Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

1 maggio

San Pellegrino Laziosi

Religioso

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la conversione

La città di Forlì fu teatro di gravi disordini popolari causati da un interdetto scagliato da papa Martino IV. Durante questi tumulti, il Priore Generale dei Servi di Maria, san Filippo Benizi, si trovava in visita al convento forlivese. San Filippo Benizi venne percosso e scacciato da Forlì mentre esortava i cittadini a sottomettersi nuovamente all'autorità papale. All'età di diciotto anni, Pellegrino faceva parte del gruppo dei cittadini ribelli. Diverse racconti e fonti storiche successive riferiscono che fu proprio Pellegrino a colpire san Filippo con uno schiaffo.

Non esistono testimonianze certe sui dettagli e sulle modalità della sua conversione. All'incirca all'età di trent'anni, tra il 1290 e il 1295, Pellegrino fece il suo ingresso nell'Ordine dei Servi di Maria. Si ritiene che sia stato lo stesso san Filippo a concedergli l'abito religioso. In deroga alle consuetudini e alle regole antiche dell'ordine, svolse il periodo di noviziato a Siena anziché a Forlì. Concluso il noviziato, superati i trent'anni, venne inviato nuovamente a Forlì, sua città d'origine, dove rimase per il resto della vita. Egli scelse di non diventare sacerdote all'interno dell'ordine.

La penitenza e la guarigione

Pellegrino si distinse per l'estrema fedeltà e il rigore nell'osservare la Regola dell'ordine. Era solito sottoporsi a severe pratiche penitenziali, tra le quali prediligeva la disciplina di rimanere costantemente in piedi senza mai sedersi. Mantenne la penitenza di restare in piedi per una durata di trent'anni. Attorno ai sessant'anni di età, questa prolungata postura eretta gli causò una grave piaga alla gamba destra dovuta alle vene varicose. L'infezione e la malattia alla gamba raggiunsero una tale gravità che i medici dell'epoca stabilirono la necessità di amputare l'arto.

Nel corso della notte precedente il giorno fissato per l'intervento chirurgico, Pellegrino si alzò dal letto e con grande fatica si recò nella sala capitolare. Giunto nella sala capitolare, pregò con grande fervore davanti all'immagine del Crocifisso per impetrare la guarigione. Dopo essersi addormentato sugli scanni della sala, sognò Gesù che scendeva dalla Croce per liberarlo dalla malattia. Al suo risveglio ritornò nella propria cella. Il mattino seguente, il medico giunto per eseguire l'amputazione constatò la completa e avvenuta guarigione della gamba. L'evento miracoloso incrementò notevolmente la profonda devozione che gli abitanti di Forlì già nutrivano per lui.

Il transito e la gloria degli altari

Pellegrino morì il primo maggio del 1345, consumato da uno stato febbrile. Durante le sue esequie, caratterizzate da una grande affluenza di popolo, si verificarono due miracoli. Nel corso dei funerali liberò una donna posseduta dal demonio. Sempre durante le esequie, si sollevò dalla bara per benedire un uomo cieco, restituendogli la vista. Venne sepolto all'interno di un loculo ricavato nella parete anziché sotterra, segno della venerazione speciale riservata a pochi.

La devozione nei suoi confronti si diffuse in Italia e nel resto del mondo parallelamente all'espansione dell'Ordine dei Servi di Maria. Il quindici aprile 1609 papa Paolo V ne autorizzò formalmente il culto con il titolo di beato, ratificando una devozione popolare già esistente da tempo immemorabile. Il ventisette dicembre 1726 papa Benedetto XIII lo ha proclamato santo. Nell'iconografia è quasi sempre rappresentato sorretto dagli angeli mentre Gesù scende dalla Croce per risanarlo. Il Martirologio lo ricorda a Forlì come religioso dei Servi di Maria, distinto per la devozione a Gesù e la sollecitudine verso i poveri, in coerenza con la sua scelta di servo della Madre di Dio.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Pellegrino Laziosi?

La memoria liturgica di San Pellegrino Laziosi si celebra il primo maggio.

Di cosa è patrono San Pellegrino Laziosi?

San Pellegrino è riconosciuto come compatrono della città di Forlì ed è invocato dai fedeli come protettore speciale contro i tumori e le malattie cancerogene.

A Forlì, san Pellegrino Laziosi, religioso dell’Ordine dei Servi di Maria, che, in coerenza con la sua condizione di servo della Madre di Dio, rifulse nella devozione verso il Figlio Gesù e nella sollecitudine per i poveri. — Martirologio Romano