Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

31 ottobre

Sant' Alfonso Rodriguez

Vedovo, Religioso gesuita

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e le dure prove della vita

Alfonso Rodriguez nacque in Spagna, a Segovia, nel 1531, all'interno di una famiglia di mercanti di lana e tessitori di stoffe. Le date biografiche tradizionali riportate sono anche il 25 luglio 1533 a Segovia e il 30 ottobre 1617 a Palma di Maiorca. Coltivò fin da giovane il desiderio di consacrarsi a Dio e di diventare sacerdote, distinguendosi per l'impegno nello studio che seguiva con profitto nel collegio dei gesuiti di Alcalà. A ventitré anni, in seguito alla morte prematura del padre, fu costretto a ritornare nella sua famiglia per dirigere la piccola impresa familiare ereditata. Gli affari non andavano bene e non interessavano il giovane Alfonso, il quale nel frattempo si era sposato e aveva avuto due bambini. Pochi anni dopo perse drammaticamente anche la moglie, affrontando un periodo di grande prova. Provato dalle traversie della vita e dalla sofferenza, cedette tutti i suoi beni al fratello e maturò la decisione di cambiare radicalmente stato di vita. Si trasferì a Valencia per entrare nuovamente nella Compagnia di Gesù, desideroso di trovare in quell'ordine religioso la pace e la via per servire il Signore.

Il servizio umile a Palma di Maiorca

I padri gesuiti lo accolsero e qualche anno dopo lo inviarono nel Collegio di Monte Sion di Palma di Maiorca. Rimase nel Collegio di Monte Sion di Palma di Maiorca per tutto il resto della sua vita. A Palma di Maiorca svolse per oltre trent'anni il compito di portinaio, mansione che adempì con dedizione costante. Trovò nella professione di portinaio la pace dell'anima e la via che lo condusse alle vette della santità. Vegliava sul Collegio e su quanti si affacciavano alla porta dei gesuiti in cerca di aiuto, consiglio o preghiera, esercitando un ministero di accoglienza universale. Per tutti aveva parole di incoraggiamento, di stimolo alla conversione del cuore e all'amore fraterno, testimoniando una carità operosa. Era un uomo semplice, umile, straordinariamente servizievole, tanto rigido con se stesso quanto caritatevole con gli altri. Trovò nel suo ufficio quotidiano l'occasione per esercitare un apostolato continuo ed efficace, trasformando ogni incontro in un'opportunità di bene.

I carismi mistici e l'incontro con Pietro Claver

Il Signore lo aveva dotato di numerosi carismi, primo fra tutti quello delle visioni, della preveggenza e dei miracoli. Aveva una intensa esperienza mistica che contribuì a fargli svolgere anche il compito di padre spirituale dei novizi. I novizi si rivolgevano a lui con sempre maggiore frequenza per essere illuminati sulle vie di Dio, attratti dalla sua saggezza soprannaturale. Tra i novizi ci fu Pietro Claver, l'apostolo delle Indie, che stimava Alfonso Rodriguez per la sua santità. Alfonso profetizzò a Pietro Claver la sua futura missione apostolica tra i popoli lontani. Nutriva una grande devozione per la Santissima Vergine, che pregava soprattutto con il Rosario. Grazie all'intercessione della Madre di Dio si compirono eventi straordinari nella sua vita e in quella di chi ricorreva alla sua preghiera. Ha scritto diversi insegnamenti di carattere ascetico e mistico, oltre alle famose Memorie redatte per ordine dei suoi superiori. Le Memorie sono una manifestazione della santità e della sapienza interiore plasmata da Dio nell'anima del religioso.

La protezione celeste e la memoria liturgica

Aveva una particolare riverenza per il suo angelo custode, a cui affidava ogni istante delle sue giornate. Ogni mattina e sera, nell'alzarsi e nel coricarsi, si raccomandava alla protezione del suo angelo custode. Sperimentò la protezione celeste anche in modo sensibile durante gli anni trascorsi in convento. Una sera, salendo per una scala interna del convento con la mente rivolta a Dio, sentì un alito pestifero da una finestra della cisterna. Il demonio voleva soffocarlo con quell'alito pestifero per interrompere il suo cammino di fede. Il santo gesuita svenne e sarebbe caduto per le scale se non fosse stato sorretto dal suo angelo custode. L'angelo custode purificò immediatamente l'aria e lo accompagnò sano e salvo nella sua stanza. Ricavò da questo episodio uno scritto poi stampato postumo, nel quale dichiarava quale effetto nefasto produca nell'anima il peccato. La Chiesa fa festeggiare sant'Alfonso Rodriguez il 31 ottobre, mentre nel martirologio è ricordato nell'isola di Palma di Maiorca come sant’Alfonso Rodríguez. Il martirologio attesta che, perduti moglie, figli e beni, fu accolto come religioso nella Compagnia di Gesù come portinaio, divenendo esempio di umiltà, obbedienza e costanza nel sacrificio.

Domande frequenti

Quando si festeggia sant'Alfonso Rodriguez?

La Chiesa fa festeggiare sant'Alfonso Rodriguez il 31 ottobre, mentre le date biografiche tradizionali riportano come giorni di nascita e morte il 25 luglio 1533 a Segovia e il 30 ottobre 1617 a Palma di Maiorca.

Di cosa è patrono sant'Alfonso Rodriguez?

Egli è il patrono dei portieri e degli uscieri ed è inoltre riconosciuto come patrono di Palma di Maiorca.

Nell’isola di Palma di Maiorca, sant’Alfonso Rodríguez, che, perduti la moglie, i figli e tutti i suoi beni, fu accolto come religioso nella Compagnia di Gesù, dove svolse per molti anni la mansione di portinaio nel Collegio, divenendo un esempio di umiltà, obbedienza e costanza nel sacrificio. — Martirologio Romano