San Costanzo di Perugia

Vescovo e martire

Aggiornato il 20 luglio 2026

San Costanzo di Perugia

Il martirio e la testimonianza

La vicenda terrena di Costanzo si colloca nel contesto delle prime persecuzioni anticristiane sotto l'impero di Antonino. Consacrato vescovo di Perugia, egli guidò la sua comunità con sapienza prima di essere catturato per la sua fedeltà a Cristo. Sottoposto a duri tormenti, venne flagellato e rinchiuso in una stufa ardente, da cui uscì miracolosamente illeso per grazia divina. Successivamente imprigionato, il santo pastore riuscì a fuggire grazie alla conversione dei suoi stessi custodi, toccati dalla sua santità.

La sua fuga non pose fine alla testimonianza della fede. Nuovamente arrestato, Costanzo fu condotto in catene tra le città di Assisi e Spello, per essere infine condotto nei pressi di Foligno. In questa terra, nella località nota come il Trivio, il santo vescovo consumò il suo estremo sacrificio, venendo decapitato. Il suo corpo martirizzato fu ricondotto a Perugia e deposto con devozione nella località Areola, appena fuori Porta San Pietro, luogo che divenne fulcro del suo culto per i secoli a venire.

La memoria liturgica

Il ricordo di san Costanzo è custodito con venerazione fin dai primi secoli della Chiesa. Il suo nome e il giorno della sua nascita al cielo sono infatti già registrati nel celebre Martirologio Geronimiano, a testimonianza di una devozione antica e mai interrotta. La sua memoria liturgica ricorre il ventinove gennaio, giorno in cui la comunità cristiana si stringe intorno al suo primo pastore per attingere forza dal suo esempio di fedeltà assoluta al Vangelo.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Costanzo di Perugia?

La memoria liturgica di San Costanzo si celebra il 29 gennaio, giorno in cui è ricordato anche nell'antico Martirologio Geronimiano.

Di cosa è patrono San Costanzo?

San Costanzo è il patrono della città di Perugia, dove fu il primo vescovo e dove le sue spoglie furono piamente sepolte.

A Perugia, san Costanzo, vescovo. — Martirologio Romano