1 maggio
San Marculfo (o Marcolfo)
Abate di Nanteuil
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la vocazione
Il santo è nato a Bayeux. Fin dai suoi primi anni, manifestò una profonda avversione per le vanità terrene, scegliendo di donare tutti i propri beni ai poveri e agli orfani per seguire fedelmente il Vangelo. Spinto dal desiderio di approfondire le sacre scritture e di servire l'Altissimo, si è trasferito a Coutances, studiando presso la scuola del vescovo Possessore. La sua formazione spirituale e culturale giunse a compimento quando è stato ordinato sacerdote all'età di trent'anni. Da quel momento, ha svolto un'intensa attività di missionario nelle terre di Gallia. La sua condotta di vita virtuosa, segnata dall'umiltà e dalla preghiera costante, ha attirato un gran numero di discepoli desiderosi di apprendere la via della salvezza.
L'abate di Nanteuil e l'isola solitaria
Il Martirologio lo definisce eremita, poi monaco e infine abate del monastero situato sull'isola di Nanteuil in Bretagna. Ha fondato un monastero a Nanteuil grazie a una donazione ricevuta da re Childeberto primo, ed è divenuto il primo abate del medesimo monastero. Nella sua ricerca di raccoglimento spirituale, era solito trascorrere il periodo della Quaresima su una piccola isola nelle vicinanze. Tale isola è stata successivamente denominata San Marculfo in suo onore. È deceduto nel 558 sull'isola, e la data della morte è collocata indicativamente intorno al 558.
Le traslazioni delle reliquie
Dopo l'anno 898 la sua salma è stata trasferita a Corbeny, nella diocesi di Laon, oggi inclusa nella diocesi di Soissons. Nell'anno 906 l'abbazia di San Remigio di Reims ha fondato un priorato a Corbeny per custodire la memoria del santo. Nel 1229 il vescovo di Laon, Anselmo di Mauny, ha collocato i resti del santo in una nuova cassa donata da san Luigi. In quell'occasione il teschio è stato separato e riposto in un reliquiario autonomo. Ulteriori traslazioni delle reliquie sono avvenute negli anni 1252 e 1295. Nel 1790 la cassa è stata spostata nella chiesa parrocchiale e in seguito sottratta durante le turbolenze rivoluzionarie, ma i resti sacri sono stati salvati. In seguito, i resti del santo sono stati trasferiti presso l'ospizio di San Marculfo a Reims.
Il culto e i sovrani di Francia
La figura di Marculfo è legata a un presunto potere taumaturgico concesso nel 906 ai sovrani di Francia, consistente nel guarire le piaghe tramite il contatto manuale. Almeno nel periodo compreso tra san Luigi e Luigi tredicesimo, i re di Francia, dopo l'incoronazione a Reims, si recavano in pellegrinaggio a Corbeny. Durante questo pellegrinaggio i re rendevano omaggio al capo del santo, assistevano alla Messa e tracciavano un segno di croce sui malati pronunciando la formula rituale: Il re ti tocca, Dio ti guarisce. I re Luigi quattordicesimo e Luigi quindicesimo fecero trasportare la testa del santo presso l'abbazia di San Remigio di Reims. Luigi quattordicesimo ordinò anche il trasferimento a San Remigio della cassa contenente la restante ossatura. L'ultimo monarca a ricorrere a tale privilegio taumaturgico è stato Carlo decimo nel 1825.
La diffusione della devozione e l'arte
Il nome del santo compare in diversi manoscritti del Martirologio Geronimiano, nel Martirologio di Usuardo e in tutti i martirologi benedettini alla data del primo maggio. Nelle diocesi di Bayeux e di Digione la festa veniva celebrata l'undici maggio, mentre a Corbeny si festeggiavano due traslazioni delle reliquie, rispettivamente il diciassette luglio e l'undici settembre. La venerazione per il santo si è diffusa oltre i confini francesi, arrivando nel Brabante, nelle Fiandre e nella Germania renana. Nella Germania renana era venerato in modo particolare nella chiesa di San Paolo ad Aquisgrana, nota anche come Aix-la-Chapelle. I fedeli in pellegrinaggio si rivolgevano a lui per invocare la guarigione dalle malattie cutanee. Una statua in pietra policroma del quindicesimo secolo nella chiesa di Saint-Jean-de-Losne raffigura Marculfo in abiti da abate benedettino, con il pastorale nella mano destra, mentre trionfa sul demonio. Diverse opere artistiche richiamano i miracoli attribuiti al santo dalla tradizione francese, in particolare la guarigione delle affezioni della pelle. I miracoli generali del santo sono rappresentati nelle vetrate del tredicesimo secolo della cattedrale di Coutances, negli affreschi del 1520 della sala del tesoro dell'abbazia di Saint-Riquier-en-Ponthieu e in una tela di Michel Bouillon nella chiesa di San Brizio a Tournai. La guarigione delle patologie cutanee è raffigurata in una statua del quindicesimo secolo nella chiesa di Bouilly. Un dipinto di Jean Jouvenet del 1690 nella chiesa di Saint-Riquier ritrae il santo mentre assiste re Luigi quattordicesimo nell'atto di guarire i malati.
