaro e a Genova, dove piantarono solidamente la fede prima di fare ritorno a Milano per sostenere nuovamente Gervasio e Protasio. Arrestati dal crudele prefetto Antolino, subirono la decapitazione fuori da porta Romana nell'anno settantasei, suggellando con il martirio la loro testimonianza. I loro corpi furono successivamente rinvenuti da sant'Ambrogio, mentre la memoria dei santi Nazario e Celso continua a vivere nella Chiesa con profonda devozione.

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Gli altri santi di oggi

Sant' Alfonsa dell’Immacolata Concezione (Anna Muttathupadathu)

Vergine

Sant'Alfonsa dell'Immacolata Concezione, al secolo Anna Muttathupadathu, è una figura luminosa di santità vissuta nel ventesimo secolo in terra indiana. Nata nel millenovecentodieci a Kudamaloor, ha consacrato la propria esistenza al Signore come religiosa, incarnando con umiltà e fervore il carisma delle Suore Francescane Clarisse. La sua breve ma intensa parabola terrena si è conclusa a Bharananganam nel millenovecentoquarantasei, lasciando un'impronta indelebile di fede incrollabile e dedizione totale alla volontà divina.

La memoria di questa santa è affidata alla testimonianza di una vita segnata profondamente dalla prova. Ella è ricordata non per gesta clamorose, ma per la straordinaria capacità di accogliere le gravi malattie croniche che hanno accompagnato gran parte dei suoi anni, trasformando la sofferenza fisica in un atto di pura offerta spirituale. Elevata agli onori degli altari da Giovanni Paolo Secondo nel millenovecentottantasei e canonizzata da Benedetto Sedicesimo nel duemilaotto, Sant'Alfonsa rimane un faro di speranza per chiunque cerchi nella pazienza e nel silenzio il volto compassionevole di Dio.

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San Vittore I

Papa e martire

San Vittore I visse e operò durante il secondo secolo, guidando la comunità cristiana in un'epoca complessa segnata da aspre prove e profondi rinnovamenti. Nato nel Nord Africa, egli fu il quattordicesimo vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, assumendo questo alto incarico nell'anno 189. La sua figura si staglia con forza nella storia per essere stato il primo vero pontefice ad affermare con chiarezza la supremazia e l'autorità della Chiesa di Roma sulle altre sedi episcopali, ponendo le basi spirituali e organizzative per il futuro del cattolicesimo universale. Il suo servizio pastorale durò complessivamente dieci anni, concludendosi con la sua morte nel 199, avvenuta molto probabilmente a causa del martirio.

Durante il suo pontificato, San Vittore I seppe affrontare con coraggio e lungimiranza le persecuzioni ricorrenti promosse dai diversi imperatori contro i cristiani, in un'epoca in cui quasi tutti i vescovi di Roma dei primi trecento anni suggellarono la fede con il sangue. Egli affrontò la delicata controversia sulla data della Pasqua, promosse la difesa della retta dottrina contro l'eresia adozionista e valorizzò l'origine africana della sua vocazione in un tempo di fermento ecclesiale. Oggi la sua memoria liturgica si celebra il ventotto luglio, ricordando un pastore che ha guidato la barca di Pietro in acque agitate con fermezza e dedizione.

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San Giacomo Ilario (Emanuele) Barbal Cosàn

Religioso martire

San Giacomo Ilario Emanuele Barbal Cosán, ricordato nel Martirologio con questo nome, visse la sua esistenza nel corso del ventesimo secolo come religioso e martire, appartenendo all'ordine dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Nato a Enviny in provincia di Lérida il 2 gennaio 1898 da una famiglia molto religiosa, crebbe in un contesto di profonda fede che accolse come un dono di Dio la sua scelta di entrare nella Comunità Lasalliana all'età di diciotto anni. Durante la sua vita si dedicò all'insegnamento del latino e prestò servizio in diversi centri educativi, approdando anche al noviziato di Pibrac nell'alta Garonna in Francia, dove rimase per otto anni come insegnante dei novizi.

