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8 agosto

Sant’ Altmann di Passavia (Passau)

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la formazione alla corte imperiale

Sant'Altmanno nacque intorno al millequindici in Westfalia da genitori di condizione sociale elevata. Egli studiò presso la scuola della cattedrale di Paderborn, dove in seguito divenne canonico e maestro, distinguendosi per l'amore verso il sapere e la disciplina ecclesiastica. Nel millecinquantuno circa ricoprì la carica di cappellano di corte ad Aquisgrana, un ruolo di grande responsabilità che gli permise di entrare in rapporti stretti con la famiglia imperiale. L'imperatore Enrico terzo il Nero visse tra il millediciassette e il millecinquantasei ed era favorevole allo spirito ecclesiastico, mentre la seconda moglie, la pia Agnese del Poitou, era molto vicina al movimento cluniacense. Altmann approfondì le idee della Riforma benedettina di Cluny sia durante gli studi a Paderborn sia nel soggiorno ad Aquisgrana, assimilandone i principi di rinnovamento spirituale. L'imperatore Enrico terzo morì prematuramente nel millecinquantasei, lasciando un grande vuoto nella compagine di governo. Dopo la morte dell'imperatore, Altmann rimase a corte come cappellano e divenne consigliere di fiducia dell'imperatrice Agnese, sostenendola nei momenti difficili del regno e condividendo le sue preoccupazioni spirituali per la Chiesa.

L'elezione episcopale e la riforma della diocesi di Passavia

Nel millecentosessantatre Altmann accompagnò l'imperatrice Agnese a Passavia in Baviera, in un viaggio che segnò una svolta decisiva per il suo ministero. A Passavia si associò a un grande pellegrinaggio in partenza per la Terra Santa, desideroso di visitare i luoghi della Passione del Signore. Sulla via del ritorno dal pellegrinaggio, mentre si trovava in Ungheria, apprese la notizia della morte del vescovo di Passavia Engelberto. Con l'intervento dell'imperatrice, Altmann fu eletto a succedere a Engelberto come vescovo di Passavia, accogliendo tale chiamata con spirito di totale dedizione. Altmann accettò l'elezione episcopale sentendosi chiamato da Dio alla grande opera della Riforma della Chiesa, pronto a spendere ogni energia per il gregge affidatogli. Si impegnò con zelo a risanare la vasta diocesi di Passavia, che allora si estendeva anche all'Austria superiore e inferiore, affrontando situazioni complesse e difficili. Le condizioni morali e religiose della regione di Passavia erano infatti molto scadenti, come testimoniano le fonti dell'epoca. Le condizioni della diocesi sono descritte nella 'Vita Altmanni' scritta da un monaco di Göttweig, un testo prezioso che tramanda la memoria delle sue fatiche apostoliche. La sua principale cura come vescovo fu la riforma del clero, che era dedito al concubinaggio e spesso ignorante, bisognoso di una radicale conversione spirituale e culturale. Seguendo la proposta di Ildebrando di Soana, futuro papa Gregorio settimo, presentata nel Sinodo Lateranense del millecinquantanove, Altmann favorì la vita in comune dei chierici attorno al proprio vescovo. Promosse la rinunzia alla proprietà privata per i chierici, dando origine allo sviluppo dei Canonici Regolari sotto la Regola di sant'Agostino nella Germania meridionale e in Austria.

Le fondazioni monastiche e l'ordine dei canonici regolari

Prima del millecentosettantatré Altmann fondò presso le mura di Passavia la celebre canonica regolare di San Nicola, destinata a diventare un faro di luce spirituale. Nel milleottantatré fondò il monastero di Göttweig in Austria, passato in seguito dai Canonici Regolari ai Benedettini, arricchendo il territorio di una nuova presenza monastica di grande rilievo. Egli fu vero animatore e fondatore dell'Ordine dei Canonici Regolari di Sant'Agostino, imprimendo un impulso decisivo alla vita canonicale del suo tempo. Prese parte al sorgere del centro di riforma dei Canonici a Rottenbuch, collaborando attivamente con le altre comunità impegnate nel rinnovamento. Stabilì inoltre la vita regolare nelle canoniche di San Floriano e di Saint Pölten, estendendo la riforma in diverse regioni vicine. Nel monastero di Göttweig in Austria si ricorda sant'Altmanno come vescovo di Passau fondatore di case di chierici sotto la regola di sant'Agostino, custodi della preghiera e dello studio.

