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2 giugno

Santi Potino, Blandina e compagni

Martiri di Lione

Aggiornato il 15 settembre 2026

La persecuzione e la testimonianza della Chiesa antica

Gli eventi luttuosi e gloriosi ebbero luogo nel secondo secolo, nel contesto della persecuzione scatenata nel 177 in base agli editti imperiali di Marco Aurelio. Il Martyrologium Romanum riporta al due giugno il gruppo di quarantotto martiri uccisi nello stesso periodo in odio alla fede cristiana a Lione e a Vienne. L'intero martirio è narrato da testimoni contemporanei ritenuti degni di fede. Il racconto completo era contenuto in una lettera scritta dalla Chiesa di Lione e della Gallia e indirizzata ai confratelli dell'Asia e della Frigia. Lo storico Eusebio di Cesarea incluse integralmente la lettera nella sua Historia Ecclesiastica, confermando l'autenticità di quelle pagine di sangue e di speranza. Le ardue e reiterate prove dei martiri avvennero dunque al tempo dell'imperatore Marco Aurelio e trovarono compimento in diverse modalità.

Il gruppo era capeggiato da san Potino vescovo, il quale, novagenario, rese lo spirito poco dopo essere stato incarcerato a causa dei duri trattamenti subiti. Alcuni altri martiri morirono direttamente in carcere prima di poter raggiungere l'arena. Molti altri furono invece posti al centro dell'arena davanti a migliaia di persone radunate per assistere al pubblico spettacolo. Coloro tra i martiri che vennero identificati come cittadini romani subirono la decapitazione, mentre i martiri non cittadini romani venivano dati in pasto alle fiere per soddisfare la ferocia degli spettatori pagani.

La figura e il martirio di santa Blandina

Il secondo nome menzionato con riverenza nelle fonti antiche è quello di Blandina. Blandina era una umile schiava cristiana arrestata insieme alla sua padrona, la cui fede iniziale destava persino qualche timore negli altri cristiani che nutrivano dubbi sulla sua saldezza. Blandina dimostrò invece una fermezza straordinaria nell'affrontare il martirio caratterizzato da grande crudeltà, ripetendo incessantemente la frase io sono cristiana e tra noi non c'è nessun male. Con il suo coraggio, Blandina aveva poco prima esortato i suoi compagni a raggiungere la palma del martirio. Blandina fu condotta inizialmente nell'anfiteatro e appesa ad un palo a forma di croce. Mentre era appesa al palo a forma di croce, Blandina pregò ad alta voce e le fiere presenti miracolosamente non l'aggredirono.

In seguito, Blandina fu ricondotta nell'arena insieme ad altri fedeli sopravvissuti ai vari supplizi e fu costretta ad assistere alla morte atroce dei suoi compagni. Nonostante ciò, Blandina superò ancora una volta il tormento della graticola ardente. Rimasta infine sola, su di lei si accanì spietata la ferocia pagana. Blandina fu denudata, ricoperta con una rete ed esposta ai lazzi degli spettatori e alla furia di un toro. Il toro colpì Blandina con le corna lanciandola più volte in aria, ed ella fu infine finita con la spada, risultando l'ultima ad essere uccisa dopo aver patito lunghe e aspre torture. I pagani stessi dovettero ammettere e dichiarare che mai una donna aveva sopportato così numerosi e duri tormenti.

Il culto e la memoria dei santi martiri di Lione

Il martirologio ricorda solennemente a Lione, in Francia, i santi martiri Potino vescovo, Blandina e quarantasei compagni. Il gruppo viene celebrato liturgicamente il due giugno insieme agli altri martiri di Lione. La tradizione cristiana e l'arte sacra hanno custodito la memoria di questi eventi attraverso raffigurazioni cariche di significato. Santa Blandina viene particolarmente raffigurata nell'arte con gli attributi del suo doloroso supplizio, ovvero la rete, la graticola, il palo, i leoni e il toro. La loro testimonianza rimane un pilastro luminoso nella storia della Chiesa delle origini, capace di unire le comunità cristiane d'Oriente e d'Occidente nel ricordo del sangue versato per amore di Cristo.

Domande frequenti

Quando si festeggia san Potino e santa Blandina?

La memoria liturgica dei santi martiri Potino, Blandina e compagni si celebra il due giugno.

A Lione in Francia, santi martiri Potino, vescovo, Blandina e quarantasei compagni, le cui ardue e reiterate prove compiute al tempo dell’imperatore Marco Aurelio sono attestate nella lettera scritta dalla Chiesa di Lione alle Chiese d’Asia e Frigia. Tra questi, il nonagenario vescovo Potino rese il suo spirito poco dopo essere stato incarcerato; altri, come lui, morirono in carcere e altri ancora posti al centro dell’arena davanti a migliaia di persone radunate per lo spettacolo: quanti erano stati identificati come cittadini romani subirono la decapitazione, gli altri invece venivano dati in pasto alle fiere. Da ultima, Blandina, sgozzata alfine con la spada dopo aver patito più lunghe e aspre torture, seguì tutti coloro che ella aveva poco prima esortato a raggiungere la palma del martirio. — Martirologio Romano