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1 maggio

San Giuseppe

Lavoratore

San Giuseppe

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini, giovinezza e professione

San Giuseppe era un discendente della casa reale di Davide e svolgeva la professione di artigiano dedito alla lavorazione del legno. Contrariamente a quanto tramandato dalla tradizione agiografica e dalla rappresentazione iconografica del buon vecchio, san Giuseppe non era anziano, ma un uomo giovane, di fede salda, dal cuore generoso e innamorato di Maria. I testi evangelici attribuiscono a san Giuseppe il titolo di Giusto. Nel linguaggio biblico il termine giusto definisce colui che ama lo spirito e la lettera della Legge divina in quanto manifestazione della volontà di Dio. San Giuseppe svolgeva la professione di falegname nella città di Nazareth, dove fu il padre adottivo di Gesù e lo sposo legittimo di Maria. Il Martirologio attesta che Giuseppe sostenne economicamente la Sacra Famiglia con il proprio lavoro manuale, e proprio attraverso la sua opera quotidiana introdusse Gesù alla professione e alle dinamiche del lavoro umano.

Il matrimonio e la vocazione

San Giuseppe sposò la Vergine di Nazareth per svolgere la funzione di padre putativo del Figlio di Dio. San Giuseppe si fidanzò con Maria conformemente alle consuetudini ebraiche dell'epoca. Presso il popolo ebreo il fidanzamento equivaleva legalmente al matrimonio, aveva la durata di un anno e non prevedeva la coabitazione né i rapporti coniugali. Al termine dell'anno di fidanzamento si celebrava una festa per l'ingresso della sposa nella casa dello sposo, con cui cominciava la convivenza coniugale. Se la fidanzata concepiva un figlio durante il periodo di fidanzamento, lo sposo attribuiva il proprio nome al nascituro. Se la promessa sposa era ritenuta responsabile di infedeltà, poteva essere deferita al tribunale locale. La legge dell'epoca puniva la donna adultera con la pena di morte per lapidazione a seguito di un processo infamante. Nel Vangelo di Matteo si narra che Maria rimase incinta per opera dello Spirito Santo prima di andare a convivere con Giuseppe. Giuseppe, riconosciuto come uomo giusto nel Vangelo di Matteo, decise di ripudiare Maria in segreto per non esporla all'infamia pubblica. Mentre Giuseppe ponderava sul da farsi, un Angelo del Signore gli apparve per rassicurarlo e gli disse di non temere di prendere con sé Maria come sposa. L'Angelo rivelò a Giuseppe che la gravidanza di Maria era opera dello Spirito Santo. L'Angelo preannunciò a Giuseppe che Maria avrebbe partorito un figlio al quale egli avrebbe dovuto imporre il nome di Gesù. L'Angelo spiegò che Gesù avrebbe salvato il suo popolo dai suoi peccati. San Giuseppe manteneva la piena libertà di accettare o rifiutare il disegno divino. Nella dinamica della vocazione, la chiamata divina rispetta sempre la libertà e il libero arbitrio delle creature. San Giuseppe scelse di accettare il progetto di Dio spinto dall'amore per Maria. Le Scritture attestano che Giuseppe eseguì gli ordini dell'Angelo del Signore e accolse la sposa con sé. San Giuseppe ubbidì con prontezza all'Angelo, esprimendo il proprio assenso all'opera della Redenzione. L'assenso di Giuseppe al piano divino affianca l'assenso espresso da Maria. San Giuseppe superò le convenzioni sociali, i costumi dell'epoca e la prudenza umana per accogliere il mistero dell'Incarnazione del Verbo attraverso l'amore.