La vita e il cammino monastico
Il cammino di San Marculfo ebbe inizio nella terra di Bayeux, dove egli mosse i primi passi di una vita destinata a farsi dono per molti. Il suo percorso di formazione, avvenuto a Coutances, fu il terreno fertile in cui maturò la decisione di rispondere alla chiamata del Signore. All'età di trent'anni, egli ricevette l'ordinazione sacerdotale, atto che segnò l'inizio di un apostolato instancabile e rigoroso. Spinto dallo spirito di preghiera e dal desiderio di una vita comunitaria, egli si adoperò per fondare un monastero a Nanteuil. Tale opera non fu soltanto un traguardo personale, ma il frutto di una profonda comunione con le istituzioni del tempo, testimoniata dal sostegno del re Childeberto Primo, il quale comprese l'importanza di tale presidio spirituale per la regione.
La vita dell'abate si concluse nell'anno cinquecento cinquantotto, lontano dalle solitudini del monastero, presso l'isola di San Marculfo. La sua scomparsa non interruppe la sua opera, ma la pose sotto una luce nuova, consegnandola alla memoria della Chiesa. La sua esistenza, sobria e orientata costantemente alla contemplazione e alla carità, rimane una testimonianza di come un cuore consacrato possa diventare strumento di grazia per i sofferenti. Egli non cercò la gloria terrena, ma la fedeltà alla regola e al servizio, lasciando dietro di sé una scia di santità che ha attraversato i secoli, dai luoghi della sua formazione fino alla città di Reims e oltre, mantenendo viva la memoria di un uomo che seppe coniugare la severità della vita monastica con la tenerezza verso le fragilità umane.
Il culto e la memoria
Il culto di San Marculfo si è diffuso rapidamente, alimentato dalla fiducia dei fedeli che hanno sempre riconosciuto in lui un potente intercessore. La Chiesa lo ricorda con particolare solennità il primo maggio, data fissata dal Martirologio, sebbene in diverse località la sua memoria sia celebrata con affetto in giorni differenti, come l'undici maggio a Bayeux e a Digione, oppure il diciassette luglio e l'undici settembre presso Corbeny. Proprio a Corbeny le reliquie del Santo trovarono una collocazione definitiva dopo l'anno ottocentonovantotto, divenendo meta di pellegrinaggi e segno tangibile della sua protezione.
La fama di San Marculfo è strettamente legata al suo patronato sulle malattie della pelle. La tradizione lo ha associato al privilegio reale di guarigione delle piaghe, conferendo alla sua figura un ruolo di mediatore tra il dolore fisico e la guarigione spirituale. Questa devozione, che unisce la storia dei sovrani alla pietà popolare, testimonia come la grazia di Dio si manifesti attraverso i suoi santi, offrendo consolazione a chi soffre nel corpo. Ancora oggi, invocare San Marculfo significa affidarsi a una lunga tradizione di fede, cercando in lui quella pace e quella salute che solo il Signore, per intercessione dei suoi amici, può concedere a chi si accosta con cuore umile e fiducioso.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Marculfo?
San Marculfo viene celebrato il primo maggio nei martirologi Geronimiano, di Usuardo e benedettini. Nelle diocesi di Bayeux e Digione la festa si tiene l'undici maggio, mentre a Corbeny si celebravano le traslazioni il diciassette luglio e l'undici settembre.
Di cosa è patrono San Marculfo?
San Marculfo è invocato tradizionalmente dai fedeli come protettore dei malati di pelle.
Sull’isola di Nanteuil in Bretagna, san Marcolfo, eremita, poi monaco e abate di quel monatero. — Martirologio Romano