La sua testimonianza di fede culminò nel martirio a Tarragona in Spagna il 18 gennaio 1937, in un tempo in cui la guerra civile spagnola era sconfinata in una caccia feroce contro chiunque fosse religioso o sacerdote, condannandolo a morte in odio alla Chiesa. San Giacomo Ilario affrontò il processo e la fucilazione con una calma serafica e una devozione nella preghiera che stupirono i suoi carnefici, rifiutando di rinnegare la propria identità religiosa e affermando che non avrebbe cambiato il suo abito per tutto l'oro del mondo. La Chiesa ne ha riconosciuto la santità attraverso la beatificazione celebrata da papa Giovanni Paolo II e la successiva canonizzazione avvenuta il 21 novembre 1999.

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Sant' Arduino di Ceprano

Sacerdote

Sant'Arduino di Ceprano è una figura luminosa di sacerdote vissuta nel corso del settimo secolo, sebbene talvolta la sua esistenza terrena venga collocata nell'undicesimo secolo, al tempo della prima Crociata. Una recente leggenda tramanda che il santo fosse originario dell'Inghilterra e appartenesse a una stirpe pagana, prima di essere raggiunto dalla grazia della conversione. Fu proprio Sant'Agostino di Canterbury a convertire Arduino al cristianesimo e a conferirgli in seguito la sacra ordinazione sacerdotale. Dopo aver esercitato per un certo tempo il proprio ministero dedicandosi intensamente alla preghiera ed al digiuno, Arduino maturò il desiderio di compiere un pellegrinaggio in Terra Santa. Insieme ad altri santi pellegrini di nome Gerardo, Bernardo e Folco, egli intraprese la visita dei luoghi santi in Palestina, camminando sulle orme del Signore. Al ritorno da questo lungo e faticoso viaggio, il sacerdote si fermò a Ceprano, in provincia di Frosinone, trovando in quella terra la meta definitiva del suo pellegrinaggio terreno. Colpito dalla peste che allora dilagava a Ceprano, Arduino concluse la sua vita terrena il ventotto luglio seicentoventisette. Il suo corpo fu amorevolmente sepolto nella chiesa di Santa Maria Maggiore, dando inizio a una memoria liturgica e a una devozione popolare che attraversarono i secoli con fede sincera e affettuosa.

La figura di Sant'Arduino è ricordata per la sua testimonianza di fede e per il profondo legame spirituale che unisce la comunità di Ceprano alla sua memoria benedetta. Il culto ricevette l'approvazione ufficiale sin dal millesimecinquecentotrentuno da parte di Papa Clemente VII. Nel corso dei secoli successivi, la devozione si espresse attraverso la cura delle reliquie, la produzione di testi liturgici, le ricognizioni canoniche e le attestazioni artistiche conservate in diverse località. La festa liturgica ricorre il ventotto luglio, mentre i Bollandisti collocano la memoria al venticinque ottobre, giorno in cui il santo era ricordato anche in antichi martirologi. La vita di Sant'Arduino rimane un modello di conversione, di servizio sacerdotale e di spirito di pellegrinaggio verso la Gerusalemme celeste.

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San Pietro Poveda Castroverde

Sacerdote, fondatore, martire

San Pietro Poveda Castroverde nacque a Linares, in Spagna, il 3 dicembre 1874. Al battesimo ricevette i nomi di Pedro José Luís Francisco Javier. Visse i suoi primi anni a Linares, cittadina mineraria presso Jaén, dove compì i primi studi e maturò fin da bambino la vocazione per il sacerdozio. Ordinato sacerdote il 17 aprile 1897, spese la sua esistenza come educatore, fondatore e martire nel corso del ventesimo secolo. Dedicò la vita alla promozione umana e sociale, affrontando con audacia e carità le sfide culturali e religiose del suo tempo. Fondò l'Istituzione Teresiana e aprì nuove strade per la presenza dei cattolici nella scuola e nella cultura, unendo fede e scienza in un fecondo dialogo con la società.

