13 agosto
San Benildo Romancon
Religioso
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e giovinezza in Alvernia
Il nome laico del santo era Pietro Romançon. Pietro Romançon nacque a Thuret, un piccolo villaggio dell'Alvernia in Francia, il 14 giugno 1805. Il villaggio di Thuret contava appena 1800 abitanti. Il paese aveva già conosciuto gli orrori della Rivoluzione Francese. I compaesani di Pietro furono indomiti fedeli alla Chiesa Cattolica Romana. Gli abitanti di Thuret disertarono la parrocchia diretta da un parroco giurato. I parroci giurati erano quegli ecclesiastici che avevano ceduto alle minacce dei governanti aderendo alla nuova Costituzione Civile del Clero e giurando fedeltà allo Stato anziché al romano pontefice. I cittadini di Thuret frequentavano di nascosto un altro sacerdote non giurato che officiava clandestinamente spostandosi di continuo per evitare la cattura. I genitori di Pietro si chiamavano Giovanni e Anna Chanty ed erano interpreti della religiosità e del timore di Dio del luogo. Alla nascita di Pietro, la Francia e l'Europa erano sconvolte dalle guerre dell'era napoleonica. Il fanciullo Pietro crebbe assistendo alla partenza dei giovani coscritti per le armate di Napoleone Bonaparte. Il ragazzo vide lo strazio delle madri e il terrore dei giovani che cercavano di sfuggire alla leva rifugiandosi sui monti e venendo inseguiti dalla polizia militare. Gli eventi storici fecero comprendere al ragazzo l'instabilità delle umane istituzioni. Pietro concepì un orrore per ogni prepotenza e ingiustizia e imparò a riporre in Dio ogni sua fiducia. Il ragazzo sentì l'invito divino a distaccarsi dalle cose terrene per dedicarsi a un superiore destino religioso. Pietro crebbe con l'amorevole cura della madre molto devota.
Un giorno Pietro accompagnò la madre alla fiera di Clermont. A Clermont, dopo una preghiera alla Madonna in un santuario vicino, Pietro vide tra la folla un sacerdote con il colletto bianco che camminava pregando con la corona in mano. La madre spiegò a Pietro che quell'uomo era un Fratello delle Scuole Cristiane. La madre aggiunse che i Fratelli delle Scuole Cristiane facevano scuola per tutta la vita, specialmente ai fanciulli poveri, per amore di Dio. Pietro rispose con decisione alla madre di voler essere anche lui come quel Fratello. Dopo un certo tempo i Fratelli delle Scuole Cristiane aprirono un Istituto nella vicina Riom. I genitori inviarono Pietro come collegiale presso la nuova sede dei Fratelli a Riom per fargli continuare gli studi, nonostante l'allontanamento da casa. La Congregazione dei Fratelli delle Scuole Cristiane era stata fondata nel 1680 da san Jean-Baptiste de La Salle, vissuto tra il 1651 e il 1719. Il contatto giornaliero con i professori della Congregazione fece maturare la vocazione religiosa di Pietro. Un inflessibile Direttore non ammise inizialmente Pietro perché a quattordici anni appariva troppo piccolo di statura. Dopo quasi due anni l'ammissione divenne possibile. Il 10 febbraio 1820 il giovane Pietro Romançon lasciò la sua casa di Thuret per entrare nel noviziato dei Fratelli di Clermont, accompagnato dal direttore del Collegio di Riom.
