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giovedì 30 aprile 2026 · Santo del giorno

San Pio V (Antonio Ghislieri)

Papa

San Pio V (Antonio Ghislieri)

San Pio V, al secolo Antonio Michele Ghisleri, nacque a Bosco Marengo in provincia di Alessandria il 27 gennaio 1504. Appartiene alle glorie del Piemonte ed è l'unico piemontese ad essere stato elevato al soglio di Pietro in duemila anni di cristianesimo. Proveniente dall'Ordine dei Predicatori, guidò la Chiesa nel sedicesimo secolo rinnovando il culto divino, la dottrina cristiana e la disciplina ecclesiastica secondo i decreti del Concilio di Trento, promuovendo al contempo la propagazione della fede.

Il suo pontificato fu segnato da una profonda austerità di vita, da riforme rigorose nella curia e nella società, e da eventi storici di rilevanza epocale come la vittoria cristiana nella battaglia di Lepanto. Spirato il 1° maggio 1572, la sua salma riposa nella patriarcale basilica di Santa Maria Maggiore in Roma. Papa Clemente X lo beatificò il 27 aprile 1672, mentre Clemente XI lo canonizzò il 22 maggio 1712, fissandone la memoria liturgica al trenta aprile.

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Gli altri santi di oggi

San Giuseppe Benedetto Cottolengo

Sacerdote

San Giuseppe Benedetto Cottolengo è una figura luminosa del diciannovesimo secolo, un sacerdote che ha saputo trasformare la carità in una risposta concreta e instancabile alle sofferenze degli ultimi. Nato a Bra nel millesettecentoottantasei, ha vissuto il suo ministero con lo sguardo costantemente rivolto verso coloro che la società del suo tempo preferiva ignorare, trovando nella solitudine degli emarginati il volto stesso di Dio. La sua esistenza è stata un cammino di dedizione assoluta, segnato da una fede profonda che non si è mai accontentata di semplici parole, ma si è fatta carne in opere di accoglienza e di servizio.

Egli viene ricordato oggi come il fondatore della Piccola Casa della Divina Provvidenza, un rifugio sorto dal desiderio di non lasciare nessuno senza soccorso. La sua opera nacque da un dolore profondo, vissuto di fronte alla morte di una donna che non aveva trovato accoglienza negli ospedali cittadini. Da quel momento, il sacerdote ha dedicato ogni sua energia alla creazione di famiglie religiose e laiche impegnate nell'assistenza dei più fragili. Canonizzato da papa Pio Undicesimo il diciannove marzo millenovecentotrentaquattro, San Giuseppe Benedetto Cottolengo resta per ogni cristiano un esempio di abbandono fiducioso alla Provvidenza e di amore operoso verso il prossimo, testimoniando come la santità si edifichi nel silenzio del servizio quotidiano.

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Beato Pietro Diacono (Levita)

Il Beato Pietro Diacono, noto anche come Pietro Levita, nacque nella metà del secolo sesto, forse a Roma oppure a Vittimulo. Visse in un contesto storico segnato dalla fine dell'Impero Romano, dalla cessazione delle persecuzioni, da movimenti eretici e dalle scorribande dei barbari. Trascorse la sua vita al servizio della Chiesa come monaco, amministratore pontificio, segretario e diacono, legando indissolubilmente la propria esistenza alla figura di San Gregorio Magno. Protettore degli scritti del grande pontefice e fedele collaboratore nella stesura delle sue opere, affrontò la morte con un supremo atto di dedizione per difendere la verità della fede e il patrimonio spirituale della cristianità.

La sua memoria liturgica si celebra il trenta aprile, mentre la festa patronale a Salussola viene solennizzata con grande devozione la prima domenica di maggio. La tradizione antica ne attesta il culto e la santità, confermati nel corso dei secoli attraverso il ritrovamento delle reliquie, la protezione accordata ai fedeli durante le pestilenze e la ratifica ufficiale concessa da Papa Pio IX nel diciannovesimo secolo. La sua figura rimane un luminoso esempio di amicizia cristiana, obbedienza e spirito di servizio ecclesiale.

