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17 marzo

San Giovanni Sarkander

Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la giovinezza

Giovanni Sarkander nacque il venti dicembre 1576 a Skoczów in Slesia. La Slesia si trovava allora nel principato di Tesin, il quale faceva parte del regno di Boemia fin dal 1291. Era figlio di una nobildonna appartenente al ramo dei cavalieri di Kornice e di Giorgio Mattia, il quale aveva origini più umili. La famiglia comprendeva cinque figli: Giovanni, Nicola, Paolo, Venceslao e una figlia. La serenità familiare fu segnata dalla morte prematura del padre, avvenuta nel 1589. In seguito a questo lutto, la madre trasferì la famiglia a Príbor in Moravia. La città di Príbor apparteneva al vescovo di Olomouc. A Príbor viveva già Matteo Vlcnovsky, figlio del primo matrimonio della madre. Giovanni frequentò la scuola parrocchiale del paese. In seguito Giovanni si trasferì ad Olomouc insieme al fratello Nicola per continuare gli studi superiori nel collegio dei Gesuiti. Nel 1599 la scuola fu chiusa a causa della peste. Giovanni fu costretto a completare gli studi filosofici dai Gesuiti di Praga. A Praga entrò il venti ottobre 1600. Due anni dopo si era laureato. Nel 1604 si trasferì a Graz in Austria per gli studi di teologia. Il tre settembre 1606 lasciò gli studi di teologia. In quel periodo fece promessa di sposarsi in Moravia con Anna Platská. Anna Platská apparteneva a una distinta famiglia luterana. Comprò una casa a Brno e una vigna a Klobouky. La fidanzata morì prima delle nozze, sebbene non si abbiano notizie precise sulla data. La morte della fidanzata mutò le intenzioni di Giovanni Sarkander.

Il sacerdozio e il ministero a Holesov

Il ventuno dicembre 1607 diede gli esami di teologia. Il giorno seguente ricevette gli Ordini minori dal cardinale Dietrichstein nel castello di Kromeriz. Il ventidue marzo 1608 venne ordinato sacerdote a Brno. Tra il 1608 e il 1616 trascorse la sua vita sacerdotale ricoprendo vari incarichi nelle parrocchie della diocesi di Olomouc. Ebbe difficoltà sia con le autorità ecclesiastiche che con quelle dell'imperatore d'Austria. A Holesov i Gesuiti intendevano costituire un centro per la ricattolicizzazione della parrocchia. La parrocchia di Holesov era stata in balia della setta dei Fratelli boemi, un forte movimento protestante dell'epoca soprattutto in Boemia. I Gesuiti inviarono a Holesov i membri più abili con l'intenzione di aprirvi una Casa di formazione. Il nome di Giovanni fu consigliato dal cardinale e dal luogotenente di Moravia come garanzia di sicuro successo. Nel 1618 i nobili della Boemia, in maggior parte protestanti, si rivoltarono contro l'Impero d'Austria. Una parte dei nobili della Moravia passò all'opposizione. Il protettore di Giovanni Sarkander, il luogotenente Popel de Lobkovic, fu tolto dall'incarico e incarcerato a Brno. Il diciassette maggio 1619 anche i Gesuiti dovettero lasciare Holesov. Il Sarkander rimase solo come parroco a Holesov. Diventò l'oggetto dell'odio della maggioranza protestante degli abitanti. Convinto dal suo decano e dai fedeli cattolici, si allontanò da Holesov andando a Cracovia. Girò per un certo tempo a Czestochowa e Ratibor. Ricevette una lettera del Popel che lo invitava a tornare a Holesov. Tornò a Holesov a fine novembre 1619.

Il martirio e la morte

A febbraio 1620, nel corso della Guerra dei Trent'anni, la cavalleria del re polacco Sigismondo III Vasa passò per la Slesia e la Moravia diretta ad aiutare l'imperatore d'Austria, devastando e incendiando la regione. Holesov fu salvata perché Giovanni Sarkander e il cappellano Samuele Tucek andarono incontro alle truppe con una processione eucaristica. Questo episodio aumentò il sospetto dei nobili di Moravia contro il parroco, ritenuto alleato di re Sigismondo. Il nuovo giudice supremo della Moravia, Venceslao Bitovsky, fece incarcerare tutti i sacerdoti della regione. Il Sarkander riuscì ad evitare l'incarcerazione nascondendosi nel castello di Tovacov. Da Tovacov scappò nelle vicine foreste. Nelle foreste fu catturato e condotto incatenato ad Olomouc come traditore della patria. L'odio degli accusatori era scaturito per motivi religiosi, ma si mascherava con l'intento di farlo confessare di aver procurato l'intervento dei cosacchi e di violare il segreto della confessione. Fu sottoposto a ben quattro interrogatori. Fu sottoposto alla tortura del cavalletto e del supplizio della ruota con le torce per ben tre ore. Solo le proteste dell'unico giudice cattolico del tribunale fecero smettere la tortura. San Giovanni Sarkander fu gettato in carcere ormai in fin di vita. Giovanni Sarkander non sopravvisse al trattamento disumano. Dopo un mese di sofferenze in carcere, morì il diciassette marzo 1620. San Giovanni Sarkander morì a Olomouc in Moravia il diciassette marzo 1620.

Il culto e la canonizzazione

Dopo la sua morte si instaurò subito un culto di venerazione. Venne considerato un martire della fede. Le testimonianze chiarirono che fu ucciso in odio alla fede cattolica dai protestanti dell'epoca e non per motivi politici inesistenti. Il suo sepolcro fu posto nella chiesa cattedrale di San Venceslao ad Olomouc. La tomba divenne meta di pellegrinaggi di numerosi fedeli e anche di sovrani. Tra i sovrani in pellegrinaggio vi fu il re di Polonia Giovanni Sobieski nel 1683. Giovanni Sarkander fu beatificato da papa Pio IX il sei maggio 1860. Fu canonizzato da papa Giovanni Paolo II il ventuno maggio 1995 ad Olomouc in Cecoslovacchia.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Giovanni Sarkander?

La festa di San Giovanni Sarkander si celebra il diciassette marzo.

A Olomouc in Moravia, san Giovanni Sarkander, sacerdote e martire, che, parroco di Holešov, rifiutatosi di violare il segreto della confessione, fu sottoposto al supplizio della ruota e, gettato in carcere ormai in fin di vita, morì un mese più tardi. — Martirologio Romano