La sua testimonianza terrena si concluse con il martirio a Madrid il 28 luglio 1936, nei giorni iniziali della persecuzione religiosa della guerra civile spagnola. La Chiesa cattolica ne ha riconosciuto la santità eroica e il martirio subito in odio alla fede, proclamandolo beato nel 1993 e santo nel 2003 per opera di papa Giovanni Paolo II. San Pietro Poveda Castroverde è commemorato nel martirologio a Madrid e la sua memoria liturgica si celebra il 28 luglio di ogni anno.

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San Sansone

Abate e vescovo di Dol

San Sansone visse nel sesto secolo e la sua straordinaria storia s'intreccia profondamente con le vicende della Britannia e della Bretagna francese. Nato in Galles intorno all'anno 485 da genitori di età avanzata e precedentemente sterili, il santo crebbe in un'epoca segnata dai primi tempi della diffusione del cristianesimo, rivelandosi il grande evangelizzatore degli idolatri Bretoni. La sua esistenza eccezionale fu tramandata da una biografia scritta cinquant o sessant anni dopo la sua morte, un caso unico per l'epoca che garantì una vicinanza straordinaria alla conoscenza reale dei fatti. L'autore anonimo accostò subito la sua figura a quella del Sansone biblico, narrando episodi prodigiosi che accompagnarono il suo cammino spirituale e pastorale tra le due sponde della Manica.

Ricordato come abate e vescovo, San Sansone fondò importanti istituzioni monastiche e propagò il Vangelo e la disciplina monastica appresa in Galles dall'abate sant'Iltudo. Il suo ministero episcopale si estese dalla fondazione della città e del monastero di Dol fino all'evangelizzazione delle Isole Normanne e della Normandia. San Sansone è morto nel suo monastero di Dol nel 565 all'età di ottant'anni, lasciando un'eredità spirituale immensa. La sua memoria liturgica si celebra il ventotto luglio ed è intensamente venerata sia in Gran Bretagna sia in Bretagna francese, dove numerose località portano il suo nome e dove le sue reliquie si salvarono dalle distruzioni della Rivoluzione Francese.

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Beato Davide Carlos Maranon

Religioso scolopio, martire

Il Beato Davide Carlos Maranon, religioso scolopio e martire del ventesimo secolo, visse la sua breve esistenza terrena nella fedeltà al Vangelo e nella dedizione alla gioventù. Nato ad Assarta in Navarra il ventinove dicembre 1907 in una numerosa famiglia di dodici figli in buone condizioni economiche, fin da fanciullo dimostrò una spiccata tendenza alla vita religiosa. Entrato nella Congregazione delle Scuole Pie, fondata da San Giuseppe Calasanzio nel 1597 i cui membri sono chiamati scolopi, offrì la sua vita in un contesto storico particolarmente drammatico per la Chiesa in Spagna. La guerra civile spagnola si svolse in due momenti successivi separati da due anni. La prima fase vide la Rivoluzione delle Asturie avvenire dal cinque al quattordici ottobre 1934, anno in cui i martiri furono pochi grazie all'intervento del Generale Franco. La seconda fase della guerra civile spagnola andò dal luglio 1936 al 1939. La guerra civile fu caratterizzata da una complessa combinazione di motivi politici e da una lotta antireligiosa, durante la quale migliaia di ecclesiastici di tutte le condizioni furono vittime innocenti della persecuzione. Tra le vittime vi furono vescovi, sacerdoti, suore, seminaristi, religiosi di vari Ordini e laici impegnati nell'apostolato cattolico.