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Sant' Eutropio di Saintes

Vescovo e martire

Sant'Eutropio è una venerata figura della Chiesa antica, ricordato tradizionalmente come il primo vescovo di Saintes, nella regione dell'Aquitania in Francia. La sua figura è nota anche attraverso i nomi francesi Eutrope, Estropi, Estroupiet e Ytrope, e non deve essere confuso con l'abate di Saintes suo omonimo. I testi letterari lo descrivono come contemporaneo di san Dionigi e affermano che fu inviato in Gallia dal papa san Clemente nel primo secolo. In realtà, gli studi indicano che il suo episcopato risalirebbe piuttosto alla fine del terzo secolo, collocandolo in un contesto di profonda testimonianza cristiana. Il suo martirio, suggellato da un colpo d'ascia sul cranio e confermato da una successiva apparizione, ha dato inizio a una devozione profonda che attraversa i secoli.

Il culto di sant'Eutropio ricevette un impulso decisivo nel sesto secolo, quando il vescovo Palladio, che ha governato dal 573 al 600, trasferì le reliquie del santo nella basilica da lui costruita in suo onore. Queste sacre spoglie provenivano dalla basilica suburbana restaurata verso il 567 dal vescovo di Bordeaux, Leonzio. Da quel momento la tomba del martire divenne una meta fondamentale per i pellegrini diretti a san Giacomo di Compostella. Nel corso dei secoli la memoria del santo si è radicata nella pietà popolare, rendendolo invocato come guaritore degli storpi, degli idropici e protettore contro il mal di testa, legato in particolare alla traccia del colpo d'ascia sul suo capo.

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San Donato di Evorea

Vescovo

San Donato visse nel corso del quarto secolo e svolse il proprio ministero episcopale a Paramýthia, nell'odierna Grecia, ricoprendo il ruolo di vescovo di Evorea. La sua figura si distinse profondamente per la straordinaria santità e per la fama di grande taumaturgo, collocandosi nel tempo durante il regno dell'imperatore Teodosio. A differenza di san Donato d'Arezzo che è considerato martire, Donato di Evorea non è celebrato come tale nella tradizione cristiana. Lo storico ecclesiastico Sozomeno attesta l'esistenza e la fama di questo santo vescovo, vissuto al tempo di altri presuli illustri, testimoniando che egli compì molte azioni ammirevoli confermate dagli abitanti del luogo. Nel corso dei secoli, gli Atti di san Donato di Evorea furono frammischiati con quelli di san Donato d'Arezzo, rendendo impossibile precisare molti dettagli biografici del santo a causa di tale commistione.

Il santo morì verso il 387, lasciando un segno duraturo nella memoria dei fedeli e divenendo patrono dell'antico Epiro. La sua opera pastorale e i prodigi compiuti in vita furono tramandati dai contemporanei e custoditi con devozione dalla Chiesa. L'imperatore Giustiniano volle onorare la sua memoria dedicando al santo due proprie fortezze. Le sue spoglie mortali furono deposte in un sepolcro situato in un'illustre chiesa che prese il nome da lui. La tradizione riferisce che le reliquie del santo furono successivamente portate nel convento di Nostra Signora nell'isola di Murano, vicino a Venezia. La memoria di san Donato continua a vivere nella liturgia e nella preghiera della comunità cristiana.

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San Mercuriale di Forlì

Vescovo

San Mercuriale è una venerata figura della Chiesa antica, ricordato tradizionalmente come il primo vescovo e fondatore della sede episcopale di Forlì. Le più antiche testimonianze che lo riguardano non provengono da documenti coevi, ma fioriscono attorno al suo culto e alla devozione per le chiese a lui intitolate, la cui memoria ha segnato profondamente la storia religiosa della Romagna. Vissuto in un'epoca di transizione e di forte confronto dottrinale, la sua figura si è tramandata attraverso secoli di narrazioni agiografiche, cronache cittadine e preziose testimonianze architettoniche che testimoniano la vivacità della fede cristiana delle origini.

