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21 febbraio

San Paterio di Brescia

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'episcopo e i dibattiti storiografici

San Paterio figura autorevolmente nella cronologia dei santi vescovi di Brescia agli inizi del settimo secolo ed è conosciuto anche con il nome di Paterius. Intorno alla durata e alla collocazione temporale del suo governo pastorale, gli storici e gli Annuari diocesani hanno avanzato ipotesi diverse. Tutti gli storici concordano sul fatto che il suo episcopato fu molto breve e compreso tra gli anni 604 e 606. Al contempo, alcuni Annuari diocesani collocano il suo episcopato tra gli anni 630 e 642. Sul piano biografico non si sa nulla di preciso riguardo alla sua vita terrena. Alcuni antichi pareri lo indicavano come un monaco benedettino romano e discepolo di Saint Gregorio Magno, ma gli studiosi Paolo Guerrini e Francesco Lanzoni escludono categoricamente che fosse un benedettino discepolo di Saint Gregorio Magno. Viene inoltre escluso che il santo bresciano si possa identificare con l'omonimo vescovo ricordato nel calendario napoletano del dodicesimo secolo. Nonostante la scarsità di notizie biografiche, il nome di San Paterio è riportato in sei manoscritti risalenti ai secoli dall'undicesimo al quindicesimo, e compare altresì in due corsi di litanie monastiche primitive, a conferma di una venerazione radicata sin dai tempi antichi.

La memoria liturgica e il culto

La memoria liturgica di San Paterio si articola in differenti tradizioni calendariali e ricorrenze. Nel martirologio romano la sua festa è celebrata il ventuno febbraio. Nel martirologio bresciano la sua memoria è invece fissata al venticinque febbraio in ricordo della traslazione del suo corpo avvenuta nel 1479. Dal 1962 la sua festa è stata conglobata al venti aprile insieme a tutti i santi bresciani. La comunità cristiana di Paisco Loveno custodisce con particolare affetto la memoria del santo, poiché la chiesa parrocchiale del paese in Valle Camonica è dedicata proprio a San Paterio, affidandosi alla sua intercessione celeste nella preghiera quotidiana e nella celebrazione dei divini misteri.

Il cammino delle reliquie

Le spoglie mortali di San Paterio sono state oggetto di numerosi spostamenti e sistemazioni nel corso dei secoli. Secondo alcuni pareri, San Paterio fu sepolto in San Fiorano, sul colle Degno in territorio bresciano. Alla prima sepoltura sarebbe seguita una traslazione delle reliquie sotto l'altare maggiore della chiesa monastica di Sant'Eufemia della Fonte. Il venticinque febbraio 1479 i monaci trasportarono il corpo del vescovo in una cappella a lui dedicata. Nel diciassettesimo secolo, durante importanti restauri della chiesa, fu costruito un altare dedicato a San Paterio, il primo a destra presso il battistero. Nel 1616 il corpo del presule fu collocato in tale sede. Nel 1787, nel corso di un'ulteriore ristrutturazione della chiesa, le reliquie furono riportate sotto l'altare maggiore. Le reliquie furono racchiuse in un'urna marmorea recante un'indicazione dedicatoria. Le spoglie furono successivamente accolte in una nuova arca realizzata appositamente e collocata nella cripta della chiesa. Dalla seconda metà dell'Ottocento l'arca di San Paterio è esposta nel museo cittadino di Santa Giulia, dove continua a custodire la memoria silenziosa di un pastore che ha servito la Chiesa con fedeltà.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Paterio?

Nel martirologio romano la festa è celebrata il ventuno febbraio, nel martirologio bresciano la memoria è fissata al venticinque febbraio, mentre dal 1962 la ricorrenza è stata unita al venti aprile con tutti i santi bresciani.

Di cosa è patrono San Paterio?

San Paterio è il titolare della chiesa parrocchiale di Paisco Loveno, in Valle Camonica.