Nel 1936 il numero dei martiri raggiunse oltre settemila. La persecuzione del 1936 fu generalizzata, prolungata e colpì le zone della Spagna controllate dalla Repubblica e governate da gruppi e partiti estremisti dotati di potere autonomo e arbitrario. I religiosi martirizzati non avevano alcun legame con la politica. La Chiesa ha beatificato tredici religiosi scolopi il primo ottobre. I tredici religiosi scolopi beati erano tutti spagnoli e morirono in giorni e luoghi diversi nel 1936. I nomi dei tredici religiosi scolopi beati sono: Padre Dionisio Pamplona, padre Manuel Segura, fratel Davide Carlos, padre Faustino Oteiza, fratel Fiorentino Felipe, padre Enrico Canadell, padre Maties Cardona, padre Francesco Carceller, padre Ignasi Casanovas, padre Carlos Navarro, padre José Ferrer, padre Juan Agramunt e padre Alfredo Parte. Il fratello scolopio Davide Carlos fu fucilato all'età di ventinove anni insieme a padre Manuel Segura. L'esecuzione di Davide Carlos avvenne nei pressi della città di Peralta il ventotto luglio 1936. Il martirologio ricorda i beati Emanuele Segura, sacerdote, e Davide Carlos, religioso, dell'Ordine dei Chierici regolari delle Scuole Pie, come martiri a Gabasa nel territorio di Saragozza in Spagna.

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San Botvido di Svezia

Martire

San Botvido è vissuto nel corso del dodicesimo secolo ed è ricordato come martire e insigne apostolo del Södermanland in Svezia, insieme a sant'Eschilo. La sua figura si staglia nel primo Medioevo svedese, offrendo la testimonianza preziosa di come nacquero un centro cristiano, un culto devoto e un pellegrinaggio. Nato ad Hammarby da genitori pagani e di agiata condizione, scelse di dedicare la propria esistenza al commercio rifiutando ogni forma di ozio. Nel corso dei suoi viaggi d'affari in Inghilterra, ebbe la grazia di trovare alloggio presso un pio sacerdote che lo istruì nella fede cristiana e gli amministrì il battesimo. Ritornato nella sua terra d'origine, Botvido impiegò la vita in opere di bontà e misericordia, adoperandosi con zelo per convertire i connazionali. La sua testimonianza terrena si concluse con il martirio, ma la Provvidenza ha voluto che la sua memoria rimanesse viva nei secoli attraverso segni straordinari, la costruzione di luoghi sacri e una devozione che ha varcato i confini della Svezia.

Il culto di san Botvido è profondamente radicato nella tradizione nordica ed è attestato da importanti monumenti storici, come il celebre blocco di pietra conservato a Stoccolma e risalente alla fine del dodicesimo secolo. La Chiesa cattolica svedese ne celebra la solenne memoria liturgica il ventotto luglio di ogni anno. Egli è inoltre ricordato con particolare venerazione nelle Rivelazioni di santa Brigida, la quale nutriva per lui una devozione speciale testimoniata persino dagli affreschi della sua camera romana in piazza Farnese. Il Martirologio lo ricorda come martire svedese battezzato in Inghilterra, tragicamente ucciso dallo stesso uomo che aveva riscattato dalla schiavitù dopo aver evangelizzato la sua patria. La sua iconografia lo raffigura tradizionalmente con l'ascia e il pesce, simboli eloquenti della sua leggenda e del suo cammino di fede.

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San Melchiorre Garcia Sanpedro

Vescovo e martire

San Melchiorre Garcia Sanpedro nacque il ventinove aprile del mille ottocento ventuno a Cortes, in Spagna, da una famiglia nobile ma povera e profondamente radicata nelle pratiche religiose. Fin dalla giovinezza manifestò una straordinaria dedizione alla preghiera, unita al desiderio profondo di consacrarsi al sacerdozio e di offrire la propria vita nelle missioni d'oltremare fino al martirio. Entrato nell'Ordine dei Frati Predicatori, fu inviato nelle Filippine e successivamente nel Tonchino, dove spese ogni energia per la predicazione del Vangelo, l'amministrazione dei sacramenti e la cura spirituale delle comunità cristiane perseguitate.

