Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

30 aprile

San Giuseppe Tuan

Sacerdote domenicano, martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la vocazione

San Giuseppe Tuấn nacque nel 1811 a Trần Xá, nella provincia dello Hưng Yên, nell'attuale Vietnam, sebbene le date alternative riportate per la nascita indicano il 1821 circa nel villaggio di Trần Xá in Vietnam. La sua famiglia apparteneva al ceto dei modesti contadini ed era molto attenta alla crescita morale dei figli. I genitori educarono i giovani al rispetto dei parenti e del prossimo, fondando ogni insegnamento sui principi del cristianesimo che si era diffuso nel Paese. Fin dalla giovinezza, il futuro santo mostrò i segni evidenti di una profonda vocazione religiosa. Proprio in virtù di questa chiamata interiore, fu scelto per intraprendere gli studi ecclesiastici in seminario. Portato a compimento il cammino di preparazione, ricevette l'ordinazione sacerdotale. Nel suo cammino di fede e di appartenenza ecclesiale, scelse di entrare tra i padri Domenicani, un ordine religioso che aveva già avuto modo di conoscere e stimare nella propria comunità cristiana di origine. Da quel momento, visse la sua missione mettendosi completamente al servizio del Vangelo.

Il ministero e il martirio

Nel diciannovesimo secolo, il Vietnam era segnato da una feroce persecuzione contro i cristiani, ordinata dall'imperatore Tự Đức. Il sovrano perseguitava chiunque scegliesse il Vangelo rifiutando la tradizionale religione degli antenati. Nonostante le difficoltà e i pericoli, padre Giuseppe divenne un vero punto di riferimento e un esempio luminoso, esercitando con grande frutto il proprio ministero. All'inizio del 1861 prestava servizio nella parrocchia di Ngọc Đồng. In quel periodo fu chiamato ad amministrare i sacramenti a una donna gravemente malata. Purtroppo, il figlio della donna malata andò a denunciarlo alle autorità per ottenere un tornaconto economico, e padre Giuseppe venne arrestato in seguito a questa delazione. Fu tenuto in catene e sottoposto a numerose torture. Durante la prigionia non si arrese mai, ma continuò a proclamare l'amore infinito di Dio e a incoraggiare i suoi compagni di sventura. Dopo alcuni mesi giunse l'ordine implacabile di condannarlo alla decapitazione. Una testimone oculare di nome Anna Bing lo vide avviarsi al supplizio con il volto lieto, sebbene camminasse a fatica a causa delle catene pesanti che portava ai piedi. Giunto sul luogo dell'esecuzione, si mise in ginocchio, gridò il nome di Gesù e attese con profonda serenità di subire la decapitazione. Subito dopo l'esecuzione, la testimone Anna Bing riuscì a intingere un fazzoletto nel suo sangue per conservarlo gelosamente come reliquia. Il martirio avvenne il 30 aprile 1861, e al momento della morte il sacerdote aveva circa quarant'anni.

La glorificazione sugli altari

La memoria di san Giuseppe Tuấn non andò perduta e la sua testimonianza di fede raggiunse la Chiesa universale. La sua causa di beatificazione fu unita a quella di altri ventiquattro martiri delle persecuzioni in Vietnam. Insieme a essi, fu beatificato da papa Pio XII il 29 aprile 1951. Successivamente, il gruppo fu inserito in quello più ampio e solenne dei centodiciassette martiri capeggiati da Andrea Dung Lac. Il riconoscimento definitivo della sua santità giunse quando fu canonizzato da san Giovanni Paolo II il 19 giugno 1988. Il Martirologio lo ricorda nel villaggio di An Bái nel Tonchino, ora Vietnam, onorandolo come sacerdote dell'Ordine dei Predicatori e martire.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Giuseppe Tuấn?

San Giuseppe Tuấn si festeggia il 30 aprile, giorno in cui si ricorda il suo glorioso martirio.

Dove nacque e visse San Giuseppe Tuấn?

Nacque a Trần Xá, nella provincia dello Hưng Yên, in Vietnam, e svolse il suo ministero sacerdotale nel Tonchino, subendo il martirio ad An Bái.

Nel villaggio di An Bái nel Tonchino, ora Viet Nam, san Giuseppe Tu?n, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori e martire, che, arrestato su delazione per aver amministrato i sacramenti alla madre inferma, fu condannato alla decapitazione sotto l’imperatore T? Ð?c. — Martirologio Romano