21 febbraio
San Pipino il Vecchio (o di Landen)
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e l'ascesa al governo
Pipino di Landen nacque nell'anno 575, figlio del principe Carlomanno e della principessa Ermengarda. Egli rivestì la carica di duca di Brabante e divenne noto con l'appellativo di il Vecchio. Il re Clotario secondo gli affidò la massima carica dello stato di maestro di palazzo, concedendogli la sua piena confidenza e un potere immenso, riservato ai grandi ministri. Pipino esercitò il suo grande incarico con rara prudenza, differenziandosi dall'autorità reale e distinguendosi per la fedeltà al re e per l'amore verso il popolo. Sostenne con costanza i giusti interessi sia del sovrano che del popolo senza timore di ledere i diritti reali a favore dei cittadini. Si adoperò per evitare che i diritti del re venissero usati come pretesto per opprimere e schiacciare il popolo. Preferì la volontà divina a quella umana, rifiutando di favorire i potenti a scapito dei deboli. Restituiva al popolo ciò che gli spettava per giustizia e a Cesare ciò che apparteneva legittimamente a Cesare. Per garantire un governo retto, associò al potere sant'Arnoldo, vescovo di Metz e suo consuocero. Non compiva alcuna azione senza consultare sant'Arnoldo, di cui stimava la virtù e le capacità di governo. Alla morte di Arnoldo, gli successe nell'amministrazione degli affari san Cuniberto, arcivescovo di Colonia. Scelse uomini eccellenti e incorruttibili come consiglieri per ogni sua azione, dimostrando il suo ardore per la giustizia.
La guida dei sovrani e il servizio allo stato
Clotario secondo associò al potere il figlio primogenito Dagoberto, nominandolo re d'Austrasia. Nel 622, Clotario scelse Pipino affinché guidasse interamente il giovane neosovrano Dagoberto. Pipino educò Dagoberto a temere Dio e ad amare la giustizia. Ricordava spesso a Dagoberto le parole evangeliche sul trono di un re che rende giustizia ai poveri. Grazie alla prudenza di Pipino, Dagoberto primo governò con successo anche dopo aver ereditato gli altri stati del padre. Il valore militare e la saggezza politica di Pipino repressero la fazione del fratello Cariberto e di altri dissidenti. Dagoberto rispettò i diritti propri, guadagnandosi il cuore del popolo grazie a libertà, giustizia e dolcezza. Il regno di Dagoberto fu uno dei più illustri grazie alla guida del saggio maestro Pipino. Dagoberto cadde successivamente nella voluttà e utilizzò metodi ingiusti per finanziare spese folli. Pipino fu trafitto dal dolore per la condotta del re e lo rimproverò severamente per la sua ingratitudine verso Dio. Dagoberto reagì male ai rimproveri e meditò di uccidere Pipino, spinto anche da cortigiani invidiosi della virtù del santo. Dio liberò Pipino dal pericolo di morte. Dagoberto comprese la giustizia delle rimostranze di Pipino e riprese a manifestargli grande venerazione. Per dare prova della sua stima, Dagoberto affidò a Pipino suo figlio Sigeberto. Nel 633, Sigeberto fu inviato a regnare in Austrasia sotto la guida di Pipino. Sigeberto fu re solo di nome, mentre il governo effettivo dell'Austrasia fu interamente gestito da Pipino. Sotto la guida di Pipino, l'Austrasia fu liberata dalle grandi incursioni dei barbari, che furono repressi e confinati nei loro territori. Alla morte di re Dagoberto primo, Pipino avrebbe voluto porre Sigeberto secondo a capo di tutti gli stati paterni. Il padre Dagoberto aveva precedentemente obbligato Sigeberto ad accontentarsi della sola Austrasia, lasciando il regno di Francia al secondogenito Clodoveo.
La famiglia e la discendenza
La moglie di Pipino si chiamava Itta, con nome italianizzato in Ida. Ida era sorella dell'arcivescovo di Trèves san Modoaldo. Ida visse santamente la realtà matrimoniale e si prodigò da vedova in ogni sorta di buone opere. Ida ricevette il velo di benedettina del monastero di Nivelles e trascorse il resto dei suoi giorni nel monastero di Nivelles offrendo un esempio di perfezione e virtù. Ida è venerata come santa l'8 maggio. La famiglia di Pipino fu una famiglia di grandi santi e sante. Il primogenito di Pipino fu Grimoldo, che gli successe nel governo. Pipino e Ida ebbero due figlie femmine. La primogenita fu la santa Geltrude. Il re Dagoberto stava ipotizzando un matrimonio con Geltrude, ma la giovane, giovanissima, dichiarò dinnanzi alla corte franca di scegliere la vita religiosa preferendo l'obbedienza al Creatore piuttosto che l'autorità regia. Geltrude entrò nel monastero di Nivelles e venne eletta prima badessa di Nivelles all'età di vent'anni per le sue eccezionali qualità. Geltrude fu eminente in santità ed è considerata uno dei più bei lumi della cristianità. La sorella di Geltrude era santa Begga. Begga sposò il figlio del vescovo sant'Arnoldo. Il matrimonio di Begga fu donato da sant'Arnoldo per il bene della Francia e il sostegno della sua monarchia. Begga fu la radice da cui nacque la seconda dinastia dei re di Francia. Pipino e Ida sono considerati i capostipiti della dinastia dei Pipinidi. La dinastia dei Pipinidi fu poi detta carolingia in onore di Carlo Magno. Pipino è antenato di Pipino di Héristal tramite sua figlia Begga.
