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29 gennaio

San Valerio di Ravenna

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

San Valerio di Ravenna

Fonti storiche attendibili attestano che l'arcivescovo Valerio resse la diocesi di Ravenna tra gli anni 788 e 810. Durante il suo episcopato, egli fu un pastore zelante, profondamente dedito al decoro delle chiese della Romagna e alla difesa della retta dottrina contro l'eresia ariana. Una lettera di papa Leone III a Carlomagno esprime pesanti critiche nei confronti del vescovo ravennate, sebbene tali motivazioni siano probabilmente da attribuire a ragioni di natura politica. In particolare, la lettera di papa Leone III narra che due conti palatini, ospiti nella curia ravennate il giorno delle Palme, l'8 aprile 808, ascoltarono a pranzo parole ritenute scandalose dal pontefice. Questo pastore della Chiesa di Ravenna concluse il suo corso terreno il 15 marzo dell'anno 810. Il vescovo di Ravenna è inoltre ricordato in una Chronica del 1286, menzione che gli storici attribuiscono probabilmente a una confusione di nome con il più antico vescovo di Treviri. Successivamente, nel corso del tredicesimo secolo, l'arcivescovo Simeone operò la solenne traslazione delle reliquie del vescovo ravennate all'interno della cattedrale, evento compiuto il 9 maggio 1222. Per accrescere la riverenza verso il beato Valerio, l'arcivescovo Simeone concesse in quella medesima circostanza una speciale indulgenza alla basilica di Sant'Apollinare in Classe.

San Valerio di Treviri

Le notizie che riguardano il vescovo Valerio di Treviri risultano decisamente più incerte e legate alla tradizione delle origini cristiane in terra germanica. Una cronologia ragionata colloca questo primo santo omonimo alla fine del terzo secolo, tra la fine del terzo e gli inizi del quarto secolo. Una leggenda agiografica presenta San Valerio di Treviri come un discepolo diretto dell'apostolo Pietro, con il chiaro intento storico e spirituale di conferire una solida apostolicità alle Chiese di Gallia e di Germania. Secondo quanto narra la leggenda, san Pietro inviò Valerio a Treviri in compagnia di Eucario e di Materno. Le Gesta episcoporum Tungrensium, un'opera composta attorno all'anno mille, contengono ampi abbellimenti successivi della medesima leggenda. Tali scritti ripetono i temi tradizionali della santità tipica dei grandi missionari apostolici, insistendo sulla conversione di folle pagane e sul compimento di miracoli strepitosi. Tra i prodigi attribuiti dalla tradizione a Valerio vi è la risurrezione del compagno Materno, operata mediante l'uso di un bastone inviato espressamente da san Pietro. Il compagno di missione Eucario, giunto alla fine della sua vita terrena prima di Valerio, lo avrebbe avvertito in sogno dell'imminenza della sua propria morte. La morte di Valerio di Treviri viene tradizionalmente indicata al ventinove gennaio dell'anno 88. Tuttavia, gli studiosi precisano che la data dell'anno 88 deve essere necessariamente posticipata agli inizi del quarto secolo, alla luce del Catalogo episcopale di Treviri e di alcune antiche iscrizioni epigrafiche. Oggi le venerate reliquie di San Valerio di Treviri sono accuratamente conservate nella chiesa di San Mattia a Treviri, custodite all'interno di un prezioso sarcofago in tardo stile romanico.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Valerio di Ravenna?

San Valerio è ricordato nella data odierna del 29 gennaio, una ricorrenza che unisce nel calendario liturgico due santi omonimi.