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1 maggio

San Geremia

Profeta

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini, vocazione e contesto storico

La nascita di San Geremia si colloca intorno al 650 avanti Cristo ad Anatot, e la sua vita e la sua opera si svolsero principalmente nel regno di Giuda. Egli nacque ad Anatot intorno al 650 avanti Cristo e operò a Gerusalemme, provenendo da una famiglia radicata nella fede attraverso il padre Helkia e l'appartenenza alla tribù di Beniamino, nonché a una stirpe di sacerdoti del tempio. La sua vocazione si inserisce in un periodo complesso della storia mediorientale, segnato dal definitivo tramonto dell'impero assiro e dalla contemporanea affermazione dell'egemonia di Babilonia, guidata in particolare dal re Nabucodonosor che impose la propria autorità sull'area della Palestina. L'inizio del suo ministero profetico avvenne durante il periodo in cui regnava Giosia, in concomitanza con il ritrovamento del Deuteronomio, un testo che condizionò profondamente il linguaggio e le prospettive della sua opera. Svolse la sua attività di predicazione e la sua vita nel regno di Giuda dal 622 avanti Cristo a dopo il 587 avanti Cristo, sotto i sovrani Ioiakím e Sedecía.

Caratterialmente, Geremia era una persona pacifica, riservata e dotata di grande sensibilità, e ricevette la chiamata profetica contro la propria natura e la propria volontà. Gli fu affidato il gravoso compito di annunciare la rovina a un popolo illuso dal nazionalismo, dedito a una religiosità sterile e governato da re indegni. Egli si oppose fermamente all'ipotesi di un'alleanza tra il popolo d'Israele e l'Egitto, raccomandando invece di sottomettersi all'egemonia babilonese, e il corso degli eventi storici confermò la correttezza delle sue analisi. Nabucodonosor condusse tre campagne militari contro il regno di Giuda per domare le ribellioni e bloccare le intese con gli Egiziani. Le operazioni militari si conclusero drammaticamente nel 586 avanti Cristo con la demolizione del Tempio di Gerusalemme, e nello stesso anno 586 avanti Cristo venne deposta la dinastia regnante di stirpe davidica. I membri più in vista della popolazione israelita furono deportati, dando inizio alla cattività babilonese, e lo stesso profeta fu deportato in Egitto dopo l'anno 586 avanti Cristo, trovando infine la morte in territorio egiziano con la morte di Geremia collocata storicamente in Egitto attorno al 587 avanti Cristo.

Le persecuzioni e il messaggio spirituale

A causa delle sue parole e delle sue prese di posizione, Geremia fu vittima di numerose persecuzioni, fustigazioni e carcerazioni, accusato di essere un traditore e un disfattista poiché le sue predicazioni contrastavano con i piani delle autorità politiche. Nonostante i maltrattamenti e il tormento interiore per una missione incentrata sul giudizio anziché sulla conversione, mantenne la massima fedeltà al messaggio affidatogli. La figura di Geremia è ritenuta la più vicina alla rappresentazione biblica del Messia sofferente e perseguitato. Nello scritto autobiografico, che si distingue per la rilevanza di tali elementi, il profeta mostra i propri sentimenti, le perplessità, i desideri e l'accettazione di un compito divino fonte di sofferenze. Egli ritenne che le colpe del regno di Giuda derivassero dall'impostazione conservatrice e nazionalista delle istituzioni religiose, esortando i connazionali a praticare una fede autentica e a ricercare una reale intimità con la divinità, e predisse che la responsabilità collettiva sarebbe stata presto sostituita dalla responsabilità individuale.

Il vertice teologico della sua opera è contenuto nel capitolo trentuno con il preavviso di una nuova alleanza basata sull'interiorità. In questo brano Dio annuncia che stringerà un'alleanza nuova con le case d'Israele e di Giuda, diversa da quella infranta degli antenati, imprimendo la legge divina direttamente nella mente e nei cuori delle persone. In virtù di questo legame Dio sarà il Dio del popolo e tutti lo conosceranno dal più piccolo al più grande, poiché Dio perdonerà le colpe e non si ricorderà più dei peccati. Questa visione rappresenta la più preziosa eredità spirituale del profeta, che il cristianesimo ha fatto propria. La profezia stabiliva che Dio Padre avrebbe impresso la propria legge nell'intimo dei figli d'Israele per mezzo di Gesù Cristo, e la Chiesa cristiana ha individuato nel profeta perseguitato una prefigurazione delle sofferenze di Cristo e dell'eterna Alleanza compiuta attraverso di lui.

I libri biblici e la tradizione sulla morte

Il libro di Geremia costituisce il trentesimo testo della Bibbia e risulta essere il libro più esteso di tutto l'Antico Testamento, composto da cinquantadue capitoli redatti in almeno due momenti differenti. La versione greca antica giunta fino a noi presenta forti differenze rispetto al testo originale ebraico conservato. L'opera si articola in quattro sezioni principali, che comprendono oracoli su Giuda e Gerusalemme nei capitoli da uno a venticinque, oracoli sui popoli pagani, oracoli di salvezza e speranza, e la narrazione delle sofferenze del profeta, con un'appendice finale dedicata alla caduta della città di Gerusalemme. Al libro di Geremia è collegato il libro delle Lamentazioni, che occupa il trentunesimo posto nella Bibbia. La tradizione attribuisce le Lamentazioni a Geremia, ma le peculiarità e il linguaggio suggeriscono la mano di un autore posteriore influenzato dal profeta, il quale ne sintetizza il messaggio proseguendone l'impronta. In continuità con la sua opera si pone anche il libro di Baruc, il quale fu suo leale segretario e redasse annotazioni biografiche sul doloroso destino del suo maestro.

Gli effetti della missione di Geremia divennero visibili solo dopo la sua scomparsa. I denigratori del profeta lo catturarono durante una delle fasi finali dei tragici eventi che colpirono Israele, conducendolo in territorio egiziano dove trovò la morte. Un'antica tradizione di matrice cristiana sostiene che il profeta fu lapidato in Egitto dai suoi connazionali ebrei, esasperati dai suoi continui rimproveri. La tradizione e i racconti tramandati dai discepoli consegnano alla storia la memoria di un uomo fedele fino al sacrificio. Gli scritti e la testimonianza di San Geremia continuano a parlare attraverso le Scritture, offrendo ai credenti di ogni epoca un modello insigne di ascolto della parola divina e di adesione alla verità anche nei momenti di maggiore oscurità storica.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Geremia?

La memoria liturgica di San Geremia si celebra il primo maggio.

Quali libri della Bibbia sono collegati a San Geremia?

A San Geremia sono attribuiti il libro omonimo, che è il più esteso dell'Antico Testamento, e tradizionalmente il libro delle Lamentazioni, oltre al legame con gli scritti del suo segretario Baruc.

Commemorazione di san Geremia, profeta, che, al tempo di Ioiakím e Sedecía, re di Giuda, preannunciando la distruzione della Città Santa e la deportazione del popolo, patì molte persecuzioni; per questo la Chiesa ha visto in lui la figura del Cristo sofferente. Predisse, inoltre, il compimento della nuova ed eterna Alleanza in Gesù Cristo, per mezzo del quale il Padre onnipotente avrebbe scritto nel profondo del cuore dei figli di Israele la sua legge, perché egli fosse il loro Dio ed essi suo popolo. — Martirologio Romano