San Nicola il Pellegrino
Aggiornato il 22 luglio 2026
Le origini e il cammino in Puglia
Il santo era nato in Grecia e trascorse alcuni anni in solitudine prima di giungere in Puglia. Il nome Nicola deriva dal greco Nikòlaos e significa vincitore del popolo. Prima di arrivare a destinazione, Nicola proveniva da Taranto e prima ancora da Otranto. Giunto in Puglia, percorse l'intera regione con una croce in mano. Durante il cammino in Puglia ripeteva l'invocazione Kyrie eléison. Lungo la strada, Nicola attirava e riuniva intorno a sé i ragazzi dando loro piccoli doni. Faceva ripetere ai ragazzi la sua invocazione.
La morte a Trani e i miracoli
Nicola morì a Trani nel 1094. La morte avvenne dopo appena quindici giorni dal suo arrivo a Trani. Dopo la morte di Nicola fiorirono numerosi miracoli. Esiste un san Nicola denominato il Pellegrino, distinto dal più celebre san Nicola patrono di Bari. Su san Nicola il Pellegrino vi sono pochissime notizie ma degne di fede. Il santo è patrono della città di Trani.
La canonizzazione e le fonti storiche
Quattro anni dopo la morte, nel 1098, si tenne un Sinodo Romano. Nel Sinodo Romano il vescovo di Trani si alzò e chiese all'Assemblea l'iscrizione del venerabile Nicola nel catalogo dei Santi. La richiesta si basava sui meriti avuti in vita e sui miracoli avvenuti dopo la morte. Il papa Urbano II emanò un Breve che autorizzava il vescovo di Trani ad agire come riteneva più opportuno dopo opportuna riflessione. Il vescovo tornò a Trani e canonizzò Nicola. Il vescovo eresse una nuova basilica e vi depositò il corpo del Santo. Nel 1748 papa Benedetto XIV inserì Nicola nel Martirologio Romano. Le fonti delle notizie su di lui sono quattro. Le prime tre fonti sono riportate nella Bibliotheca hagiografica Latina antiquae et mediae aetatis secondo volume, Bruxelles 1898-1901. La prima fonte riguarda la vita del santo in Grecia ed è testimoniata da Bartolomeo, suo compagno. La seconda fonte narra l'arrivo a Trani, la morte e i miracoli ed è stata scritta da Adelferio, testimone oculare. La terza fonte ha per autore il diacono Amando di Trani e narra la canonizzazione e la traslazione di san Nicola. La quarta fonte è una Vita stampata in lingua italiana che narra la seconda traslazione del corpo. Il Martirologio ricorda san Nicola a Trani in Puglia come pellegrino nato in Grecia che percorreva la regione portando in mano una croce e ripetendo senza interruzione Kyrie eléison.
Il cammino di un eremita
La vita di San Nicola il Pellegrino ebbe inizio in Grecia, terra in cui egli sperimentò, sin dai primi anni, la dedizione alla vita eremitica e alla solitudine dello spirito. Questa vocazione al silenzio e alla contemplazione non rimase chiusa entro i confini della sua terra d'origine, ma si trasformò in un pellegrinaggio instancabile che lo condusse nel sud dell'Italia. Attraversando la Puglia, Nicola scelse di farsi viandante, portando con sé soltanto una croce, simbolo eloquente della sua missione e della sua costante unione con il Signore.
Il suo passaggio tra le genti non era dettato da parole complesse, ma dal ripetersi dell'invocazione Kyrie Eleison, il grido accorato che chiede pietà e grazia a Dio. In questo suo peregrinare, egli manifestò una particolare predilezione per i ragazzi, che riuniva attorno a sé con semplicità. A loro non insegnava soltanto la preghiera, ma offriva piccoli doni, gesto che rendeva il suo annuncio ancora più vicino e comprensibile al cuore dei fanciulli. La sua presenza divenne così un punto di riferimento spirituale per le comunità di Otranto, Taranto e infine Trani, dove concluse il suo cammino terreno nel mille e novantaquattro. Il suo esempio di umiltà e di costante preghiera rimane, ancora oggi, una testimonianza luminosa di come un cuore consacrato possa trasformare le strade del mondo in un luogo di incontro con il Divino.
La memoria e il culto
Il riconoscimento della santità di Nicola il Pellegrino avvenne in tempi assai rapidi, a testimonianza dell'impatto spirituale che la sua figura aveva esercitato sulla popolazione locale. Nel mille e novantotto, appena quattro anni dopo la sua scomparsa, il vescovo di Trani, con la necessaria autorizzazione di papa Urbano II, procedette alla canonizzazione del santo. Questo atto solenne confermò la devozione dei fedeli e consacrò il legame profondo tra l'eremita e la città di Trani, che lo scelse come suo protettore e patrono. La cura per la sua memoria si espresse anche attraverso la traslazione del suo corpo all'interno di una nuova basilica, eretta per accogliere le spoglie del santo e per offrire un luogo degno alla preghiera dei pellegrini.
La fama di San Nicola il Pellegrino si consolidò nel corso dei secoli, superando i confini locali fino ad ottenere un riconoscimento universale. Nel mille settecentoquarantotto, il pontefice Benedetto XIV volle inserire il suo nome nel Martirologio Romano, definendo così in modo definitivo il suo posto nella comunione dei santi. Oggi la sua testimonianza continua a vivere nella memoria della Chiesa, ricordandoci il valore della preghiera incessante e la bellezza di una vita spesa nell'umiltà e nell'amore per il prossimo.
Domande frequenti
Quando si festeggia san Nicola il Pellegrino?
La ricorrenza di san Nicola il Pellegrino si celebra il due giugno.
Di cosa è patrono san Nicola il Pellegrino?
Il santo è patrono della città di Trani.
A Trani in Puglia, san Nicola, che, pellegrino nato in Grecia, percorreva tutta la regione portando in mano una croce e ripetendo senza interruzione ‘Kyrie, eléison’. — Martirologio Romano