Elevato alla dignità episcopale come vescovo e coadiutore nel Tonchino Centrale, guidò con fortezza e mitezza il suo gregge in anni di estrema prova e di spietata persecuzione scatenata dal re Tu-Dùc. Fu fatto prigioniero e condannato a morte a causa della sua irremovibile fedeltà a Cristo, subendo un atroce martirio il ventotto luglio del mille ottocento cinquantotto a Nam Định. Beatificato da Pio XII nel millenovecentocinquantuno e canonizzato da Giovanni Paolo II nel millenovecentottantotto, è ricordato dalla Chiesa come insigne pastore e testimone eroico della fede.

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Beato Sabino Hernandez Laso

Sacerdote salesiano, martire

Il Beato Sabino Hernández Laso visse nel corso del ventesimo secolo, offrendo la sua esistenza al sacerdozio e alla testimonianza della fede fino al martirio. Nato l'undici dicembre 1886 a Villamor de los Escuderos, in provincia di Zamora, in Spagna, rimase orfano del padre nel 1864, un dolore precoce che segnò la sua giovinezza e a cui pose rimedio la protezione del parroco del luogo che lo prese sotto la sua tutela. Conobbe i salesiani frequentando la scuola di San Juan Bautista nel quartiere di Estrecho a Madrid, e nel 1903 entrò nella comunità della scuola salesiana di San Benito a Salamanca. Dopo tre anni trascorsi a Salamanca, accedette al noviziato di Carabanchel Alto, pronunciando i suoi voti perpetui a Campello presso Alicante il sei gennaio 1914. Ricevette l'ordinazione sacerdotale a Salamanca il ventitré dicembre 1916, avviando un intenso cammino di dedizione religiosa ed educativa all'interno di diverse case della congregazione.

Egli è ricordato per il suo spirito serio e riservato, per la sua dedizione allo studio e per la profonda cultura che lo distingueva. Fu un uomo esigente con se stesso e con gli altri, apprezzato come buon predicatore e ottimo religioso, che non venne mai meno alle regole delle costituzioni salesiane, difendendole sempre tenacemente. Nel 1935 arrivò alla casa dello Stretto come insegnante di scuola elementare, condividendo la vita e la missione della comunità fino ai tragici eventi della persecuzione religiosa in Spagna, che lo condussero al martirio il ventotto luglio 1936 a Madrid. La sua memoria rimane viva nella Chiesa e nella congregazione salesiana, che ne celebrano la testimonianza di fedeltà evangelica.

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Beato Germano Martin Martin

Sacerdote salesiano, martire

Il Beato Germano Martin Martin, sacerdote della congregazione salesiana e martire nel ventesimo secolo, ha offerto la sua esistenza al servizio dell'educazione cristiana e del Vangelo. Nato nelle Asturie nel mille ottocento novantanove, fin dalla giovinezza accolse la chiamata alla vita religiosa, percorrendo un cammino di formazione che lo condusse prima agli studi di filosofia e pedagogia in diverse città spagnote, e poi in America Latina per adempiere agli obblighi del servizio militare sostitutivo. Ordinato sacerdote nel millenovecentoventisette a Vitoria-Gasteiz, spese il suo ministero con generosità e zelo ammirevole, distinguendosi come prezioso educatore, consigliere scolastico e guida spirituale degli studenti prima a Carabanchel e successivamente a Madrid.

Negli anni travagliati della persecuzione religiosa e dello scoppio della rivoluzione, il sacerdote continuò a esercitare il proprio ministero con prudenza, fino alla testimonianza suprema del sangue. Arrestato insieme a un confratello mentre visitava una famiglia amica in via Orellana, fu condotto al Ministero dello Sviluppo e barbaramente ucciso nella notte del ventotto luglio millenovecentotrentasei nel cimitero di Aravaca, vicino a Madrid. La Chiesa ne custodisce la memoria luminosa avendone proclamato la beatificazione il ventotto ottobre del duemilasette per mano del Cardinale José Saraiva Martins, inserendolo nel novero dei martiri che hanno sigillato con la vita la propria fedeltà a Cristo.