La memoria liturgica e popolare di San Mercuriale si intreccia indissolubilmente con la città di Forlì e con le vicende della sua basilica, un monumentale complesso che nei secoli ha custodito le sue reliquie e la sua leggenda. Attorno al santo vescovo si sono stratificati racconti di prodigi, lotte contro le eresie e liberazioni miracolose, che gli scrittori locali hanno cercato di armonizzare con la storia ecclesiastica. Oggi la Chiesa ne celebra la memoria il trenta aprile, affidandosi alla sua intercessione e ricordando la sua infaticabile opera di pastore a difesa della retta dottrina e del popolo cristiano.

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San Pomponio di Napoli

Vescovo

San Pomponio guidò la Chiesa di Napoli nel sesto secolo, occupando il ventunesimo posto nella serie episcopale e reggendo la diocesi per ventotto anni, tra il 520 e il 548 circa. La sua figura si inserisce in un periodo di grande turbolenza storica, segnato dalla dominazione gotica e dalle drammatiche vicende legate all'assedio della città da parte delle truppe bizantine di Belisario nel novembre del 536. In quel frangente doloroso, caratterizzato dalla strage dei Goti, di cittadini inermi e di ecclesiastici, il santo pastore seppe custodire la propria comunità non soltanto dalle violenze materiali, ma anche dalle insidie spirituali, difendendo con fermezza il gregge affidato alle sue cure contro l'eresia ariana.

Oltre alla guida spirituale e alla difesa della fede ortodossa, san Pomponio lasciò una duratura testimonianza della sua devozione mariana edificando nel centro di Napoli una basilica dedicata al Nome di Maria Madre di Dio, nota come santa Maria Maggiore e in seguito anche della Pietra Santa. La tradizione e le cronache ne custodiscono la memoria attraverso i secoli, tramandando il nome di un vescovo che ha saputo fondare la devozione della comunità partenopea nella centralità di Cristo e della Vergine Santissima, ricevendo l'eterna lode del Martirologio Romano.

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San Giuseppe Tuan

Sacerdote domenicano, martire

San Giuseppe Tuấn nacque nel 1811 a Trần Xá, nella provincia dello Hưng Yên, in Vietnam, sebbene alcune fonti e le date alternative riportate per la nascita indicano il 1821 circa nello stesso villaggio. La sua famiglia, composta da umili contadini, fu molto attenta all'educazione morale dei figli, insegnando loro a rispettare i parenti e il prossimo secondo i principi del cristianesimo diffusosi nel Paese. Sin da giovane manifestò i segni di una probabile vocazione religiosa, motivo per cui fu scelto per studiare in seminario, dove ricevette l'ordinazione sacerdotale. In seguito, entrò tra i padri Domenicani, ordine che aveva già conosciuto nella sua comunità cristiana di origine, mettendosi completamente al servizio del Vangelo.

Nel Paese imperversava una feroce persecuzione contro i cristiani ordinata dall'imperatore Tự Đức, il quale perseguitava chi sceglieva il Vangelo rifiutando la religione degli antenati. Padre Giuseppe divenne un vero esempio per tutti ed esercitò con frutto il suo ministero nonostante le difficoltà. All'inizio del 1861 prestava servizio nella parrocchia di Ngọc Đồng, dove fu chiamato ad amministrare i sacramenti a una donna gravemente malata. Venne arrestato su delazione del figlio della donna, che lo denunciò alle autorità per ottenere un tornaconto economico. Condotto in catene e sottoposto a numerose torture, non si arrese durante la prigionia, proclamando continuamente l'amore infinito di Dio e incoraggiando i suoi compagni. Dopo alcuni mesi giunse l'ordine di condannarlo a morte e fu condannato alla decapitazione sotto l'imperatore Tự Đức. Il martirio avvenne il 30 aprile 1861, quando aveva circa quarant'anni, nel villaggio di An Bái nel Tonchino, ora Vietnam, come ricorda il Martirologio. La sua causa di beatificazione fu unita a quella di altri ventiquattro martiri delle persecuzioni in Vietnam e fu beatificato insieme agli altri compagni da papa Pio XII il 29 aprile 1951. Il gruppo fu successivamente inserito in quello più ampio dei centodiciassette martiri capeggiati da Andrea Dung Lac. Fu infine canonizzato da san Giovanni Paolo II il 19 giugno 1988.

