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29 gennaio

San Valerio di Treviri

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

San Valerio di Treviri

Le notizie sul vescovo omonimo di Treviri sono avvolte nell'incertezza delle origini e una cronologia ragionata colloca la sua presenza alla fine del terzo secolo. Egli resse per secondo la sede episcopale di Treviri nella Gallia belgica. Una leggenda agiografica fa di san Valerio di Treviri un discepolo dell'apostolo Pietro, con il chiaro intento storico e spirituale di attribuire una nobile apostolicità alle Chiese di Gallia e di Germania. Secondo questa tradizione, l'apostolo Pietro avrebbe inviato Valerio a Treviri in compagnia di Eucario e di Materno. Abbellimenti posteriori di tale leggenda compaiono nelle Gesta episcoporum Tungrensium, composte attorno all'anno mille, le quali ripetono i motivi tradizionali dei grandi missionari dell'epoca apostolica, narrando conversioni di folle di pagani e strepitosi miracoli. Tra i prodigi tramandati vi è la risurrezione del compagno di missione Materno, operata da Valerio servendosi di un bastone inviato espressamente da san Pietro. La tradizione riferisce inoltre che l'altro compagno di missione, Eucario, essendo morto prima di Valerio, lo avrebbe avvertito in sogno dell'imminenza della sua morte. La morte di Valerio di Treviri viene tradizionalmente indicata il ventinove gennaio dell'anno ottantotto, sebbene questa data debba essere storicamente posticipata agli inizi del quarto secolo, come confermato dal Catalogo episcopale di Treviri e da antiche iscrizioni epigrafiche.

San Valerio di Ravenna

Il secondo santo ricordato in questa data è il vescovo di Ravenna, morto il quindici marzo dell'ottocento dieci. Altre fonti storiche indicano che l'arcivescovo Valerio resse la diocesi di Ravenna tra il settecento ottantotto e l'ottocento dieci, dimostrandosi un pastore zelante per il decoro delle chiese della Romagna e fortemente impegnato nella salvaguardia dell'ortodossia contro l'eresia ariana. La sua figura emerge anche attraverso una lettera di papa Leone Terzo indirizzata a Carlomagno, nella quale il pontefice criticava il vescovo ravennate; tuttavia, tali critiche avevano verosimilmente motivazioni politiche e non inficiano in alcun modo la sua santità. La medesima lettera papale racconta che due conti palatini furono ospiti nella curia ravennate il giorno delle Palme, l'otto aprile dell'ottocento otto, e che durante il pranzo i conti ascoltarono parole giudicate da papa Leone Terzo un obbrobrio da riferire per iscritto. Il vescovo ravennate è inoltre ricordato in una Chronica del milleduecentottantasei, menzione avvenuta probabilmente a causa di una confusione di nome con il vescovo di Treviri, poiché per entrambi i santi non esistono elementi sufficienti per ricavarne un ritratto agiografico pienamente esauriente. Nel tredicesimo secolo l'arcivescovo Simeone trasferì le reliquie del vescovo ravennate in cattedrale il nove maggio milleduecentoventidue, e per tale occasione concesse una speciale indulgenza alla basilica di Sant'Apollinare in Classe in segno di profonda riverenza verso il beato Valerio.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Valerio di Treviri?

La memoria liturgica odierna si celebra il ventinove gennaio, una data che unisce nel ricordo due santi omonimi di nome Valerio.

Di cosa è patrono San Valerio di Treviri?

Non sono menzionati patronati specifici nelle fonti biografiche e storiche disponibili per questo santo.

A Treviri nella Gallia belgica, ora in Germania, san Valerio, vescovo, che resse per secondo questa sede. — Martirologio Romano