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sabato 12 settembre 2026 · Santo del giorno

Santissimo Nome di Maria

Santissimo Nome di Maria

La memoria liturgica del Santissimo Nome della beata Vergine Maria ci invita a contemplare la profondità e la ricchezza racchiuse in questo nome benedetto, la cui storia esegetica presenta diverse interpretazioni che ne illuminano il mistero. Attraverso la tradizione dei Padri della Chiesa e la riflessione dei teologi, il nome di Maria si svela come un compendio di virtù, di grazie e di protezione celeste per tutti i credenti.

Celebrare questa ricorrenza significa rievocare l'ineffabile amore che la Madre di Dio nutre verso il suo santissimo Figlio e affidarsi alla sua intercessione. La figura della Madre del Redentore viene costantemente proposta ai fedeli affinché sia devotamente invocata in ogni circostanza del cammino terreno, ricordando che i suoi veri devoti non temono alcuna avversità.

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Gli altri santi di oggi

San Guido di Anderlecht

Pellegrino

San Guido di Anderlecht visse nell'undicesimo secolo, con una cronologia incerta che colloca la sua esistenza tra gli anni 950 e 1012. Nato nella regione belga del Brabante da una famiglia di umili contadini, egli fu un giovane mite e generoso, capace di mostrare fin dalla giovinezza un profondo distacco dai beni terreni. Due secoli prima di San Francesco d'Assisi, questo laico comprese il pericolo del denaro per le anime, avvertendone l'insidia anche quando veniva utilizzato per compiere elemosine agli indigenti. Guidato da un autentico desiderio di vita ascetica, Guido lasciò la casa paterna per trovare la propria via nella preghiera e nel servizio.

Oggi la Chiesa lo ricorda con devozione e il martirologio ne custodisce la memoria terrena e spirituale, collegandone la figura alla cittadina belga di Anderlecht. San Guido è invocato come patrono dei lavoratori dei campi, dei campanari, dei sacrestani, dei cocchieri, ed è protettore delle stalle, delle scuderie e in particolare dei cavalli. La sua protezione si estende anche a quanti soffrono di dissenteria, morbo che la tradizione indica come causa della sua morte. La sua figura continua a essere celebrata attraverso tradizioni secolari che rinnovano la memoria della sua testimonianza di fede e di carità.

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Sant' Ailbeo (Albeo) di Emly

Vescovo

Sant'Ailbeo di Emly, vissuto nel corso del sesto secolo, è una figura luminosa della Chiesa d'Irlanda, ricordato per il suo instancabile impegno nell'annuncio del Vangelo lungo tutta l'isola. La sua opera non si limitò alla predicazione itinerante, ma si consolidò nella fondazione della sede episcopale di Emly, centro spirituale di grande importanza per la fede cristiana nascente in quelle terre settentrionali. Uomo di profonda sapienza, Ailbeo seppe unire l'azione pastorale alla cura per la vita consacrata, lasciando ai posteri una regola monastica che ancora oggi testimonia la sua sollecitudine per la santità dei suoi fratelli.

La memoria di questo santo vescovo è strettamente legata alla sua capacità di farsi ponte tra le diverse realtà ecclesiali del suo tempo. Si distinse per un'opera di mediazione provvidenziale, che permise a Sant'Enda di ottenere le isole Aran, favorendo così lo sviluppo di una solida tradizione monastica. La sua vita, conclusasi a Emly nell'anno cinquecentoventotto, resta un modello di dedizione totale al Vangelo e di carità fraterna. La Chiesa lo venera come un pastore saggio che ha saputo gettare semi di fede destinati a germogliare nei secoli, offrendo ai fedeli un esempio di equilibrio tra l'autorità del vescovo e l'umiltà del monaco.

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San Francesco Ch'oe Kyong-hwan

Catechista e martire

San Francesco Ch'oe Kyong-hwan è una figura luminosa del diciannovesimo secolo, testimone fedele del Vangelo in terra coreana. Nato nel 1804 a Taraekkol, egli ha incarnato la vocazione del laico impegnato, dedicando la propria esistenza alla costruzione di una comunità cristiana solida e profondamente radicata nella fede. La sua vita si è intrecciata con le vicende storiche della Corea, in un periodo segnato da dure persecuzioni contro coloro che professavano il nome di Cristo.

Egli è ricordato oggi come un instancabile catechista e un martire che ha sigillato la propria testimonianza con il dono supremo della vita. La sua memoria rimane un esempio di perseveranza e di amore indomito per la Chiesa, culminato nel riconoscimento della santità da parte di Papa Giovanni Paolo II il 6 maggio 1984. La sua figura continua ad illuminare il cammino delle comunità cattoliche coreane, che in lui riconoscono un padre spirituale e un intercessore presso il Padre celeste.

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Beato Ruggero (Pierre-Sulpice-Christophe Faverge)

Religioso lasalliano, martire

Il Beato Ruggero, al secolo Pierre-Sulpice-Christophe Faverge, nacque a Orléans il 25 luglio 1745 da Pierre-Sulpice Faverge e Cathérine Legont. A causa del pericolo di vita, fu battezzato d'urgenza subito dopo la nascita, mentre le cerimonie suppletive del battesimo si tennero il giorno seguente nella chiesa di Santa Euverta a Orléans. Cresciuto come alunno dei Fratelli delle Scuole Cristiane, scelse di seguire la stessa via consacrata entrando, nell'agosto del 1769, nel noviziato dell'ordine a Maréville, nei pressi di Nancy. Assunse il nome religioso di Fratel Ruggero ed emise la professione religiosa il 18 ottobre 1778. Dopo aver prestato servizio per pochi anni come maestro, fu nominato direttore della scuola di Moulins. Labiche de Reignefort, un sopravvissuto alla deportazione riservata a centinaia di sacerdoti e religiosi rifiutati dal giuramento sulla Costituzione Civile del Clero, lo descrisse come pio, zelante per l'istruzione giovanile, dotato di grandi capacità di governo e molto stimato in città.