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Santa Sofia di Fermo

Vergine e martire

Nel corso del terzo secolo, durante l'impero di Decio e la settima persecuzione da lui indetta, la terra di Fermo nel Piceno fu testimone della testimonianza cristiana di santa Sofia. Insieme a santa Vissia, ella visse come vergine e affrontò il martirio verso l'anno 250, probabilmente attraverso la decapitazione, suggellando nella fede la propria appartenenza a Cristo. La tradizione e i documenti locali le ricordano unite nella memoria e nel sacrificio, sebbene non si abbiano altre notizie certe sulla loro vita o sul motivo per cui siano celebrate congiuntamente.

Il culto di santa Sofia è giunto sino a noi grazie alla trasmissione dei venerati nomi locali, confluiti in una lista che un prelato locale inviò il cinque agosto 1581 a un sacerdote oratoriano amico di Cesare Baronio. Quest'ultimo inserì le due sante vergini e martiri nel primo Martirologio Romano alla data del dodicesimo giorno di aprile, sebbene documenti locali ne attestino la celebrazione anche il trenta aprile. La devozione si intreccia con la storia e la conservazione delle reliquie nella cattedrale metropolitana di Fermo, dove riposano i segni tangibili del loro passaggio terreno.

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Beato Benedetto da Urbino (Marco Passionei)

Sacerdote cappuccino

Il Beato Benedetto da Urbino, al secolo Marco Passionei, nacque il 13 settembre 1560 a Urbino, in provincia di Pesaro, ed è una illustre gloria dei Frati Minori Cappuccini. Sacerondo zelante e uomo di profonda penitenza, spese la sua vita nella ricerca della perfezione evangelica, nella predicazione instancabile e nel servizio ai poveri e ai malati, affrontando anche le missioni in terre difficili segnate dalle divisioni religiose.

Ricordato per la sua straordinaria umiltà, per i carismi ricevuti e per l'intensa dedizione alla regola cappuccino, il beato morì a Fossombrone il 30 aprile 1625 e fu beatificato da Pio IX il 15 gennaio 1867. La sua figura rimane un faro luminoso di fede incrollabile e di amore ardente per l'Eucaristia e per la croce del Signore.

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Santi Amatore, Pietro e Ludovico di Cordova

Martire

I Santi Amatore, Pietro e Ludovico rappresentano una luminosa testimonianza di fede vissuta nel corso del nono secolo, un tempo segnato dalla dura persecuzione dei Mori in terra di Spagna. Amatore, sacerdote di origine umile nato a Martos, scelse di consacrare la propria esistenza alla proclamazione della parola di Dio, affrontando con coraggio le avversità di un'epoca di aspri conflitti religiosi. La sua memoria, insieme a quella dei compagni Pietro e Ludovico, si è conservata intatta attraverso i secoli, giungendo fino a noi come un richiamo alla coerenza evangelica e alla fedeltà estrema verso il messaggio di Cristo.

Questi martiri sono ricordati in modo particolare per il dono supremo della propria vita, offerto a Cordova per non aver rinunciato a predicare il Vangelo. La loro testimonianza è giunta ai posteri grazie alla sapiente penna di Sant'Eulogio, il quale ha inserito le loro figure nel prezioso Memoriale dei Santi, garantendo che il sacrificio di Amatore, Pietro e Ludovico non venisse smarrito nell'oblio. La loro eredità spirituale continua a parlare alle generazioni odierne, invitando ogni credente a una riflessione profonda sul significato della testimonianza cristiana nel mondo.

