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13 agosto

San Ponziano

Papa e martire

San Ponziano

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il pontificato e la svolta imperiale

La ricostruzione delle vicende terrene di San Ponziano si fonda su documenti antichi di grande rilevanza ecclesiale. Il Liber pontificalis riferisce che Ponziano era originario di Roma ed era figlio di un uomo di nome Calpurnio. La studiosa Emanuela Prinzivalli ha formulato una congettura secondo cui il pontificato del vescovo di Roma Ponziano è iniziato nel 230, offrendo un punto di riferimento cronologico per i suoi primi anni di guida. Le notizie sul suo ministero trovano riscontro essenziale nel Catalogo Liberiano, il quale riferisce che l'episcopato di Ponziano è durato poco più di cinque anni. Inizialmente la Chiesa godette di una relativa stabilità. L'imperatore Alessandro Severo, che regnò dal 222 al 235, mantenne un atteggiamento tollerante verso i cristiani, permettendo alla comunità di vivere e professare la fede senza subire sistematiche vessazioni imperiali. A questo periodo risale anche il coinvolgimento del papa nelle questioni teologiche d'oriente. Ponziano diede infatti il suo assenso alla decisione del vescovo Demetrio di Alessandria di condannare il teologo Origene. Origene era legato alla Chiesa di Alessandria e a Demetrio ed era stato ordinato sacerdote di nascosto dai vescovi Teoctisto di Cesarea e Alessandro di Gerusalemme. Questo equilibrio istituzionale fu però destinato a infrangersi sotto il peso dei rivolgimenti politici. L'imperatore Massimino il Trace regnò dal 235 al 238 dopo la fine violenta e l'assassinio di Alessandro Severo in una rivolta militare. La storica Marcella Forlin Patrucco ha descritto il mutamento politico e la sistematica offensiva anticristiana conseguenti all'ascesa di Massimino il Trace. Con il nuovo governo imperiale si aprì una stagione di aperta ostilità, mirata a decapitare la gerarchia della Chiesa e a colpire i suoi pastori più rappresentativi.

La deportazione, l'abdicazione e il martirio

L'ascesa al potere di Massimino il Trace travolse direttamente il vescovo di Roma. Papa Ponziano fu una vittima illustre della persecuzione di Massimino il Trace, subendo la condanna all'esilio e ai lavori forzati. Insieme a Ponziano fu condannato e deportato un altro capo dei cristiani, il sacerdote Ippolito, noto come antipapa. Il Catalogo Liberiano documenta la deportazione di Ponziano in Sardegna con una condanna ad metalla ai lavori forzati nelle miniere. L'anno dell'esilio e della morte di Ponziano è il 235. Di fronte alle dure condizioni della deportazione, il pontefice prese una decisione fondamentale per il bene della comunità cristiana. Il Catalogo Liberiano attesta che il ventotto settembre 235 Ponziano abdicò rinunciando volontariamente al pontificato. La rinuncia all'ufficio di pontefice da parte di Ponziano è espressa con il termine tecnico discinctus est ed è il primo caso nella storia del papato. Questa abdicazione di Ponziano costituisce il primo caso nella storia della Chiesa e il primo elemento biografico di un papa con una data esatta nota. La rinuncia di Ponziano fu motivata dalla consapevolezza di non poter sopravvivere ai lavori forzati e dalla necessità di garantire una guida alla Chiesa che rischiava di rimanere senza pastore. Tale gesto rappresentò anche un nobile atto di riconciliazione e distensione verso la comunità minoritaria e dissidente guidata da Ippolito, con il quale Ponziano condivise la sofferenza. Il Liber pontificalis afferma che Ponziano morì a causa di molte sofferenze, probabilmente dovute a crudeli fustigazioni subite nelle miniere della Sardegna, suggellando così la sua testimonianza cristiana.

La memoria liturgica, le sepolture e le reliquie

Il sacrificio supremo di San Ponziano e di San Ippolito lasciò un segno profondo nella memoria della Chiesa di Roma, che ne custodì la testimonianza attraverso i secoli. Ponziano e Ippolito furono successivamente riconosciuti martiri e inseriti nella storia della Chiesa come fulgidi esempi di fedeltà evangelica. La Depositio martyrum attesta la sepoltura di Ponziano e Ippolito a Roma avvenuta nello stesso giorno, il tredici agosto. Nonostante la comune deportazione e la morte condivisa, i due martiri trovarono riposo in luoghi differenti della città eterna. Ponziano fu sepolto nel cimitero di Callisto sulla via Appia, mentre Ippolito fu sepolto nel cimitero sulla via Tiburtina. La memoria di questi santi è viva nella liturgia universale, poiché il Martirologio Romano commemora il tredici agosto i santi martiri Ponziano e Ippolito. Il Martirologio Romano ricorda inoltre che Ponziano e Ippolito furono deportati insieme in Sardegna e condannati insieme. La devozione dei fedeli e la ricerca archeologica hanno successivamente riportato alla luce i segni tangibili della presenza di Ponziano. L'epitaffio di Ponziano fu scoperto nel 1909 sotto la pavimentazione del cubicolo di Santa Cecilia vicino alla cripta papale del cimitero di Callisto. L'iscrizione dell'epitaffio di Ponziano è in lingua greca e reca la scritta Pontianos episk[opos] m[a]rt[ys]. Successivamente, per preservare le sacre spoglie dalle incursioni barbariche, le spoglie di Ponziano e di altri cristiani importanti del cimitero callistiano furono traslate nella chiesa di Santa Prassede durante il pontificato di Pasquale I tra l'ottocento diciassette e l'ottocento ventiquattro, dove tuttora riposano nella venerazione dei fedeli.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Ponziano?

La memoria liturgica di San Ponziano si celebra il tredici agosto, giorno in cui la Chiesa commemora congiuntamente i santi martiri Ponziano e Ippolito.

Santi martiri Ponziano, papa, e Ippolito, sacerdote, che furono deportati insieme in Sardegna, dove entrambi scontarono una comune condanna e furono cinti, come pare, da un’unica corona. I loro corpi, infine, furono sepolti a Roma, il primo nel cimitero di Callisto, il secondo nel cimitero sulla via Tiburtina. — Martirologio Romano