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2 giugno

Sant' Erasmo di Formia

Vescovo e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le fonti storiche e la diffusione del culto

La fonte più antica che attesta la memoria di san Erasmo è il Martirologio Geronimiano, il quale fissa la sua ricorrenza al giorno due giugno. San Gregorio Magno, alla fine del secolo sesto, scrisse al vescovo Bacauda di Formia confermando che il corpo del santo era gelosamente conservato in quella chiesa. Lo stesso pontefice ricordò l'esistenza di due monasteri dedicati a Erasmo, uno stabilito a Napoli e l'altro sorto sul monte Petrino presso Cuma. Anche la città di Roma custodiva un monastero intitolato al santo sul colle Celio. In questo luogo fu educato da giovane il papa Adeodato I, morto nel seicentodiciannove, il quale, una volta assunto il pontificato, volle ampliare e arricchire il monastero di beni e privilegi. Altri monasteri dedicati al santo sorgevano presso Formia, in una località chiamata di Castellone, e presso Itri nella valle Itriana. Il nome di Erasmo trovò inoltre stabile dimora nei martirologi storici, nel Martirologio Romano e nel Calendario marmoreo di Napoli.

La tradizione agiografica e il martirio

Le informazioni sulla personalità di san Erasmo sono pervenute scarse e avvolte nella leggenda, poiché la passio, compilata probabilmente verso il secolo sesto, ha carattere favoloso. Una successiva biografia, attribuita a papa Gelasio II vissuto tra il millecentodiciotto e il millecentodiciannove, non possiede solido fondamento né maggiore valore storico. Gli antichi autori degli scritti leggendari non sapevano nulla di sicuro se non che il santo era stato vescovo di Formia ed era morto martire al tempo, forse, dell'imperatore Diocleziano. La tradizione riferisce che Erasmo fosse oriundo di Antiochia e che, allo scoppiare della persecuzione, rivestisse già la carica episcopale. Per sfuggire alla furia dei persecutori, Erasmo si nascose per sette anni in una caverna del monte Libano. Ritornato in città, fu arrestato e condotto al tribunale dell'imperatore, il quale cercò di persuaderlo a sacrificare agli dei mediante lusinghe e tormenti. Poiché Erasmo rimase saldo nella fede, fu rinchiuso in carcere, da cui la tradizione narra fu liberato miracolosamente. Dopo tale prodigio, Erasmo si recò nell'Illirico, dove convertì quattrocentomila persone nel giro di sette anni. Arrestato un'altra volta per ordine di Massimiano, fu condotto a Sirmio, dove abbatté un simulacro e operò la conversione di altre quattrocentomila anime. Molte delle persone convertite a Sirmio furono immediatamente uccise, mentre Erasmo fu sottoposto a tormenti orribili e nuovamente incarcerato. L'arcangelo Michele liberò il santo dal carcere e lo condusse a Formia, dove Erasmo morì placidamente sette giorni dopo il suo arrivo. Il Martirologio colloca oggi la memoria di sant'Erasmo proprio in questa terra del Lazio.

Le reliquie e il patronato

Nel corso del tempo, le vicende storiche colpirono anche il luogo di custodia delle spoglie mortali del martire. Nell'ottocentoquarantadue, la città di Formia fu distrutta dai Saraceni e, in quell'occasione drammatica, le reliquie di Erasmo furono trasferite a Gaeta e nascoste con cura in un pilastro della chiesa di Santa Maria. Le venerate reliquie furono infine rinvenute nel novecentodiciassette dal vescovo Bono. A partire dal tempo di questo ritrovamento, Erasmo fu proclamato patrono di Gaeta, e la cittadinanza espresse la propria devozione coniando monete con l'effigie del santo. Successivamente, il tre febbraio millenove, papa Pasquale II consacrò la solenne cattedrale di Gaeta in onore della Vergine Maria e di san Erasmo. Nel periodo medievale, la figura del santo fu annoverata tra i cosiddetti santi Ausiliatori ed invocata con particolare fervore contro le epidemie. Ancora oggi, i marinai venerano con profonda devozione Erasmo come loro patrono, invocandolo con il nome di san Elmo.

Domande frequenti

Quando si festeggia san Erasmo?

La memoria liturgica di san Erasmo si celebra il due giugno.

Di cosa è patrono san Erasmo?

San Erasmo è patrono di Gaeta, dei marinai, che lo invocano come san Elmo, ed è protettore invocato contro le epidemie.

A Formia nell’odierno Lazio, sant’Erasmo, vescovo e martire. — Martirologio Romano