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13 agosto

Sant' Ippolito

Sacerdote e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il contesto e la scissione

Il pontificato di Ponziano, appartenente all'antica e nobile famiglia dei Calpurni ed eletto papa nel 230, avvenne durante l'impero di Alessandro Severo. L'imperatore Alessandro Severo è descritto come un sovrano mite e saggio, la cui tolleranza religiosa permise alla Chiesa di riorganizzarsi in un clima di relativa tranquillità. Tuttavia, proprio durante questo periodo di pace esteriore, avvenne nella Chiesa di Roma la prima funesta scissione della sua storia. Tale divisione contrappose al legittimo pontefice un antipapa di nome Ippolito. Ippolito era un sacerdote colto e austero, poco incline all'indulgenza e timoroso che in ogni riforma della disciplina si celasse l'errore. Spinto da questa eccessiva severità, Ippolito aveva in precedenza accusato di eresia il pontefice San Zefirino e il diacono Callisto. Dopo che Callisto fu eletto papa nel 217, Ippolito si ribellò apertamente e accettò di essere lui stesso invalidamente eletto dai suoi partigiani. Questa dolorosa frattura e la sua posizione di scisma si mantennero non soltanto durante il pontificato di Callisto, ma proseguirono anche sotto il governo di Sant'Urbano I e infine durante il pontificato di San Ponziano.

La deportazione e la riconciliazione

Gli equilibri mutarono radicalmente quando l'imperatore Alessandro Severo fu ucciso in Germania dai suoi stessi legionari. Al potere gli succedette Massimino il trace, il quale rispolverò immediatamente i vecchi editti persecutori nei confronti dei cristiani. Trovandosi di fronte a una Chiesa guidata contemporaneamente da due capi, il nuovo imperatore spietatamente spedì entrambi ai lavori forzati in una miniera della Sardegna. Ponziano divenne così il primo papa deportato della storia. Di fronte alla comune sofferenza, Ponziano risolse la situazione della doppia guida con grande saggezza e umiltà. Egli scelse di rinunciare al pontificato affinché i cristiani non fossero privati del loro pastore durante la persecuzione. Questa spontanea rinuncia al pontificato da parte di Ponziano costituisce un fatto del tutto nuovo e straordinario. A lui succedette Antero, di origine greca, che governò la Chiesa per quaranta giorni soltanto. Il gesto generoso e mite di Ponziano commosse profondamente l'intransigente Ippolito, operando una svolta decisiva nel suo animo.

Il martirio e la memoria

Ippolito morì riconciliazione con la Chiesa nel 235, anno in cui avvenne anche la morte di Ponziano. Ponziano e Ippolito furono deportati insieme in Sardegna, dove scontarono una comune condanna e furono cinti, come pare, da un'unica corona di martirio. Secondo l'epigrafe dettata da papa Damaso riguardante Ippolito, quest'ultimo si era ostinato nello scisma per un malinteso zelo. La medesima epigrafe attesta che, nell'ora della prova e mentre la spada dilaniava la madre Chiesa, Ippolito indicò il legittimo papa come unica guida. Per questa sua sincera professione di fede finale, Ippolito meritò di essere annoverato tra i martiri. Studi recenti porterebbero a distinguere tre diversi personaggi con il nome di Ippolito: il primo è un vescovo e scrittore, il secondo è un martire romano, mentre il terzo è un autore di saggi filosofici da identificarsi proprio con l'antipapa contrapposto a Callisto e Ponziano. In seguito, i corpi dei due martiri furono trasportati a Roma con grande onore. Il corpo di Ippolito fu sepolto lungo la via Tiburtina, mentre il corpo di Ponziano fu deposto nelle catacombe di San Callisto. Il martirologio ricorda fedelmente i santi martiri Ponziano papa e Ippolito sacerdote.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Ippolito?

La ricorrenza liturgica di Sant'Ippolito si celebra il tredici agosto, insieme a San Ponziano.

Di cosa è patrono Sant'Ippolito?

I dati storici disponibili non menzionano specifici patronati per Sant'Ippolito.

Santi martiri Ponziano, papa, e Ippolito, sacerdote, che furono deportati insieme in Sardegna, dove entrambi scontarono una comune condanna e furono cinti, come pare, da un’unica corona. I loro corpi, infine, furono sepolti a Roma, il primo nel cimitero di Callisto, il secondo nel cimitero sulla via Tiburtina. — Martirologio Romano