Egli è ricordato soprattutto per la coraggiosa testimonianza di fede offerta durante la Rivoluzione francese, quando rifiutò il giuramento sulla Costituzione Civile del Clero e quello di Libertà e Uguaglianza, motivato dalla convinzione che clero e religiosi sarebbero diventati funzionari statali, creando una Chiesa separata da Roma. Per questo rifiuto, l'11 giugno 1793 fu rinchiuso nell'ex convento delle Clarisse, condividendo la prigionia con fratel Leone, maestro nella scuola di Moulins, e con altri sacerdoti e religiosi. In seguito alle sofferenze patite sui pontoni di Rochefort e sull'isola Madame, dove si adoperò per curare i confratelli malati, morì contagiato il 12 settembre 1794. Fu inserito tra i sessantaquattro martiri dei pontoni di Rochefort e beatificato da Papa san Giovanni Paolo II il 1 ottobre 1995.

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Beata Maria Luisa Angelica (Gertrude) Prosperi

Benedettina

La Beata Maria Luisa Angelica, al secolo Gertrude Prosperi, visse nel diciannovesimo secolo incarnando con straordinaria dedizione la vocazione benedettina. Nata a Fogliano di Cascia in provincia di Perugia il 19 agosto 1799 da Domenico Prosperi e Maria Diomedi, crebbe in una famiglia appartenente alla piccola nobiltà locale ma priva di grandi disponibilità economiche. La sua casa natale sorgeva in posizione centrale nel paese, proprio presso la chiesa parrocchiale di San Ippolito, dove fu battezzata lo stesso giorno della nascita al fonte battesimale ancora esistente. Entrata nel monastero di Santa Lucia a Trevi, nella diocesi di Spoleto, il 4 maggio 1820, spese la sua esistenza terrena nella preghiera, nel governo saggio della comunità e in profonde esperienze mistiche, segnate da una totale conformazione a Cristo e dalla cura operosa verso i poveri e le consorelle. La sua vita si concluse a Trevi il 12 settembre 1847.

Ella è ricordata soprattutto per il suo fecondo abbadato nel monastero di Santa Lucia, iniziato il 1 ottobre 1837 all'età di trentotto anni e protrattosi fino alla morte, durante il quale risollevò le sorti spirituali ed economiche della comunità. Pur attraversando prove interiori severissime, malattie dolorose e incomprensioni, seppe guidare le monache con carisma dolce ma fermo, unendo una meticolosa osservanza della Regola a una straordinaria carità. La Chiesa ne riconobbe le virtù eroiche e il miracolo della guarigione di una donna umbra gravemente malata a livello cerebrale, sancito dal decreto firmato da Papa Benedetto XVI il 19 dicembre 2011, per poi elevarla agli onori degli altari il 10 novembre 2012 nella cattedrale di Spoleto.

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Beato Giovanni Roig Diggle

Giovane laico, martire

Il Beato Giovanni Roig Diggle è una figura luminosa di giovane laico del ventesimo secolo, la cui breve esistenza è stata interamente consacrata alla testimonianza della fede. Nato a Barcellona nel millenovecentodiciassette, egli ha saputo incarnare con coerenza e coraggio i valori del Vangelo in un contesto storico segnato da profonde divisioni e da una dura persecuzione religiosa. La sua vita si è intrecciata con le vicende della Catalogna, portandolo a vivere con dedizione il proprio impegno ecclesiale all'interno della Federazione dei Giovani Cristiani.

Egli è ricordato oggi come un martire che ha affrontato la morte per odio alla fede, offrendo la sua giovane vita nel millenovecentotrentasei. La sua scelta di custodire l'Eucaristia durante i giorni più bui della guerra civile rimane un segno indelebile della sua profonda devozione e della sua fedeltà al Signore. Beatificato da Papa Francesco nel duemilaventi, la sua memoria continua a ispirare le nuove generazioni a cercare nel sacramento dell'altare la forza necessaria per camminare con rettitudine e speranza nel mondo, testimoniando la luce di Cristo anche nelle circostanze più avverse.

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San Silvino di Verona

Vescovo

Beato Tommaso Zumarraga

Sacerdote domenicano, martire

A Omura in Giappone, beati Apollinare Franco, dell’Ordine dei Frati Minori, Tommaso Zumárraga, dell’Ordine dei Predicatori, sacerdoti, e quattro compagni, martiri, che in odio alla fede cristiana furono gettati in carcere e poi messi al rogo.

Sant’ Autonomo

Vescovo e martire

In Bitinia, nell’odierna Turchia, sant’Autonomo, vescovo e martire.

Santi Cronide, Leonzio e Serapione

Martiri

Ad Alessandria d’Egitto, santi Crónide, Leonzio e Serapione, martiri, che si dice siano stati affogati in mare per aver confessato il nome di Cristo sotto l’imperatore Massimino.

Beato Francesco Maqueda Lopez

Seminarista, martire

San Serapione di Catania

Vescovo

Beato Giacomo Bushati

Sacerdote e martire

San Tewdrig

Re del Gwent e del Glywysing

Sant’ Ebonzio

Vescovo

Sant’ Ailbe

Vescovo irlandese

Dal Martirologio Romano

Santissimo Nome della beata Vergine Maria: in questo giorno si rievoca l’ineffabile amore della Madre di Dio verso il suo santissimo Figlio ed è proposta ai fedeli la figura della Madre del Redentore perché sia devotamente invocata. — Martirologio Romano