29 gennaio
San Costanzo di Perugia
Vescovo e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il martirio e le peripezie
Il santo fu tradotto davanti al console Lucio durante la persecuzione di Antonino. Subito dopo, il santo fu barbaramente flagellato dalle autorità imperiali. In seguito, il santo fu rinchiuso con altri compagni in una stufa ardente dalla quale uscì mirabilmente illeso. Ricondotto in carcere dopo questo prodigio, il santo convertì i suoi custodi, i quali lo aiutarono a fuggire. Il santo si rifugiò dapprima in casa di un cristiano di nome Anastasio, ma fu nuovamente arrestato insieme ad Anastasio. Durante questo doloroso cammino, il santo subì varie peripezie nelle carceri di Assisi e Spello. Infine, il santo fu decapitato presso Foligno, in una località denominata il Trivio, come attestano le diverse redazioni della passio.
Le reliquie e la memoria
Tutte le redazioni della passio affermano che il corpo del santo fu portato a Perugia dopo il martirio. Il corpo fu sepolto non lontano dalla città in un luogo detto Areola fuori Porta San Pietro. Nel luogo della sepoltura sorse la prima cattedrale di Perugia, dedicata al principe degli Apostoli, e nello stesso luogo fu eretta l'attuale chiesa di San Costanzo. La chiesa di San Costanzo fu consacrata nel milleduecentocinque dal vescovo di Perugia Viviano, secondo quanto attesta un'iscrizione sull'antico altare. Il santo perugino aveva inoltre a Perugia, vicino a Porta Romana, un'altra chiesa. Secondo lo storico Iacobilli, la chiesa vicino a Porta Romana fu demolita nel quindici cento ventisette. Lo stesso Iacobilli afferma che ai suoi tempi la località del martirio era chiamata ancora campagna di San Costanzo. Nel diciassettesimo secolo, precisamente nel millesettecentottantuno, fu effettuata una ricognizione delle reliquie del santo. Successivamente, nel millesottonentoventicinque, avvenne la solenne traslazione delle reliquie dal vecchio al nuovo altare all'interno dell'attuale chiesa di San Costanzo.
Il martirio e la testimonianza
La vicenda terrena di Costanzo si colloca nel contesto delle prime persecuzioni anticristiane sotto l'impero di Antonino. Consacrato vescovo di Perugia, egli guidò la sua comunità con sapienza prima di essere catturato per la sua fedeltà a Cristo. Sottoposto a duri tormenti, venne flagellato e rinchiuso in una stufa ardente, da cui uscì miracolosamente illeso per grazia divina. Successivamente imprigionato, il santo pastore riuscì a fuggire grazie alla conversione dei suoi stessi custodi, toccati dalla sua santità.
La sua fuga non pose fine alla testimonianza della fede. Nuovamente arrestato, Costanzo fu condotto in catene tra le città di Assisi e Spello, per essere infine condotto nei pressi di Foligno. In questa terra, nella località nota come il Trivio, il santo vescovo consumò il suo estremo sacrificio, venendo decapitato. Il suo corpo martirizzato fu ricondotto a Perugia e deposto con devozione nella località Areola, appena fuori Porta San Pietro, luogo che divenne fulcro del suo culto per i secoli a venire.
La memoria liturgica
Il ricordo di san Costanzo è custodito con venerazione fin dai primi secoli della Chiesa. Il suo nome e il giorno della sua nascita al cielo sono infatti già registrati nel celebre Martirologio Geronimiano, a testimonianza di una devozione antica e mai interrotta. La sua memoria liturgica ricorre il ventinove gennaio, giorno in cui la comunità cristiana si stringe intorno al suo primo pastore per attingere forza dal suo esempio di fedeltà assoluta al Vangelo.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Costanzo di Perugia?
La festa di San Costanzo si celebra il ventinove gennaio, data in cui è ricordato fin dai tempi antichi.
Di cosa è patrono San Costanzo?
I perugini venerano San Costanzo come uno dei protettori della città di Perugia.
A Perugia, san Costanzo, vescovo. — Martirologio Romano