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San Lorenzo di Novara

Vescovo e martire

San Lorenzo di Novara è una figura insigne della Chiesa antica, vissuta nel corso del quarto secolo. Le fonti documentarie più risalenti lo presentano alternativamente come evangelizzatore e martire precedente il primo vescovo Gaudenzio oppure come terzo vescovo della città dopo Agabio. I dittici eburnei con gli elenchi dei vescovi novaresi dei primi secoli indicano proprio Lorenzo al terzo posto. Nel tempo, tuttavia, la fisionomia originaria di Lorenzo come terzo vescovo novarese fu completamente dimenticata a causa del prevalere di una diversa tradizione agiografica locale. Tale sviluppo trasformò la sua figura in quella di un sacerdote e martire ucciso insieme ai fanciulli che stava catechizzando, un racconto che trovò stabile codificazione nella Passio Sancti Laurentii e nella Vita Sancti Gaudentii.

Alla memoria di questo venerato pastore sono legate tre omelie intitolate De Poenitentia, De Elemosyna e De Muliere Chananaea, preziose testimonianze della sua opera di evangelizzazione e della sua sollecitudine spirituale. Per tali scritti, nel corso del medioevo, Lorenzo ricevette gli appellativi di Mellifluo e di Dottore della Chiesa Novarese. Il centro propulsore del suo culto fu la basilica sorta sul luogo della sua sepoltura, situata oltre le mura della città e arricchita da un annesso convento benedettino. Demolito l'antico tempio nel sedicesimo secolo, il culto visse una rinnovata fioritura grazie alla conferma ufficiale concessa dal vescovo Bascapè in seguito alla riforma di Pio V. Oggi le sue sacre reliquie riposano nell'altare della Cattedrale di Novara, dove la comunità cristiana continua a invocarne la celeste protezione.

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Beata Paolina von Mallinckrodt

Fondatrice

La Beata Paolina von Mallinckrodt nacque a Minden, in Germania, il 3 giugno 1817. Primogenita di quattro figli, crebbe in una famiglia segnata dalla diversa confessione religiosa dei genitori: il padre era un protestante convinto, discendente da un'antica e nobile famiglia di Dortmund e dotato di grande rettitudine, mentre la madre apparteneva a una nobile famiglia cattolica di Paderborn. Questa differenza fu per lei fonte di un dolore segreto, che tuttavia non le impedì mai di amare profondamente entrambi e di compiere fino in fondo i propri doveri di figlia. Dotata di un'intelligenza viva e sostenuta da una solida educazione, Paolina seppe coltivare una profonda grazia di fede, abbandonandosi ogni giorno alla preghiera e all'Eucaristia.

Fondatrice delle Suore della Carità Cristiana, è ricordata per la sua straordinaria dedizione ai più deboli, in particolare ai bambini ciechi e ai poveri. Guidata da un profondo discernimento spirituale, seppe trasformare il consiglio inatteso di un vescovo in un'opera di carità universale. Nonostante le persecuzioni del Kulturkampf e le difficoltà storiche, la sua congregazione crebbe e si diffuse in Europa e nelle Americhe. La sua vita si spense serenamente a Paderborn il 30 aprile 1881 e fu proclamata beata da papa Giovanni Paolo II il 14 aprile 1985.

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Santa Maria dell’Incarnazione Guyart Martin

Vedova e fondatrice

Santa Maria dell’Incarnazione Guyart Martin, nata a Tours nel 1599 e vissuta fino al 1672, rappresenta una figura luminosa di donna che ha saputo declinare la vocazione cristiana attraverso le diverse stagioni della vita. Dopo aver vissuto l’esperienza del matrimonio nel 1617 e il dolore della vedovanza appena due anni più tardi, nel 1619, ha orientato il suo cuore verso una consacrazione totale a Dio. Entrata tra le Orsoline di Tours nel 1631, ha risposto con coraggio a una chiamata missionaria che l’ha condotta lontano dalla sua terra d’origine, verso le terre del Canada. La sua figura è ricordata per la straordinaria capacità di farsi prossima alle popolazioni locali, dedicando la vita alla fondazione del convento delle Orsoline in Québec.

