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16 settembre

Santa Eufemia di Calcedonia

Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e le prime testimonianze del culto

Esistono testi anteriori al concilio di Calcedonia che godono di maggiore credito perché immuni dall'ondata di devozione post-conciliare. Tra questi, Asterio, vescovo di Amasea tra il trecentoottottanta e il quattrocentodieci, attesta l'esistenza del culto di Santa Eufemia nella sua undecima omelia. I cristiani concittadini di Asterio eressero a Santa Eufemia un monumento sepolcrale e i fedeli celebravano ogni anno la festa della santa con un grande concorso di popolo. Durante la festa, i sacri ministri raccontavano nelle omelie i particolari del martirio della santa, e tali omelie festive costituiscono la fonte primaria di ogni trattazione agiografica su Eufemia. Asterio di Amasea ammirò inoltre alcune pitture nel porticato o nartece di una chiesa raffiguranti scene del martirio.

Una delle pitture descritte da Asterio raffigura il processo della santa, in cui il giudice è circondato da sgherri e segretari e guarda con volto truce la vergine ammantata del pallio filosofale. L'aspetto della vergine nel dipinto del processo fa trasparire la purezza e il coraggio dell'animo. Una seconda pittura raffigura la tortura di Santa Eufemia, nella quale un carnefice tiene il capo della santa rovesciato all'indietro mentre un altro le spezza e le strappa i denti. Un'altra scena raffigurata mostra la vergine gettata in prigione e assorta in preghiera con il segno della croce risplendente sul capo. L'ultima scena dipinta ritrae la santa mentre consuma il martirio sul rogo con le braccia levate al cielo e il volto ilare.

Il concilio di Calcedonia e la diffusione della memoria

Il concilio di Calcedonia ebbe una grande influenza sulla diffusione del culto di Santa Eufemia e delle notizie su di lei. Dopo il concilio di Calcedonia la festa di Santa Eufemia iniziò ad estendersi gradualmente in tutta la cattolicità, e sorsero ovunque chiese dedicate alla sua memoria. Nel periodo del concilio fu scritta la passio di Santa Eufemia catalogata con il numero seicentodiciannove nel repertorio BHG. Tale passio scritta all'epoca del concilio condizionò quasi tutta la successiva letteratura agiografica sulla santa. La festa dell'undici luglio di Santa Eufemia come protettrice dell'ortodossia nacque proprio in relazione al concilio celebrato nel suo Martyrion. La festa dell'undici luglio è attestata in Occidente dal Martirologio Geronimiano e dal Calendario marmoreo di Napoli, ed è accolta in quasi tutti i calendari d'Oriente.

Il Sinassario Costantinopolitano racconta i particolari di un miracolo ricordato nella festa dell'undici luglio. Il miracolo narrato nel Sinassario consiste nella prova delle due professioni di fede, ortodossa ed eutichiana, poste dentro l'urna sigillata sul petto della santa. Dopo alcuni giorni dall'immissione delle professioni di fede, l'urna fu riaperta e il testo ereticale fu trovato ai piedi della martire, mentre quello ortodosso era stretto fra le sue mani. Questo segno prodigioso ha consolidato nei secoli la devozione verso la martire quale custode della verità cristiana.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Eufemia?

La festa principale di Santa Eufemia si celebra il sedici settembre, mentre la festa dell'undici luglio è dedicata alla sua memoria come protettrice dell'ortodossia.

Di cosa è patrona Santa Eufemia?

Santa Eufemia è riconosciuta e invocata come patrona e protettrice dell'ortodossia cristiana.

A Calcedonia in Bitinia, nell’odierna Turchia, santa Eufemia, vergine e martire, che sotto l’imperatore Diocleziano e il proconsole Prisco, superati per Cristo molti supplizi, giunse con strenuo combattimento alla corona di gloria. — Martirologio Romano