16 settembre
San Cipriano
Vescovo e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La persecuzione di Decio e la guida nella clandestinità
Nel 250 l'imperatore Decio ha ordinato a tutti i sudditi di onorare le divinità pagane offrendo sacrifici o bruciando incenso. L'editto prevedeva il rilascio del libello come attestato di patriottismo, mentre il rifiuto comportava carcere, tortura o la morte. A Roma è morto martire papa Fabiano durante la persecuzione. A Cartagine Cipriano si è nascosto guidando i fedeli dalla clandestinità, mentre l'imperatore Decio è stato ucciso in guerra. La persecuzione è cessata nella primavera del 251.
Dopo la persecuzione molti cristiani che avevano ceduto per paura volevano tornare nella Chiesa. I cristiani non ceduti si sono divisi tra indulgenti e rigoristi. Cipriano si è schierato con i cristiani indulgenti insieme ad altri vescovi d'Africa, indicando una via moderata e inimicandosi i fautori dell'epurazione severa.
Il legame con Roma e la difesa dell'unità della Chiesa
Le vicende di Cipriano si sono intrecciate con quelle di Cornelio, presbitero romano di origine patrizia. Cornelio è stato eletto papa a quattordici mesi dal martirio di Fabiano. Papa Cornelio ha affrontato lo scisma provocato dal dotto e dinamico prete Novaziano, reggitore della Chiesa romana durante la sede vacante. Novaziano ha accusato di debolezza Cornelio, che seguiva la linea di Cipriano, e ha creato una comunità dissidente durata fino al quinto secolo. Da Cartagine Cipriano ha affiancato Cornelio battendosi contro Novaziano e affermando l'unità della Chiesa universale. La posizione di Cipriano partiva dall'unità dei cristiani con i rispettivi vescovi e dei vescovi con Roma quale sede principalis fondata su Pietro capo degli Apostoli.
Il successore di Decio, Treboniano Gallo, è stato spinto a perseguitare i cristiani a causa della peste e delle accuse popolari che vedevano i cristiani come untori. Anche papa Cornelio è stato arrestato ed è morto in esilio nel 253 a Centumcellae, antico nome di Civitavecchia, e Cipriano ha definito Cornelio martire. Cipriano ha appoggiato Lucio I, successore di Cornelio, contro lo scisma di Novaziano, ma Lucio è morto dopo un anno nel 254. A Lucio è succeduto Stefano I. Durante il pontificato di Stefano I c'è stato uno strappo con Cartagine riguardo al battesimo amministrato da eretici e scismatici, considerato valido da Stefano e nullo da Cipriano. Cipriano ha accusato Stefano di considerare erroneamente il primato di Pietro come un diritto all'ingerenza continua nella vita delle singole Chiese, e il dissidio con Stefano I si è esteso pericolosamente prima della morte del papa avvenuta nell'agosto del 257.
Il martirio e la memoria dei santi Cornelio e Cipriano
L'imperatore Valeriano ha ordinato una nuova persecuzione e Cipriano è stato mandato in esilio. Durante l'esilio Cipriano ha appreso la notizia del martirio a Roma del nuovo papa Sisto II insieme al diacono Lorenzo. Successivamente Cipriano è stato liberato ed è potuto tornare a Cartagine. Nel settembre 258 Cipriano è stato arrestato di nuovo. Il quattordici settembre 258 Cipriano è morto decapitato.
La Chiesa ricorda insieme per sempre Cornelio e Cipriano il quattordici settembre, data della deposizione del primo e della passione del secondo. Il mondo cristiano loda Cornelio e Cipriano come testimoni di amore per la verità professata senza cedimenti in tempi di persecuzione davanti alla Chiesa di Dio e al mondo.
Il ministero e le prove
Nato a Cartagine nell'anno duecentodieci, Cipriano ricevette il battesimo nel duecentoquarantacinque, intraprendendo un cammino di fede che lo portò, appena quattro anni dopo, nel duecentonove, a essere ordinato vescovo della sua città natale. Il suo episcopato fu segnato fin dal principio dalle tempeste della persecuzione. Nel duecentocinquanta, sotto l'imperatore Decio, Cipriano fu costretto a guidare la sua comunità dalla clandestinità, non facendo mai mancare il conforto e la direzione spirituale ai fedeli dispersi.
In questo clima di sofferenza, il vescovo dovette affrontare la delicata questione dei lapsi, coloro che avevano ceduto alla paura durante le persecuzioni. Cipriano sostenne con vigore una linea moderata per la loro riammissione nella Chiesa, opponendosi allo scisma di Novaziano e difendendo fermamente l'unità ecclesiale in stretta comunione con il papa Cornelio. Successivamente, visse un momento di forte tensione teologica contrastando papa Stefano I sulla validità del battesimo amministrato dagli eretici. Il suo cammino terreno si concluse il quattordici settembre del duecentocinquantotto a Cartagine, dove subì il martirio per decapitazione, offrendo l'estremo tributo d'amore a Cristo.
La memoria liturgica
La testimonianza di san Cipriano ha radici profonde nella liturgia e nella devozione del popolo cristiano. La sua memoria, che unisce il suo nome a quello dell'amico e pontefice Cornelio, viene celebrata il sedici settembre, unendo in un unico ringraziamento il pastore d'Africa e il vescovo di Roma, entrambi testimoni del medesimo sangue versato per la Chiesa.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Cipriano?
La Chiesa ricorda insieme i santi Cornelio e Cipriano il 14 settembre, data della deposizione del primo e della passione del secondo.
Quali sono le principali ricorrenze liturgiche associate al santo?
La memoria liturgica dei santi martiri Cornelio e Cipriano si celebra il 14 settembre, mentre la Chiesa ne custodisce la memoria con profonda devozione.
Memoria dei santi martiri Cornelio, papa, e Cipriano, vescovo, dei quali il 14 settembre si ricordano la deposizione del primo e la passione del secondo, mentre oggi il mondo cristiano li loda con una sola voce come testimoni di amore per quella verità che non conosce cedimenti, da loro professata in tempi di persecuzione davanti alla Chiesa di Dio e al mondo. — Martirologio Romano