La vita religiosa e l'approdo a Saugues
Il periodo del noviziato fu caratterizzato da dure prove per Pietro. Il padre di Pietro tentò più volte di riportarlo a casa perché aveva bisogno del suo aiuto essendo diventato vecchio. Fratel Benildo restò inflessibile e fedele alla sua vocazione per tutta la vita. Il Direttore fratel Aggeo espresse ammirazione per il novizio augurandosi che potesse diventare una gloria dell'Istituto. Superate le resistenze paterne, Pietro fu ammesso ai voti. Assunse il nome di fratel Benildo, ponendosi sotto la protezione di santa Benilde, martire spagnola di Cordova. Per venti anni fratel Benildo fu addetto a varie scuole nelle città di Riom, Moulins, Limoges, Aurillac, Clermont e Billon. Fu apprezzato dai confratelli per la sua mitezza e dagli alunni per la sua pedagogia. Durante questo lungo periodo si occupò anche brevemente della cucina e dell'orto con umiltà. L'11 settembre 1836 fece la sua Professione solenne. Il 21 settembre 1841 fratel Benildo fu inviato a Saugues per fondare e dirigere una nuova scuola richiesta e finanziata dal Comune tramite una pubblica sottoscrizione. A Saugues rimase definitivamente, ponendo fine ai trasferimenti previsti dalla Regola dell'Ordine che gli causavano dolore per il distacco dagli alunni. A Saugues il lavoro fu incredibile e massacrante. Erano presenti solo tre fratelli per circa trecento alunni a Saugues. Fratel Benildo affrontò numerose incomprensioni e molte sofferenze. Fratel Benildo riuscì ad impiantare saldamente la scuola a Saugues e ad assicurarne il funzionamento.
Egli mise un particolare impegno nell'insegnamento del catechismo, specie con i più tardivi. Non voleva che nessuno rimanesse indietro nella materia del catechismo. Fratel Benildo è raffigurato attorniato da ragazzi in un gruppo marmoreo nella cappella a lui dedicata nella Casa Generalizia di Roma. Esiste un quadro del pittore Mariani in cui fratel Benildo è raffigurato nell'atto di consacrare un gruppo di fanciulli a san Giuseppe. Ebbe sempre una grande devozione per san Giuseppe. Ebbe una grande capacità di penetrare nell'animo degli adolescenti come maestro e come guida spirituale. Molti presero a pensare che fossero dotati di speciali doni celesti. I presunti doni celesti erano ottenuti con la preghiera assidua e con le penitenze. Presso la popolazione di Saugues godette sempre di una reputazione di santità. Visse ed operò a Saugues per 21 anni. Quando compariva per le strade di Saugues, i ragazzi se lo additavano dicendo "Il santo! Ecco il Santo! Viene il Santo!". I ragazzi rendevano omaggio alla sua intimità con Dio. Visse in povertà. Vestì spesso con vesti rammendate e dimesse. Aveva imparato a cucire e rammendare. Trovava il tempo di rendere umili servigi di sartoria ai suoi confratelli, anche se non con perfezione.
Il transito e la gloria degli altari
Più volte presagì l'approssimarsi della fine della sua vita. La sua vita divenne una preparazione alla morte da offrire a Dio come l'ultimo atto di fedeltà. Nel 1862, ultimo anno di vita, le sue forze declinarono. I dolori di un probabile cancro al fegato si facevano acuti nel 1862. Continuò a compiere i suoi doveri di Direttore della Scuola Cristiana tra la costernazione dei Fratelli e le preghiere della Comunità di Saugues. Agli inizi di giugno dovette mettersi a letto. Alternava qualche raro giorno di miglioria alla malattia. Utilizzava i giorni di miglioria per giungere fino alle classi degli studenti per salutarli. Dispensava i suoi ultimi consigli come un testamento spirituale. Man mano che il male avanzava, si distaccava sempre più dalle cose terrene. La sua preghiera si faceva più intensa e continua. Ricevette cosciente gli ultimi Sacramenti con angelica gioia e mistico raccoglimento. Morì il 13 agosto 1862. Morì all'età di 57 anni. Aveva trascorso oltre 40 anni di vita religiosa. La sua morte avvenne tra il compianto generale. I solenni funerali si svolsero nel giorno dell'Assunzione di Maria nella parrocchia di Saugues. Ai funerali parteciparono tutto il clero, i Fratelli, gli alunni e gli ex alunni. Da quel giorno la fama di santità divenne costante con numerosi pellegrinaggi alla sua tomba. Numerosi furono e sono i miracoli ottenuti per la sua intercessione. Un Crocifisso a lui appartenuto viene portato ancora oggi presso gli infermi di Saugues. Gli infermi baciano con devozione il Crocifisso invocando l'intercessione di fratel Benildo.