La memoria di questa santa è legata indissolubilmente all’opera di evangelizzazione svolta in terra americana. Attraverso lo studio dei dialetti indigeni e la redazione di catechismi e dizionari, ella ha gettato ponti di comprensione e fede, servendo con umiltà come superiora della comunità da lei stessa fondata. La sua testimonianza, culminata nella canonizzazione equipollente decretata da Papa Francesco il 3 aprile 2014, continua a essere un faro per la Chiesa Cattolica del Canada, che la venera come una delle sue madri fondatrici più significative per l’inculturazione del Vangelo.

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San Quirino

Martire, venerato a Neuss

San Quirino è un martire della Chiesa antica, la cui memoria liturgica si colloca nel corso del terzo secolo. Nato a Roma, svolse in gioventù il ruolo di tribuno romano prima di compiere il passo decisivo che avrebbe segnato per sempre la sua esistenza e la sua testimonianza di fede. La sua figura è profondamente legata alla terra di Roma, dove subì il martirio e dove il suo corpo fu originariamente deposto, custodito nel tempo attraverso le testimonianze della tradizione cristiana e dei documenti epigrafici. Nel corso dei secoli, il culto del santo martire ha valicato i confini italiani per radicarsi profondamente in Europa, in particolare in Germania, dove la città di Neuss ne custodisce le reliquie e ne perpetua la memoria. San Quirino è invocato dai fedeli come protettore in particolari necessità e momenti di prova, e la sua figura continua a essere punto di riferimento spirituale per le comunità che ne onorano la memoria.

La vicenda di san Quirino si intreccia con i primi tempi del cristianesimo romano e con la testimonianza dei martiri che lo precedettero nella prova suprema della fede. La sua conversione, avvenuta dopo l'incontro con figure di grande spessore spirituale, aprì la strada a una vita nuova culminata nel battesimo e nella testimonianza del sangue. La successiva traslazione delle sue reliquie in terra tedesca diede nuovo impulso alla devozione popolare, alimentando pellegrinaggi, tradizioni e imponenti manifestazioni di fede che giungono fino ai nostri giorni. San Quirino è ricordato con particolare solennità come patrono principale di Neuss e come figura di protezione per la città italiana di Correggio, unendo popoli diversi in un'unica preghiera e in una comune devozione liturgica.

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Beata Ildegarda (Hildegarda) di Kempten

Regina

La beata Hildegarda visse nell'ottavo secolo e viene ricordata come una regina nobilissima e piissima. Discendente da Goffredo duca di Allemagna e dall'alta nobiltà sveva, ella nacque nel Thurgan nel 753. Suo padre fu Pabo conte del Thurgan, sebbene alcuni testi indichino come padre Ildebrando conte di Svevia. Uno storico del nono secolo tramanda la memoria della sua esistenza mirabile. Ella seppe incarnare la fede cristiana nella vita quotidiana della corte e della famiglia, lasciando un segno profondo nella storia della Chiesa e dell'impero.

Nel corso della sua breve esistenza terrena, Hildegarda fu fedele sposa di Carlomagno, re dei Franchi, il quale la sposò nel 771 quando ella era ancora un'adolescente. Questo matrimonio fu celebrato subito dopo che Carlomagno ruppe il suo terzo matrimonio con la figlia di Desiderio re dei Longobardi. Il precedente matrimonio di Carlomagno non era approvato da papa Stefano IV, in carica dal 768 al 772. Hildegarda morì a Metz il 30 aprile 783 all'età di circa trent'anni, lasciando il ricordo indelebile delle sue virtù e della sua dedizione al bene.

