12 settembre
Santissimo Nome di Maria
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le radici e l'amarezza
La storia dell'esegesi presenta diverse interpretazioni del significato del nome di Maria, a partire da quella proposta da alcuni rabbini che lo fanno derivare dalla radice ebraica MRR, che significa essere amaro, dando al nome il significato di amarezza. Secondo i rabbini, Maria sorella di Mosè fu chiamata così perché alla nascita di lei il Faraone rese amara la vita degli Israeliti e decise di uccidere i bambini ebrei. I cristiani possono accettare questa interpretazione pensando al dolore e all'amarezza patiti da Maria nel corredimere l'umanità. Il diavolo, di cui il Faraone è figura, fa guerra alla stirpe della donna rendendo amara la vita ai veri devoti di Maria. I devoti di Maria nulla temono in quanto protetti dalla loro Regina.
Maestra e signora del mare
Una seconda interpretazione fa derivare il nome di Maria da Moreh, che significa maestra e signora, unito a Yam, che significa mare. Maria sorella di Mosè fu maestra delle donne ebree nel passaggio del Mar Rosso e nel canto di vittoria. Sant'Ambrogio nell'Exhortatio ad Virgines definisce Maria come la Maestra e la Signora del mare di questo secolo che ci fa attraversare conducendoci al cielo. Filone, San Girolamo e Sant'Epifanio sono altri autori antichi che suggeriscono l'interpretazione di Maria come maestra e signora del mare. Lo Pseudo-Agostino riprende il parallelo tipologico tra Maria sorella di Mosè e Maria madre di Dio definendo Maria sorella di Mosè la suonatrice di timpano degli Ebrei e Maria Santissima la nostra suonatrice di timpano. Il cantico di Mosè nel Nuovo Testamento corrisponde al Magnificat cantato da Maria. Padre Le Deaut, esperto di letteratura targumica ed ebraica, sostiene che San Luca abbia fatto volontariamente questo parallelismo.
Luce e stella del mare
Una terza interpretazione fa derivare il nome di Maria dal prefisso nominale o participiale M unito a or, luce, e yam, mare, significando illuminatrice o stella del mare. San Gregorio Taumaturgo, Sant'Isidoro e San Girolamo sostengono l'interpretazione del nome come luce o stella del mare. Alcuni autori ritengono che San Girolamo interpretasse il nome non come stella del mare ma come stilla maris, ossia goccia del mare. La presenza della radice di mare nel nome di Maria ha suggerito paragoni di Maria con il mare. Pietro di Celles definisce Maria come mare di grazie nel 1183. San Luigi Maria Grignion de Montfort riprende il concetto nella Vera Devozione affermando che Dio Padre ha radunato tutte le acque chiamandole mare e tutte le grazie chiamandole Maria. San Bonaventura sostiene che tutte le grazie ricevute da angeli, apostoli, martiri, confessori e vergini sono confluite in Maria come in un mare di grazie. Santa Brigida afferma che il nome di Maria è soave per gli angeli e terribile per i demoni. L'inno Ave maris stella, Dei Mater alma, atque semper virgo, felix coeli porta sembra una meditazione sul nome di Maria in rapporto a Maria sorella di Mosè. Nell'inno l'espressione Ave maris stella è collegata alla terza interpretazione del nome. Maria sorella di Mosè è chiamata in Esodo 2,8 almah, termine che significa vergine e etimologicamente nascosta, richiamando l'epiteto Dei Mater alma atque semper virgo. L'espressione felix coeli porta dell'inno corrisponde all'essere maestra del mare di questo secolo.
La pioggia di grazia e l'altezza
Una quarta interpretazione fa derivare il nome di Maria da Moreh, inteso come prima pioggia stagionale. Maria è considerata colui che manda dal cielo una pioggia di grazia e la pioggia di grazia stessa. Cornelio a Lapide attribuisce questa interpretazione a Pagninus. San Luigi de Montfort riprende in parte questa interpretazione nella Preghiera Infuocata commentando il versetto 10 del Salmo 67. Montfort identifica la pioggia abbondante scelta per rinvigorire l'eredità esausta con i santi missionari figli di Maria. Maria, come pioggia di grazia, formerà e manderà sulla terra una pioggia di missionari. Una quinta interpretazione fa derivare il nome di Maria da Marom, che significa altezza ed excelsis. Caninius tra gli antichi e Vogt tra i moderni sostengono l'ipotesi del nome basata sull'altezza. Le recenti scoperte dei testi ugaritici hanno permesso la comprensione di molte radici ebraiche a supporto dell'ipotesi di Marom. Il versetto Luca 1:78 contiene l'espressione in quibus visitavit nos oriens ex alto. Il testo greco e la retroversione in ebraico permettono di tradurre il versetto come ci ha visitati dall'alto un sole che sorge. Cristo è identificato come il sole che sorge che viene dal Padre che è in alto. Il versetto può significare che ci ha visitati un sole che sorge dall'alto inteso come Maria. La Provvidenza potrebbe aver lasciato il dubbio sulle diverse ipotesi interpretative, poiché nel nome di Maria si possono trovare tutti i significati suggeriti dall'analogia della fede.
La vita e il mistero
Nel silenzio del primo secolo, la vita di Maria si snoda attraverso l'accettazione umile e fiduciosa del disegno divino. Il momento culminante della sua esistenza si compie nella maternità divina di Gesù Cristo, un mistero che unisce indissolubilmente la sua vita terrena alla storia della salvezza. Con il suo sì, Maria diventa il tempio vivente del Figlio di Dio, portando nel mondo la luce della Redenzione.
La sua anima, ricolma di grazia, si esprime nella solenne pronuncia del cantico del Magnificat, un inno di lode e di ringraziamento che esalta la grandezza del Signore e la sua misericordia verso i piccoli e gli umili. Questo canto rimane nei secoli la testimonianza più alta della sua fede incrollabile e della sua gioia spirituale.
Il cammino di Maria non è privo di dolore; la sua fedeltà si manifesta pienamente nella dignitosa e dolorosa partecipazione alle sofferenze della passione del Figlio. Ai piedi della croce, la Madre condivide intimamente il sacrificio redentore di Gesù, offrendo il proprio cuore trafitto e diventando così custode della speranza cristiana nel momento più buio.
La memoria del Nome
La celebrazione del Santissimo Nome di Maria trova il suo cuore pulsante nella rievocazione dell'amore della Madre di Dio verso il Figlio nel giorno del suo Santissimo Nome. Questo giorno sacro non è soltanto un ricordo storico, ma un'occasione per accostarsi con devozione alla tenerezza di una Madre che ha vissuto esclusivamente per il suo Signore.
Pronunciare il nome di Maria significa invocare una presenza protettrice e materna, capace di condurre i fedeli direttamente a Cristo. La liturgia odierna celebra questa unione indissolubile d'amore, invitando la comunità dei credenti a imitare la sua sottomissione alla volontà del Padre e la sua carità operosa.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Santissimo Nome di Maria?
La memoria liturgica si celebra il 12 settembre.
Santissimo Nome della beata Vergine Maria: in questo giorno si rievoca l’ineffabile amore della Madre di Dio verso il suo santissimo Figlio ed è proposta ai fedeli la figura della Madre del Redentore perché sia devotamente invocata. — Martirologio Romano