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31 ottobre

Beato Tommaso Bellacci da Firenze

Religioso

Aggiornato il 15 settembre 2026

Dalle ombre di Firenze alla luce della conversione

I familiari di Tommaso di casa erano dediti al mestiere della macelleria ed erano definiti beccai secondo l'uso del tempo. In gioventù il futuro religioso frequentava i peggiori teppisti fiorentini, condividendo con essi una vita sregolata. Quando rischiò il carcere a causa di una calunnia infamante, quei medesimi compagni lo rinnegarono vigliaccamente. A seguito di questa dolorosa crisi umana, Tommaso attraversò un periodo di profonda difficoltà interiore. In quel momento di smarrimento ricevette un aiuto provvidenziale da un concittadino dal nome augurale, Angelo Pace. Fu proprio Angelo Pace a fargli conoscere i suoi amici, i confratelli del Ceppo, all'interno dei quali Tommaso si inserì positivamente, ritrovando la retta via e il senso della carità fraterna.

La vocazione francescana e gli anni nell'Osservanza

Intorno all'età di trent'anni Tommaso chiese di entrare tra i Frati minori osservanti di Fiesole. La sua richiesta non suscitò grandi entusiasmi tra i religiosi del convento, ma venne comunque accettato come fratello laico senza ricevere gli Ordini sacerdotali. Egli rimase per sempre un fratello laico, servendo la comunità con umiltà e spirito di obbedienza. Divenne presto maestro dei novizi e fu successivamente nominato capo dei conventi calabresi dell'Osservanza. Nel 1423 il futuro santo Bernardino da Siena lo mandò a Scarlino nel Grossetano, dove Tommaso guidò altre comunità fondate dallo stesso Bernardino. Per questo motivo fu chiamato anche Tommaso da Scarlino, sebbene sia rimasto più noto con il nome di Tommaso da Firenze. Egli raggiunse e superò i sessanta anni di età continuando a spostarsi instancabilmente tra un convento e l'altro.

La missione in Oriente e le dure prigionie

Nel 1438 venne inviato in Oriente al seguito di Alberto da Sarteano, descritto come una delle più illustri figure dell'Osservanza. La missione aveva lo scopo di invitare le Chiese separate al concilio di Ferrara, successivamente spostato a Firenze. Il concilio di Ferrara-Firenze era stato indetto da papa Eugenio IV con il nobile proposito di ristabilire l'unità fra tutti i cristiani. I delegati svolsero la loro missione dapprima in Siria e successivamente in Egitto, dove il sultano li accolse benevolmente. Poiché Alberto da Sarteano si ammalò in Egitto e dovette fare ritorno in Italia, Tommaso assunse il ruolo di capo della missione. Egli cercò di arrivare in Etiopia passando via Arabia, poiché il sultano vietava di percorrere la valle del Nilo. Tentò per tre volte di raggiungere l'Etiopia, ma venne catturato dai turchi per tre volte insieme ai compagni. Subì tre prigionie successive caratterizzate da crudeli frustate e gravi minacce di morte. Per due volte i religiosi furono liberati grazie a un riscatto pagato da generosi mercanti fiorentini, mentre la terza volta il riscatto fu pagato direttamente dal Papa su richiesta di Alberto da Sarteano. Tommaso e i compagni fecero ritorno in Italia negli anni 1444 e 1445, constatando che nel frattempo l'unione dei cristiani non si era realizzata.

Il compiuto ritorno alla casa del Padre

La terra d'Oriente era rimasta profondamente impressa nel suo animo. Nonostante l'età avanzata e i duri trascorsi con i turchi, il religioso desiderava ardentemente tornarvi come missionario. Nel 1447, all'età di oltre settantanni, lasciò il convento abruzzese di Montepiano insieme a un compagno e si incamminò alla volta di Roma per chiedere direttamente al Papa di poter tornare in Oriente. Il viaggio e la vita terrena di Tommaso terminarono a Rieti, dove crollò stremato dalla fatica. Morì poco dopo nella casa dei Francescani conventuali. Venne sepolto nella chiesa dei Francescani conventuali a Rieti, e il martirologio lo ricorda in quella terra come beato Tommaso da Firenze Bellaci, religioso dell'Ordine dei Minori, celebre per aver patito il carcere e le torture per Cristo da parte degli infedeli durante il viaggio in Terra Santa e in Etiopia. Egli è morto riposando in pace quasi centenario dopo essere tornato in patria, essendo nato a Firenze intorno al 1370 ed essendo morto a Rieti il 31 ottobre 1447. Papa Clemente XIV ne approvò ufficialmente il culto come beato nel 1771, e nel 2006 i suoi resti mortali sono stati traslati nel santuario francescano di Fonte Colombo.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Tommaso Bellacci?

La sua ricorrenza liturgica si celebra il 31 ottobre, giorno in cui la Chiesa ne commemora la nascita al cielo.

Qual è il ruolo del Beato Tommaso nella Chiesa?

Egli è ricordato come religioso dell'Ordine dei Minori, umile fratello laico e intrepido missionario in Oriente.

A Rieti, beato Tommaso da Firenze Bellaci, religioso dell’Ordine dei Minori, che, partito per la Terra Santa e l’Etiopia, patì il carcere e le torture per Cristo da parte degli infedeli e, tornato infine in patria, riposò in pace quasi centenario. — Martirologio Romano