San Francesco Ch'oe Kyong-hwan
Catechista e martire
Aggiornato il 21 luglio 2026
Il cammino di fede
Il percorso di San Francesco Ch'oe Kyong-hwan è segnato da una profonda dedizione alla diffusione del messaggio cristiano. Originario di Taraekkol, egli scelse di trasferirsi sul monte Suri, dove la sua opera portò alla nascita di una vivace comunità di famiglie cattoliche. In questo luogo, lontano dalle insidie del mondo, Francesco si adoperò per coltivare la fede dei fratelli, vivendo con semplicità e spirito di servizio. La sua dedizione non sfuggì alla sollecitudine della Chiesa, che nel 1839 lo nominò ufficialmente catechista, affidandogli un compito di grande responsabilità proprio mentre le persecuzioni contro i cattolici si facevano più aspre e implacabili.
Il 31 luglio 1839, le autorità di polizia giunsero nel villaggio del monte Suri per arrestare Francesco, ponendo fine alla sua opera di apostolato attivo. Condotto a Seul, egli fu sottoposto a torture prolungate e atroci, nel vano tentativo di piegare la sua volontà e indurlo a rinnegare la fede in Dio. Nonostante le sofferenze indicibili inflitte nel carcere, egli mantenne ferma la propria adesione al Vangelo, testimoniando con il silenzio e la preghiera la solidità della sua speranza. Le ferite riportate durante la prigionia non gli permisero di sopravvivere a lungo: il 12 settembre 1839, San Francesco Ch'oe Kyong-hwan rese la sua anima a Dio, coronando la sua vita terrena con il martirio. La sua morte in prigione divenne, per i fedeli di allora e per le generazioni future, un seme fecondo di vita nuova.
Memoria e venerazione
La venerazione per San Francesco Ch'oe Kyong-hwan è strettamente legata alla data del suo martirio, il 12 settembre, giorno in cui la Chiesa ne celebra la memoria liturgica. Questa ricorrenza non rappresenta soltanto il ricordo di un evento passato, ma costituisce un momento di profonda riflessione sulla fedeltà che ogni battezzato è chiamato a mantenere, anche nelle circostanze più avverse. Egli è oggi invocato come patrono delle comunità cattoliche coreane, che riconoscono in lui il modello del laico che, con umiltà e coraggio, custodisce e trasmette il deposito della fede.
La canonizzazione, avvenuta il 6 maggio 1984 per mano di Papa Giovanni Paolo II, ha confermato solennemente la santità di questo martire, elevandolo agli onori degli altari insieme a molti altri testimoni della Chiesa coreana. Il suo esempio di catechista e di martire continua a parlare al cuore dei fedeli, esortandoli a una testimonianza coerente e generosa. La sua intercessione è un sostegno prezioso per coloro che, nelle sfide del tempo presente, cercano di vivere con rettitudine e spirito di sacrificio la propria vocazione cristiana.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Francesco Ch'oe Kyong-hwan?
Il santo viene commemorato il 12 settembre, giorno in cui avvenne il suo martirio.
Di cosa è patrono San Francesco Ch'oe Kyong-hwan?
È patrono delle comunità cattoliche coreane.
A Seul in Corea, san Francesco Ch’oe Kyŏng-hwan, martire, che, catechista, condotto davanti al prefetto non volle rinnegare la fede cristiana e, detenuto in carcere, pervenne al martirio tra torture e supplizi senza però mai desistere dalla preghiera e dall’opera di catechesi. — Martirologio Romano