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Beato Stanley Francis Rother

Sacerdote missionario, martire

Il Beato Stanley Francis Rother, nato a Okarche negli Stati Uniti d'America il 27 marzo 1935 e morto a Santiago Atitlán in Guatemala il 28 luglio 1981, è stato un sacerdote missionario e martire. Cresciuto in una famiglia di origini tedesche e impegnato fin da piccolo nei lavori agricoli, maturò la vocazione al sacerdozio e compì un lungo e laborioso cammino di seminario prima di essere ordinato presbitero nel 1963. Svolse i primi anni di ministero come vicario parrocchiale in diverse località dell'Oklahoma, distinguendosi per la sua dedizione pacata e operosa.

Rispondendo all'appello di papa san Giovanni XXIII per il sostegno alle chiese latinoamericane, padre Stanley partì come missionario volontario in Guatemala tra la popolazione indigena degli Tz'utujil. Lì spese la sua vita per la promozione umana e spirituale dei fedeli, condividendo la loro povertà e subendo le persecuzioni della guerra civile fino al supremo sacrificio della vita. È ricordato con profonda venerazione come il primo martire statunitense e il primo sacerdote nordamericano a essere stato beatificato.

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Santi Martiri della Tebaide d'Egitto

Commemorazione di molti martiri che nella Tebaide in Egitto patirono durante la persecuzione degli imperatori Decio e Valeriano, quando i nemici con astuzia cercavano di escogitare per i cristiani, pur desiderosi di morire di spada per il nome di Cristo, supplizi che ne ritardassero la morte, mirando a trucidare le loro anime ancor più dei loro corpi.

San Cameliano di Troyes

Vescovo

A Troyes in Francia, san Cameliano, vescovo, che fu discepolo di san Lupo e suo successore.

Santi Procoro, Nicanore, Timone, Parmenas e Nicola

Diaconi

Commemorazione dei santi Prócoro, Nicánore, Timone, Pármenas e Nicola proselito di Antiochia, che furono tra i sette, pieni di Spirito e di sapienza, scelti dalla moltitudine dei discepoli e ai quali gli Apostoli imposero le mani per svolgere il ministero a servizio dei bisognosi.

Sant' Acacio (Acazio) di Mileto

Martire

A Mileto in Caria, nell’odierna Turchia, sant’Acacio, martire, sotto l’imperatore Licinio.

Beati Giuseppe Caselles Moncho e Giuseppe Castell Camps

Sacerdoti salesiani e martiri

A Barcellona sempre in Spagna, beati Giuseppe Caselles Moncho e Giuseppe Castell Camps, sacerdoti della Società Salesiana e martiri, che nella medesima persecuzione contro la fede meritarono con il loro martirio la gloria della vita eterna.

Beato Emanuele Segura Lopez

Sacerdote scolopio, martire

A Gabasa nel territorio di Saragozza sempre in Spagna, beati Emanuele Segura, sacerdote, e Davide Carlos, religioso, dell’Ordine dei Chierici regolari delle Scuole Pie, martiri nella stessa persecuzione.

Beata Chiara (Sancia di Maiorca)

Regina di Sicilia

Beato Astolfo Lobo

Vescovo

Beato Giuseppe Gorastazu Labayen

Padre di famiglia, martire

Beato Ramón Emiliano Hortelano Gómez

Martire

Beato José Camí Camí

Sacerdote, postulante trappista, martire

San Geranio di Auxerre

Vescovo

Sant’ Egidio di Villers

Monaco

Dal Martirologio Romano

A Milano, santi Nazario e Celso, martiri, i cui corpi furono rinvenuti da sant’Ambrogio. — Martirologio Romano