19 giugno
San Buonmercato di Ferrara
Chierico
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il martirio e i primi prodigi
Nel corso del quattordicesimo secolo, precisamente nel 1378 a Ferrara, il rettore della chiesa di Santa Maria del Pino fu derubato e ucciso. In quel luogo viveva il giovane chierico Buonmercato. La folla accorsa sul luogo del delitto interrogò Buonmercato per conoscere il nome dell'aggressore. Il giovane rispose di non sapere nulla e disse che Dio lo sapeva. Di fronte a questa risposta, il giovane fu percosso con pugni e calci affinché rivelasse il nome del colpevole. Ritenuto colpevole dalla folla inferocita, Buonmercato fu sgozzato, morendo perdonando e raccomandandosi a Dio il diciannove giugno 1378. Il culto del giovane chierico trae origine proprio da questo episodio di linciaggio. I primi miracoli ebbero inizio nello stesso giorno dell'uccisione. La tradizione riferisce che un bambino deceduto, portato a seppellire, risuscitò e proclamò l'innocenza del giovane chierico. Inoltre la regina di Cipro Valentina, in viaggio a Ferrara tra il 1372 e il 1383, vide gli angeli portare l'anima di Buonmercato in cielo nel momento della sua morte. La regina Valentina chiese di poter portare con sé il corpo di Buonmercato, ma giunta vicino alla chiesa agostiniana di Santa Barnaba, la carovana della regina non poté inspiegabilmente proseguire. Il corpo fu deposto in un sarcofago e portato all'interno della chiesa di Santa Barnaba, la quale divenne rapidamente meta di devoti pellegrinaggi.
Le reliquie e la devozione
Le reliquie di Buonmercato furono rubate nel 1492. Per far fronte a tale evento, Papa Innocenzo VIII emanò un Breve il cinque maggio 1492 per scomunicare gli ignoti ladri delle reliquie. A seguito del Breve papale il corpo fu ritrovato. Il diciannove settembre 1492 il corpo fu trasferito nella nuova chiesa delle suore agostiniane intitolata a Santa Agostino. Isabella del Balzo, moglie del re di Napoli Federico d'Aragona, fu una grande devota del santo. Isabella del Balzo rimase vedova nel 1504 e si ritirò nel monastero di Santa Agostino a Ferrara, dove si trovava il corpo del santo, rimanendovi fino alla sua morte avvenuta nel 1533. La prima Vita di san Buonmercato fu scritta da una suora agostiniana intorno al 1574. Nel 1574 la devozione dei fedeli verso il santo giovane registrò una forte ascesa. A causa dell'affluenza, il visitatore apostolico Giovanni Battista Maremonti dispose che il corpo del santo fosse protetto da una grata per evitare forme di venerazione indecorose.
La storia del culto
Il culto del santo ha conosciuto periodi di alti e bassi nel corso dei secoli. Particolarmente restrittivi furono i provvedimenti ecclesiastici, poiché il culto fu proibito dai vescovi nel 1656 e nel 1689. Successivamente il culto fu riammesso nel 1766, nel 1777 e nel 1783 dagli arcivescovi dell'epoca. Con il mutare delle condizioni cittadine, nel 1808 le reliquie furono trasferite nel monastero del Corpus Domini. Le reliquie furono successivamente trasferite nel monastero di Santa Vito. Le reliquie furono infine traslocate nell'attuale chiesa di Santa Apollonia. Nella chiesa di Santa Apollonia le reliquie sono esposte alla venerazione dei fedeli in una cappella laterale.
La vita e il martirio
La vicenda di San Buonmercato si inserisce nel contesto della Ferrara del quattordicesimo secolo, un tempo segnato da profondi tumulti sociali e civili. Chierico dedito al suo ministero, egli si trovò coinvolto in una circostanza tragica che ne avrebbe mutato per sempre la memoria storica. Nel 1378, in seguito al furto subito dal rettore della comunità, la folla inferocita si scagliò contro di lui, ritenendolo responsabile del misfatto. La violenza di quegli istanti portò alla morte del chierico, vittima di un errore giudiziario dettato dall'ira e dalla fretta di un popolo accecato dal pregiudizio.
Tuttavia, la narrazione di questa vita non si chiuse con il tragico evento. La tradizione vuole che il segno della sua innocenza sia giunto in modo prodigioso, attraverso la miracolosa resurrezione di un bambino. Questo evento, che colpì profondamente la coscienza dei cittadini, divenne la prova tangibile della sua rettitudine morale e spirituale. La figura di San Buonmercato si trasformò così da vittima di un linciaggio a testimone della verità, portando i fedeli a riconsiderare il suo operato con occhi nuovi. Il legame del Santo con la città di Ferrara divenne indissolubile, intrecciandosi con la storia dei luoghi sacri che ne avrebbero custodito i resti mortali, in un percorso di venerazione che ha attraversato le generazioni, trasformando una morte violenta in un simbolo di purificazione e di fede ritrovata.
Il culto e le reliquie
Il culto di San Buonmercato ha trovato espressione nel tempo attraverso la cura devota rivolta alle sue spoglie mortali. Dopo la sua scomparsa nel 1378, le reliquie del Santo hanno trovato accoglienza in diversi spazi sacri della città di Ferrara, testimoniando un legame profondo tra la comunità locale e il chierico. Le tracce del suo passaggio si ritrovano nella chiesa di Santa Maria del Pino e nella chiesa di San Barnaba, per poi giungere presso il monastero del Corpus Domini.
Un momento significativo per la consolidazione della venerazione avvenne nel 1492, anno in cui le reliquie furono solennemente traslate nella chiesa di Sant'Agostino. Questo atto segnò un importante riconoscimento pubblico, rendendo il luogo un punto di riferimento per i fedeli che desideravano affidarsi alla sua intercessione. Successivamente, il percorso delle reliquie trovò la sua collocazione definitiva all'interno della chiesa di Sant'Apollonia. Ancora oggi, la ricorrenza liturgica del 19 giugno permette di mantenere vivo il ricordo di San Buonmercato, celebrando la memoria di un uomo che, pur nella sofferenza dell'ingiustizia, è divenuto per la città di Ferrara un emblema di verità e di pace spirituale.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Buonmercato di Ferrara?
La festa liturgica del santo si celebra il diciannove giugno.