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Beato Domenico Plani

Sacerdote e martire

Il Beato Domenico Plani è stato un sacerdote albanese del ventesimo secolo, la cui esistenza è stata segnata da una fedeltà incrollabile al Vangelo e alla Chiesa. Nato a Shiroka nel 1891, ha dedicato la sua vita al servizio pastorale, operando con dedizione nelle diocesi di Pult e Scutari. Il suo cammino spirituale e intellettuale si è formato attraverso gli studi teologici compiuti a Innsbruck, che hanno preparato il suo animo ad affrontare con coraggio le prove drammatiche che il tempo gli avrebbe riservato.

La memoria del Beato Domenico Plani è indissolubilmente legata alla sua testimonianza di fede estrema durante il regime comunista in Albania. Arrestato e rinchiuso nelle carceri di Scutari, il sacerdote ha subito durissime torture a causa del suo fermo rifiuto di sottoscrivere false confessioni. La sua morte, avvenuta nel 1948 proprio a causa delle sofferenze inflitte durante la detenzione, lo pone tra i testimoni luminosi che hanno offerto la vita per non rinnegare la verità. Egli viene oggi venerato come martire, beatificato nel novembre del 2016 insieme ai trentotto martiri d'Albania.

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Santi Diodoro e Rodopiano

Martiri

Ad Afrodisia in Caria, nell’odierna Turchia, santi Diodoro e Rodopiano, martiri, che, durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano, furono lapidati dai loro stessi concittadini.

Sant' Augulo

Vescovo

A Viviers lungo il Rodano nel territorio della Neustria, in Francia, sant’Áugulo, vescovo, che si ritiene abbia aperto in questa città il primo ospedale e liberato molti schiavi.

Sant' Adiutore di Vernon

Monaco

A Vernon-sur-Seine in Francia, sant’Adiutore, che, fatto prigioniero in guerra, fu torturato per la sua fede e, tornato in patria, si ritirò in una cella conducendo una vita di penitenza.

San Guglielmo Southerne

Martire

A Newcastle-on-Tyne in Inghilterra, beato Guglielmo Southerne, sacerdote e martire, che, compiuti gli studi in Lituania, Spagna e a Douai, dopo essere stato ordinato sacerdote, si recò in Inghilterra e per questo fu condannato sotto il re Giacomo I all’atroce supplizio dell’impiccagione.

San Ventura di Spello

San Gualfardo

Religioso camaldolese

A Verona, san Gualfardo, che, sellaio originario della Germania, dopo moltissimi anni passati in solitudine fu accolto in questa città dai monaci di San Salvatore.

Sant' Earconvaldo

Vescovo

A Barking in Inghilterra, transito di sant’Erconvaldo, vescovo, che fondò due monasteri, l’uno maschile, da lui stesso governato, l’altro femminile, guidato da sua sorella santa Etelburga.

Beati Luigi Puell e 69 compagni

Martiri mercedari

San Mariano

Venerato ad Acerenza

San Forannan di Waulsort

Abate

Beata Rosamunda

Santa Sabina di Jouarre

Vergine

Beata Felicia Besozzi di Milano

Clarissa

San Materniano di Reims

Vescovo

Sant’ Aimo

Monaco

San Genesto di Beaulieu

Monaco

San Tranquillo di Chalon-sur-Saône

Vescovo

San Micomero

Dal Martirologio Romano

San Pio V, papa, che, elevato dall’Ordine dei Predicatori alla cattedra di Pietro, rinnovò, secondo i decreti del Concilio di Trento, con grande pietà e apostolico vigore il culto divino, la dottrina cristiana e la disciplina ecclesistica e promosse la propagazione della fede. Il primo di maggio a Roma si addormentò nel Signore.<BR>(1 maggio: A Roma, anniversario della morte di san Pio V, papa, la cui memoria si celebra il giorno precedente a questo). — Martirologio Romano