Il decreto di introduzione per la causa di canonizzazione si ebbe nel 1903. Fu dichiarato venerabile nel 1928. Papa Pio XI pronunciò un memorabile discorso sul "terribile quotidiano" e sull'eroicità senza splendore in occasione della dichiarazione a venerabile. Venne beatificato il 4 aprile 1948 da papa Pio XII. Fu proclamato santo da papa Paolo VI il 29 ottobre 1967. Nel martirologio è ricordato nella cittadina di Saugues presso Puy-en-Vélay in Francia.
Il cammino di fede
Il percorso spirituale di San Benildo Romancon ebbe inizio nel 1820, quando fece il suo ingresso nel noviziato dei Fratelli delle Scuole Cristiane a Clermont. Fu l'inizio di una vita spesa interamente nell'obbedienza e nella dedizione apostolica, che lo vide impegnato in diverse località francesi, tra cui Riom, Moulins, Limoges, Aurillac e Billon. In ogni luogo in cui fu inviato, il religioso portò con sé lo zelo per la formazione intellettuale e spirituale dei suoi allievi, intesa come via maestra per condurli verso Dio.
Il momento decisivo della sua consacrazione avvenne nel 1836, anno in cui emise la professione solenne, confermando il desiderio di appartenere totalmente al Signore all'interno della sua famiglia religiosa. La maturità del suo impegno trovò espressione nel 1841 a Saugues, dove assunse l'incarico di fondare e dirigere la scuola dei Fratelli. In questa cittadina, San Benildo profuse ogni energia, trasformando la cattedra e l'aula in luoghi di santificazione. La sua esistenza si concluse a Saugues nel 1862, lasciando dietro di sé una scia di bene che avrebbe continuato a portare frutti preziosi nel tempo. La sua vita fu un'opera compiuta in silenzio, dove l'insegnamento delle lettere si intrecciava indissolubilmente con la trasmissione della dottrina cristiana, facendo di lui un maestro di vita per intere generazioni.
Il riconoscimento ecclesiale
La santità di San Benildo Romancon, vissuta nel nascondimento e nella costanza dell'insegnamento, ha ricevuto il sigillo solenne dalla Chiesa universale. Dopo decenni di memoria devota, il suo percorso terreno è stato elevato agli onori degli altari il 29 ottobre 1967, quando papa Paolo VI lo ha proclamato santo. Questo riconoscimento non ha fatto altro che confermare l'efficacia del suo metodo educativo e la profondità della sua vita interiore, che ha saputo resistere al trascorrere dei decenni e ai mutamenti della storia.
Oggi la memoria di San Benildo vive soprattutto nella gratitudine di chi riconosce nel suo esempio la dignità del compito educativo. La celebrazione liturgica, fissata nel giorno della sua nascita al cielo, è per i fedeli l'occasione di rinnovare lo sguardo verso questo umile religioso, ricordando come anche le azioni più semplici, se compiute con spirito di fede, possano condurre alla pienezza della vita in Dio. La sua storia rimane un invito rivolto a tutti, in particolare agli educatori, a servire il prossimo con pazienza, carità e una dedizione che non cerca altro che il bene delle anime.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Benildo Romançon?
La memoria liturgica di san Benildo Romançon si celebra il 13 agosto, giorno della sua nascita al cielo.
Di cosa è patrono San Benildo Romançon?
I fatti storici forniti non menzionano specifici patronati ufficiali.
Nella cittadina di Saugues presso Puy-en-Vélay sempre in Francia, san Benildo (Pietro) Romançon, dell’Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane, che passò la vita dedito alla formazione della gioventù. — Martirologio Romano