16 aprile
San Leonida e VII donne
Martiri a Corinto
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le testimonianze dei martirologi antichi
I martirologi antichi, come il Martirologio Siriaco del quarto secolo e il Geronimiano, ricordano il gruppo al sedicesimo giorno di aprile. Il Martirologio Siriaco riporta otto confessori come compagni di Leonida anziché sette donne. Il Geronimiano riporta invece i nomi di sette donne che compaiono anche nel Sinassario Costantinopolitano al diciassettesimo aprile. I nomi di queste sette donne sono Cariessa, Gallinia, Teodora, Nicia, Nunecia, Callide e Basilissa. Il codice di Patmos 254 elenca sette fanciulle denominate Nice, Cariessa, Nunechia, Basilissa, Galena, Callide e Teodora. Il Geronimiano e il Sinassario concordano con i menei recenti sul genere di martirio subito dai santi. Il Martirologio Romano ricorda il gruppo al sedicesimo aprile, ma altera i nomi trasformandoli in Callisto, Carisio e sette compagni, a causa di una cattiva lettura dei codici del Geronimiano da parte di autori precedenti come Adone e Usuardo. Il Martirologio attesta chiaramente che a Corinto in Acaia i santi Leonida e sette compagne furono martirizzati subendo vari supplizi e l'annegamento in mare.
Il martirio a Corinto e il culto
Secondo una versione della tradizione, Leonida fu arrestato a Trezene nell'Argolide insieme a sette donne cristiane e successivamente condotto a Corinto insieme a loro. Il codice di Patmos 254 tramanda invece che Leonida e le fanciulle si presentarono spontaneamente davanti al governatore a Corinto. Il governatore, di cui le fonti ricordano il nome di Venustus sebbene non si conosca alcun governatore dell'Acaia con tale nome, non riuscì in alcun modo a far apostatare il gruppo. Di fronte al rifiuto risoluto di rinnegare la fede, il governatore fece torturare e bastonare Leonida e le sette donne. Successivamente, i carnefici li fecero gettare in mare con una grossa pietra al collo. I fedeli recuperarono i corpi dei martiri dalle acque e li seppellirono con devozione sulla spiaggia. Sulla spiaggia della sepoltura fu in seguito costruita una chiesa in onore dei martiri, a perenne memoria del loro sacrificio. La Chiesa bizantina festeggia questi santi il diciassettesimo aprile, sebbene i sinassari riportino date diverse, e la loro testimonianza continua a vivere nella preghiera della comunità cristiana.
La testimonianza del martirio
La vicenda di San Leonida e delle sette compagne cristiane si colloca nel contesto delle persecuzioni avvenute tra il terzo e il quarto secolo nella città di Corinto. Di fronte al tribunale del governatore, i martiri vennero chiamati a rispondere della propria fede, subendo un interrogatorio che mirava a piegare la loro coscienza. Con una risoluzione che rivela la forza della loro carità, essi rifiutarono fermamente di apostatare, preferendo affrontare le sofferenze anziché tradire l'appartenenza a Cristo. La fermezza di Leonida e delle donne che lo accompagnavano divenne, in quei giorni, un segno visibile della presenza del Signore in mezzo ai suoi servi fedeli.
La persecuzione si spinse fino alla brutalità estrema. Dopo aver resistito alle pressioni e alle torture inflitte dal potere civile, i martiri furono condannati a una morte crudele. Vennero gettati in mare con delle pesanti pietre legate al collo, affinché le acque di Corinto divenissero il luogo della loro sepoltura e il sigillo della loro testimonianza. Nonostante il tentativo di nascondere il loro sacrificio, i corpi di questi testimoni della fede furono in seguito recuperati e sepolti con devozione sulla spiaggia. Questo atto di pietà permise alla comunità cristiana di venerare i resti di coloro che avevano consacrato la propria esistenza con il dono finale della vita, rendendo la costa di Corinto e le vicinanze di Trezene custodi di una memoria che non si è mai spenta nel corso dei secoli.
Il culto e la memoria
La memoria di San Leonida e delle sette martiri è iscritta nel Martirologio Romano, che ne fissa la celebrazione liturgica al giorno sedici di aprile. La Chiesa bizantina conserva anch'essa il ricordo di questi testimoni, onorandoli il diciassette aprile. Questo culto, radicato profondamente nella tradizione, invita i fedeli a meditare sul valore della fedeltà al Vangelo anche nelle circostanze più avverse. La venerazione verso questi martiri non è soltanto un atto di devozione verso il passato, ma un richiamo costante alla coerenza della vita cristiana, che trova nel sacrificio di Leonida e delle sue compagne un punto di riferimento sicuro e incoraggiante per il cammino di ogni battezzato.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Leonida e VII donne?
La memoria liturgica si celebra il sedicesimo aprile secondo il Martirologio Romano, mentre la Chiesa bizantina li festeggia il diciassettesimo aprile.
A Corinto nella regione dell’Acaia in Grecia, santi Leonida e sette compagne, martiri, che, dopo aver patito vari supplizi, furono annegati in mare. — Martirologio Romano