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1 maggio

Sant' Orenzio (o Orienzo) di Auch

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le fonti e il ministero episcopale

È giunta fino a noi una Vita di san Orenzio che appare molto antica. Nonostante i dubbi di alcuni storici, la stesura della Vita può essere fatta risalire al sesto secolo. La Vita è stata redatta circa un secolo dopo la morte di Orenzio. L'autore del testo ha avuto la possibilità di raccogliere testimonianze trasmesse oralmente. Orenzio ha svolto il suo ministero episcopale ad Auch, nella Novempopulonia, durante il quinto secolo. All'epoca in cui Orenzio era vescovo, la sede metropolitana della provincia si trovava a Eauze e non ad Auch. Il trasferimento della sede metropolitana ad Auch si è verificato soltanto nel nono secolo. Il Martirologio riferisce che il vescovo operò per eliminare i riti pagani dalla sua città. Il Martirologio attesta inoltre che Orenzio si adoperò per riportare la pace tra i Romani e il re visigoto di Tolosa.

Il contesto storico e i rapporti con i Visigoti

Nel periodo in cui visse Orenzio, la regione era sotto il dominio dei Visigoti. L'imperatore romano aveva permesso ai Visigoti di insediarsi come federati nel 418. L'area di insediamento visigota comprendeva tutta la Gallia sud-orientale, ovvero l'Aquitania seconda, la Novempopulonia e il Tolosano. La Vita Orientii riferisce in modo dettagliato di un legame tra il vescovo e il sovrano visigoto Teodorico primo. Il rapporto tra Orenzio e Teodorico primo si riferisce a un evento storico accaduto nel 439. Nel 439 Litorio, un generale luogotenente di Ezio, assediò la città di Tolosa. Teodorico, spaventato dalla situazione, domandò a Orenzio di fare da intermediario per stipulare un accordo. Litorio rifiutò la proposta di mediazione avanzata da Orenzio. A causa del suo rifiuto e per punizione divina, Litorio venne sconfitto, preso prigioniero e infine ucciso. Questo evento suggerisce l'esistenza di buone relazioni tra il vescovo cattolico Orenzio e il re federato ariano.

La grazia concessa e le opere poetiche

Un altro episodio conferma i buoni rapporti tra il presule e il sovrano visigoto. Orenzio si recò personalmente dal re per difendere la causa di un nobile spagnolo condannato a morte ingiustamente. Teodorico accolse il vescovo con grandi onori e lo invitò a condividere il suo pasto. Il sovrano promise di concedere la grazia a patto che Orenzio accettasse di mangiare la carne, venendo meno alle sue abitudini. Orenzio accettò la condizione e santificò il cibo con il proprio tocco per soddisfare la volontà del re. A seguito del gesto del vescovo, il re Teodorico accordò la grazia richiesta. Tutti i racconti riportati si integrano perfettamente con le conoscenze storiche relative ai re di Tolosa. Sono giunte fino a noi diverse opere poetiche ascritte a un autore di nome Orientius. È assai probabile che l'autore di queste poesie sia proprio il vescovo Orenzio, data la coerenza dei temi e dei sentimenti espressi. La poesia più importante attribuita a Orenzio è il Commonitorium, un sermone composto in versi. Nel Commonitorium viene descritto con intensa emozione lo scenario della Gallia devastata dalle invasioni barbariche. A questo testo appartiene il celebre verso che descrive la Gallia ridotta a un unico rogo fumante.

Domande frequenti

Quando si festeggia san Orenzio?

La memoria liturgica di san Orenzio si celebra il primo maggio.

Ad Auch nella regione dell’Aquitania, in Francia, sant’Orienzo, vescovo, che cercò di sradicare le usanze pagane dalla sua città e di pacificare i Romani con il re visigoto di Tolosa. — Martirologio Romano