28 settembre
San Zama
Protovescovo di Bologna
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e le fonti storiche
Il primo vescovo di una città è spesso morto martire, ma San Zama non subì il martirio. La posizione di San Zama come primo vescovo di Bologna è citata nell'Elenco Renano, che rappresenta il più antico catalogo dei vescovi bolognesi ed è stato redatto prima del secolo XII. Le poche notizie su San Zama derivano unicamente da deduzioni di studiosi. Gli antichi testi come l'Elenco Renano e la Vita di san Petronio non riportano San Zama come santo. Una lapide del secolo XIII esistente nell'abbazia bolognese dei Santi Nabore e Felice nomina San Zama ma non lo indica come santo. Leandro Alberti fu un frate domenicano, storico e geografo bolognese vissuto tra il 1479 e il 1552, e fu il primo a considerare San Zama come santo nel 1541 nella sua opera Historie di Bologna.
La collocazione nel tempo e nel contesto
Il cardinale Cesare Baronio, estensore del Martirologio Romano, visse tra il 1538 e il 1607. Secondo l'affermazione del cardinale Cesare Baronio, San Zama fu ordinato vescovo da papa Dionigi. Papa Dionigi pontificò tra il 259 e il 268, collocando l'ordinazione nella seconda metà del secolo III. Il periodo dell'episcopato di San Zama può essere desunto dall'Elenco Renano. Sant'Eusebio fu il quinto vescovo di Bologna ed era contemporaneo di sant'Ambrogio. Sant'Ambrogio visse tra il 340 e il 397. Retrocedendo nel computo degli anni basato su sant'Eusebio, San Zama fu vescovo tra la fine del secolo III e l'inizio del secolo IV. San Zama conobbe la persecuzione di Diocleziano. Diocleziano visse tra il 243 e il 313. San Zama conobbe la successiva pace di Costantino I il Grande. Costantino I il Grande visse tra il 280 e il 337.
Le reliquie e il culto liturgico
Il culto di San Zama ebbe larga diffusione dopo la traslazione delle sue reliquie. Le reliquie di San Zama e di san Faustiniano furono traslate dalla chiesa dei Santi Nabore e Felice alla Chiesa Cattedrale. Le reliquie furono poste sotto l'altare maggiore per volere del cardinale Gabriele Paleotti. La traslazione delle reliquie avvenne il 4 maggio 1586. San Zama veniva celebrato il 24 gennaio fino al 1961. A seguito della riforma del Calendario Bolognese del 1961, San Zama è ricordato il 28 settembre insieme a tutti i santi vescovi della diocesi emiliana. La memoria liturgica si unisce così alla comunione dei pastori che hanno guidato nel tempo la Chiesa bolognese.
Il cammino episcopale
La figura di San Zama si inserisce cronologicamente tra il terzo e il quarto secolo, un periodo di transizione cruciale per l'intera cristianità. Secondo le testimonianze storiche affidate all'Elenco Renano, egli ricevette l'ordinazione episcopale direttamente da papa Dionigi, durante il terzo secolo, ricevendo così il mandato di guidare la nascente comunità di Bologna. Il suo ministero non fu privo di sfide, poiché si svolse in un contesto storico caratterizzato dalla durezza delle persecuzioni ordinate da Diocleziano, durante le quali la fede dei credenti fu messa a dura prova. Tuttavia, il santo vescovo ebbe anche la grazia di assistere al mutamento radicale dei tempi, vivendo il sollievo della pace portata dall'editto di Costantino, che permise alla Chiesa di uscire dalle catacombe e di strutturarsi pubblicamente.
La storiografia e la tradizione locale concordano nel vedere in lui il pastore che ha gettato le fondamenta della Chiesa bolognese. La sua vita, sebbene avvolta dal silenzio delle fonti antiche riguardo ai dettagli biografici intimi, si riflette nell'opera di edificazione di una comunità che ancora oggi ne custodisce il ricordo come padre nella fede. La sua missione episcopale, iniziata in un momento di grande incertezza, ha rappresentato il punto fermo per i primi fedeli, garantendo la successione apostolica e la cura delle anime in un territorio che cominciava a scoprire la luce della verità cristiana. La sua testimonianza rimane un pilastro per la Chiesa di Bologna, un segno tangibile di come lo Spirito Santo abbia guidato i passi dei primi vescovi nel tessere la trama della storia della salvezza.
Il culto e la memoria
Il culto di San Zama ha trovato nel tempo una solida conferma, diventando parte integrante dell'identità religiosa bolognese. Una tappa fondamentale per la valorizzazione della sua memoria avvenne nel millecinquecentoquarantuno, quando Leandro Alberti ne riconobbe ufficialmente la venerazione. Questo atto segnò il rafforzamento del legame tra la città e il suo primo vescovo, culminando nel quattordicesimo giorno di ottobre del millecinquecentoottantasei con la traslazione delle sue reliquie all'interno della cattedrale di Bologna. Tale evento non fu soltanto un atto devozionale, ma un gesto solenne che volle porre le spoglie del protovescovo al centro del cuore pulsante della diocesi, affinché la sua protezione potesse continuare a vegliare sui fedeli.
La liturgia ha saputo adattarsi al corso dei secoli per onorare adeguatamente il santo. Se in passato la sua festa veniva celebrata il ventiquattro gennaio, dal millenovecentosessantuno la ricorrenza è stata fissata al ventotto settembre. Questa data invita i fedeli a fare memoria di colui che, per primo, ha risposto alla chiamata del Signore a Bologna, offrendo la propria esistenza per la crescita del popolo di Dio. Il culto di San Zama non è dunque un semplice ricordo del passato, ma una presenza viva che continua a invocare la benedizione del Signore sulla città, rammentando a ogni cristiano l'importanza della fedeltà al proprio ministero e alla propria vocazione.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Zama?
San Zama è celebrato il 28 settembre dal 1961, mentre precedentemente veniva festeggiato il 24 gennaio.
A Bologna, san Zama, ritenuto primo vescovo della città. — Martirologio Romano