Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

30 aprile

San Pomponio di Napoli

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il ministero episcopale e l'assedio

La cronaca dei vescovi assegna a san Pomponio il ventunesimo posto nella serie episcopale napoletana. Il suo governo pastorale si estese per ventotto anni, collocandosi temporalmente tra il 520 e il 548 circa. Egli governava la Chiesa di Napoli quasi certamente nel novembre del 536, mese in cui la città fu teatro di un duro assedio. Le truppe greche di Belisario fecero allora strage dei Goti, di cittadini inermi e di ecclesiastici. Durante la dominazione gotica e in mezzo a siffatte calamità, il vescovo seppe difendere il suo gregge dall'eresia ariana, custodendo l'integrità della fede cattolica nel popolo a lui affidato.

La basilica e la devozione mariana

San Pomponio lasciò come segno tangibile della sua fede e della sua devozione mariana una basilica eretta nel centro di Napoli. Il tempio fu probabilmente edificato a ricordo del primo centenario del Concilio di Efeso celebrato nel 431. La chiesa fu detta di santa Maria Maggiore e successivamente anche della Pietra Santa. Il Martirologio Romano ricorda appunto san Pomponio come vescovo a Napoli che costruì all'interno della città una chiesa dedicata al Nome di Maria Madre di Dio. Nel corso dei secoli il tempio subì varie trasformazioni e fu completamente rifatto nel 1653, tanto che oggi, del primitivo edificio romanico, rimane soltanto il campanile. Durante la visita dell'arcivescovo Annibale di Capua nel 1581 fu vista, sotto l'altare maggiore dell'antica chiesa, l'urna con i resti mortali del santo. Successivamente, nel 1743, durante la visita del cardinale arcivescovo Giuseppe Spinelli, furono trovati soltanto frammenti delle reliquie.

La leggenda e la memoria liturgica

Esiste una leggenda posteriore di circa dieci secoli, celebrata da Giovanni Pontano e Jacopo Sannazzaro, che attribuisce alla Vergine l'edificazione del tempio. Secondo questo racconto, Pomponio avrebbe fatto ricorso alla Madre di Dio per liberare la città da un cinghiale invasato dal demonio. La Vergine sarebbe dunque apparsa in sogno al vescovo ordinandogli di erigerle un tempio là dove avesse rinvenuto un panno di colore ceruleo. Il ricordo di questo favoloso episodio si celebrò fino al 1625 con i ludi della porchetta o porcella sul sagrato del duomo durante la festa di maggio del santo patrono. La commemorazione di Pomponio era originariamente assegnata nei Calendari marmoreo, tutiniano, lotteriano e cassinese al 30 aprile, giorno della sua deposizione. La festa cadde tuttavia in oblio forse sulla fine del secolo sedicesimo, per poi essere ripristinata con decreto della santa Congregazione dei Riti del 19 luglio 1634 al 14 maggio. Quest'ultima data è quella in cui il santo è iscritto nel Martirologio Romano.

Domande frequenti

Quando si festeggia san Pomponio di Napoli?

La sua commemorazione era originariamente fissata al 30 aprile, giorno della deposizione, mentre la festa fu successivamente ripristinata al 14 maggio, data in cui il santo è iscritto nel Martirologio Romano.

A Napoli, san Pomponio, vescovo, che costruì all’interno della città una chiesa dedicata al Nome di Maria Madre di Dio e durante l’occupazione dei Goti difese dall’eresia ariana il popolo a lui affidato. — Martirologio Romano