La comunione spirituale e il silenzio

Sia i dotti sia i semplici fedeli si interrogano frequentemente sulla natura matrimoniale dell'unione tra Giuseppe e Maria. La convivenza matrimoniale tra san Giuseppe e Maria fu vissuta nella verginità. Il Vangelo secondo Matteo descrive l'unione tra Maria e Giuseppe come un matrimonio verginale e una piena comunione di vita. Secondo il teologo Stefano De Fiores, il legame sponsale tra Maria e Giuseppe comportava un amore profondo non finalizzato alla sessualità e alla procreazione. Giuseppe condivideva con Maria una profonda fede e un'attitudine all'umiltà. Entrambi i coniugi amavano il silenzio e vivevano una comunione spirituale e di cuori. Nella lettera enciclica Redemptoris Custos, papa Giovanni Paolo II ha definito la coppia formata da Maria e Giuseppe come il vertice da cui la santità si diffonde sulla terra. Il matrimonio tra Maria e Giuseppe rappresenta la prima chiesa domestica della storia e anticipa la condizione celeste descritta nei Vangeli di Luca e Matteo. L'unione dei due sposi costituisce una prefigurazione terrena del Paradiso e della trasfigurazione dell'umano nel divino. Il testo del Nuovo Testamento non riporta alcuna parola pronunciata da san Giuseppe. Il nascondimento rappresenta la caratteristica distintiva di san Giuseppe sia durante la sua vita terrena sia dopo la sua morte. Vittorio Messori ha rilevato che il rimanere celato ed emergere progressivamente nel tempo costituisce una componente del ruolo di san Giuseppe nella storia della salvezza. San Giuseppe era verosimilmente già deceduto all'inizio della vita pubblica di Gesù, dato che non viene citato nel racconto delle nozze di Cana. La data e il luogo della morte di san Giuseppe sono ignoti. La collocazione della tomba di san Giuseppe è sconosciuta, a differenza di quella del patriarca Abramo, vissuto molti secoli prima. Nonostante la sua grandezza, san Giuseppe rimane tuttora una figura relativamente poco conosciuta.

Il culto, i devoti e i patronati

San Giuseppe è considerato il primo e il più grande devoto di Maria all'interno della comunità dei fedeli. Dopo aver compreso la propria missione, san Giuseppe si consacrò interamente a Maria con tutte le sue forze. San Giuseppe fu per Maria sposo, custode, discepolo, guida e sostegno. Tra tutti i santi, Giuseppe è considerato il più vicino a Gesù e alla Vergine sia durante la vita terrena sia nella dimensione celeste. Tradizionalmente si ritiene che l'intercessione di san Giuseppe permetta di ottenere innumerevoli grazie. Santa Teresa d'Avila affermava che qualsiasi grazia chiesta a san Giuseppe viene senz'altro concessa da Dio. Nel sesto capitolo della sua Autobiografia, santa Teresa d'Avila dichiara di aver scelto san Giuseppe come proprio avvocato e protettore spirituale. Santa Teresa d'Avila testimonia di essere stata soccorsa da san Giuseppe in difficoltà legate all'onore e alla salvezza dell'anima. Papa Pio IX ha proclamato san Giuseppe patrono universale della Chiesa cattolica. San Giuseppe è venerato come patrono dei lavoratori, dei moribondi e delle anime del purgatorio. Il patrocinio di san Giuseppe è ritenuto efficace per ogni tipo di necessità e richiesta dei fedeli. Numerosi Ordini e Congregazioni religiose, associazioni, pie unioni, sacerdoti, laici, studiosi e persone semplici si sono posti sotto la protezione di san Giuseppe. Il recentemente canonizzato Papa Giovanni XXIII aveva considerato l'idea di assumere il nome pontificio di Giuseppe al momento della sua elezione al soglio di Pietro. La scelta del nome Giuseppe da parte di Papa Giovanni XXIII era dovuta alla sua profonda devozione verso il santo falegname di Nazareth. Nessun pontefice nella storia della Chiesa ha mai adottato il nome di Giuseppe, poiché esso non appartiene alla tradizione papale. Papa Giovanni XXIII avrebbe assunto volentieri il nome di Giuseppe I se le circostanze lo avessero consentito, a motivo della sua venerazione per il santo. Papa Giovanni Paolo II ha dichiarato di recitare quotidianamente preghiere rivolte a san Giuseppe. Nel 1989 papa Giovanni Paolo II ha pubblicato l'Esortazione apostolica Redemptoris Custos per promuovere la devozione a san Giuseppe. Tra i papi devoti a san Giuseppe figurano il beato Pio IX, san Pio X, Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II. I lavoratori cristiani venerano san Giuseppe come modello e protettore nella data in cui in molti Paesi si celebra la festa del lavoro.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Giuseppe?

San Giuseppe è celebrato come San Giuseppe lavoratore nella giornata in cui ricorre la festa del lavoro, fissata al primo maggio.

Di cosa è patrono San Giuseppe?

San Giuseppe è il patrono della Chiesa universale, dei lavoratori, dei moribondi e delle anime purganti.

San Giuseppe lavoratore, che, falegname di Nazareth, provvide con il suo lavoro alle necessità di Maria e Gesù e iniziò il Figlio di Dio al lavoro tra gli uomini. Perciò, nel giorno in cui in molte parti della terra si celebra la festa del lavoro, i lavoratori cristiani lo venerano come esempio e patrono. — Martirologio Romano