Il transito e il culto
Il santo duca Pipino è morto il 21 febbraio 640. La morte di Pipino è avvenuta nel suo castello di Landen, nel Brabante. La morte di Pipino fece piombare l'intera Austrasia in una profonda afflizione. L'Austrasia pianse Pipino quale fosse stato uno dei suoi migliori re. La vita di Pipino fu impregnata di santità. Pipino ebbe una reputazione senza macchia, una saggezza e una condotta ammirabili. Pipino fu giustamente considerato protettore delle leggi, sostegno dei deboli, nemico delle divisioni, ornamento della corte, esempio per i grandi, guida dei re e padre della patria. Il corpo di Pipino fu subito deposto nel luogo della morte e in seguito trasferito nel monastero di Nivelle. Alla morte di Ida, il corpo di Pipino fu ricongiunto al suo nel monastero da loro fondato. Pipino di Landen lasciò una scia di santità tale da essere considerato subito un santo. Pipino non fu monaco, né prete, né vescovo, bensì un semplice laico. Pipino di Landen non deve essere confuso con Pipino di Héristal, maestro di palazzo e padre di Carlo Martello. Pipino di Landen non deve essere confuso con il re Pipino il Breve, figlio di Carlo Martello e primo re francese della dinastia carolingia. Pipino di Landen è più antico sia di Pipino di Héristal che di Pipino il Breve.
Il servizio e la vita
La vita di San Pipino il Vecchio si è svolta entro i confini dell'Austrasia, dove la sua figura ha acquisito un rilievo politico e morale di primo piano. Il suo impegno pubblico è iniziato sotto il regno di Clotario secondo, consolidandosi poi negli anni di Dagoberto primo. Nel seicentoventidue, la stima riposta in lui dai sovrani lo ha condotto a ricoprire l'importante incarico di tutore del giovane Dagoberto primo, un compito che ha richiesto equilibrio e prudenza. Successivamente, nel seicentotrenta-tre, ha assunto la guida del regno d'Austrasia per conto di Sigeberto secondo, operando in un periodo di grandi complessità e trasformazioni per la società del tempo.
Oltre agli uffici pubblici, l'opera più significativa che definisce la sua eredità è legata alla vita domestica e spirituale. Insieme alla moglie Itta, San Pipino ha risposto alla chiamata del Signore fondando il monastero di Nivelles. Questa iniziativa non è stata soltanto un atto di mecenatismo, ma una chiara espressione della sua volontà di sostenere la vita monastica e la diffusione della fede. La sua esistenza si è conclusa a Landen, nel Brabante, dove è spirato il ventuno febbraio dell'anno seicentoquaranta. La sua figura rimane un punto di riferimento per chiunque riconosca, nel servizio agli altri e nella costruzione di istituzioni dedicate allo spirito, una via possibile verso il bene e la coerenza cristiana.
Il culto e la memoria
La memoria di San Pipino il Vecchio viene celebrata ogni anno il ventuno febbraio, giorno che segna l'anniversario del suo transito verso la vita eterna. Il ricordo di questo laico di Landen persiste nella devozione cristiana come segno di una fede che sa incarnarsi nelle responsabilità quotidiane, rendendo il servizio civile un modo per onorare il Creatore. Egli è venerato in particolare come capostipite e patrono dei Pipinidi, la stirpe che da lui ha tratto il nome e che ha segnato profondamente la storia europea.
Sebbene il passare dei secoli abbia stemperato le cronache della sua epoca, la figura di San Pipino continua a essere ricordata per l'equilibrio con cui ha saputo abitare i luoghi del potere senza smarrire la propria rettitudine. Il monastero di Nivelles, fondato con la moglie Itta, rimane il monumento vivente alla sua memoria, un luogo dove la preghiera ha continuato a risuonare ben oltre la durata della sua vita terrena, attestando la fecondità del suo impegno spirituale.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Pipino il Vecchio?
San Pipino il Vecchio si festeggia il ventuno febbraio, anniversario della sua nascita al cielo.
Di cosa è patrono San Pipino il Vecchio?
I fatti storici e agiografici tramandati non menzionano specifici patronati ufficiali, sebbene egli sia ricordato come padre della patria, protettore delle leggi e sostegno dei deboli.