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7 febbraio

San Mosè I

Eremita e vescovo dei Saraceni

Aggiornato il 15 settembre 2026

La vita eremitica e la chiamata all'episcopato

Nelle terre desertiche comprese tra l'Egitto e la Palestina, san Mosè visse dapprima come solitario in un eremo sulle montagne del Sinai, dedicandosi interamente alla preghiera e alla penitenza. La sua fama era legata a una vita straordinariamente santa e ai prodigi operati da Dio per mezzo suo. Intorno all'anno 375, nel contesto del conflitto tra l'impero romano di Valente e i Saraceni, emerse la figura della regina Mavia. Avendo già abbracciato il cristianesimo, la regina Mavia impose ai Romani la nomina di Mosè come vescovo del suo popolo come condizione per la pace. I Romani accettarono la richiesta senza opporre resistenza, e Mosè fu avviato verso la città di Alessandria.

La consacrazione e il ministero pastorale

Giunto ad Alessandria, Mosè si scontrò con una situazione ecclesiale complessa, poiché tra il 373 e il 378 il legittimo vescovo Pietro, successore di sant'Atanasio, era costretto all'esilio. La sede alessandrina era infatti usurpata dall'ariano Lucio. San Mosè rifiutò con decisione di ricevere la consacrazione da Lucio e ne spiegò apertamente le ragioni. Fu dunque condotto tra i monti dai vescovi cattolici esiliati per la fede nicena, che provvidero a consacrarlo. Tillemont suggerisce che il rito possa essersi svolto a Diocesarea di Palestina o in un luogo vicino sicuro. Come pastore, san Mosè evangelizzò i popoli affidati, custodì la fede ortodossa, pacificò tribù feroci, difese i cristiani e mantenne la concordia con l'impero.

Il culto e la memoria liturgica

La tradizione agiografica distingue questo grande vescovo dall'omonimo solitario di Raithu, il quale operò conversioni tra i Saraceni di Faran e liberò il principe Obbediano da un demone. Adone fu il primo a inserire la memoria del vescovo Mosè, indicato come Moysetes, in un martirologio alla data del sette febbraio, basandosi sugli scritti di Rufino. Tale collocazione fu ripresa da Usuardo, da Pietro Galesini e infine confermata dal Baronio nel Martirologio Romano. Le ricerche storiche complessive sulla guerra e sui testi antichi sono state tramandate grazie all'opera di G. Henskens.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Mosè I?

La memoria liturgica di San Mosè I si celebra il sette febbraio, data fissata anticamente nei martirologi.

Quali furono i ruoli principali di San Mosè I?

San Mosè I visse come eremita sulle montagne del Sinai e fu successivamente consacrato primo vescovo dei Saraceni per volere della regina Mavia.

Sulle montagne del Sinai, san Mosè, che dapprima condusse vita solitaria in un eremo, poi, ordinato vescovo su richiesta della regina dei Saraceni Máuvia, pacificò popoli assai brutali, custodendo illesa la vita dei cristiani. — Martirologio Romano