La lotta per le investiture e l'esilio

Nel millecentosettantaquattro Altmann fu uno dei pochi vescovi della Germania a promulgare coraggiosamente i decreti di papa Gregorio settimo contro la simonia e il matrimonio degli ecclesiastici, sfidando le consuetudini corrotte del tempo. La promulgazione dei decreti papali comportò per Altmann il rischio di essere ucciso dai malcontenti, che vedevano minacciati i propri privilegi illeciti. La sua posizione si fece più difficile durante la lotta per le investiture tra papa Gregorio settimo e l'imperatore Enrico quarto, vissuto tra il millecinquecento e il millenovecento. Tra tutti i vescovi della regione, solo Altmann e Gebardo, arcivescovo di Salisburgo, si schierarono dalla parte del papa, dimostrando una fedeltà incrollabile alla Sede Apostolica. Essi pagheranno un caro prezzo per la loro fedeltà al capo della Chiesa, subendo persecuzioni e privazioni dolorose. Pubblicò intrepidamente nella sua cattedrale la scomunica lanciata dal papa contro l'imperatore Enrico quarto, adempiendo al suo dovere di pastore senza timore umano. Gli oppositori ottennero che Altmann lasciasse la carica di vescovo di Passavia e andasse in esilio, lontano dalla sua terra e dal suo gregge. La cattedra episcopale di Passavia fu usurpata da Ermanno von Eppenstein, fedele ai voleri dell'imperatore, che occupò abusivamente il seggio episcopale. Il Martirologio ricorda che egli rinnovò la disciplina del clero e morì in esilio, scacciato dalla sua sede per aver difeso la libertà della Chiesa contro l'imperatore Enrico quarto.

Gli ultimi anni, la morte e il culto

Anche da esule fu protagonista della Riforma della Chiesa, partecipando a diete di principi e a decisioni importanti per il futuro della comunità cristiana. Godé di grande considerazione da parte di papa Gregorio settimo, che lo nominò Legato pontificio per la Germania, riconoscendone la saggezza e la statura morale. Mentre l'imperatore Enrico quarto si trovava a Roma per imporre l'antipapa Clemente terzo, identificato nel cardinale Giberto di Parma in carica dal millenottanta al millenovecento, Altmann riuscì a stabilirsi nella parte austriaca della sua diocesi. Riuscì a stabilirsi in Austria grazie alla protezione del margravio d'Austria Leopoldo, che gli offrì rifugio e sostegno nella sua opera pastorale. Non poté raggiungere la sua sede di Passavia fino alla morte, rimanendo esule nella terra che lo aveva accolto con benevolenza. In questa fase della sua vita diede impulso alla riforma del monastero benedettino di Kremsmünster, rinnovandone la disciplina interna. Incrementò il monastero di Göttweig, dove trascorse i suoi ultimi anni di preghiera e di governo spirituale. Negli ultimi anni cercò di alleviare le sofferenze e le miserie del popolo causate da guerre e persecuzioni, facendosi padre misericordioso per i più deboli. Altmann morì l'otto agosto millenovecentouno a Zeiselmauer, presso Vienna, compiendo il suo pellegrinaggio terreno. Fu deposto nella cripta di Göttweig, dove ricevette culto di santo da parte dei monaci e dei fedeli devoti. Il Martirologio Romano celebra la sua memoria l'otto agosto, rinnovando ogni anno il ricordo della sua luminosa testimonianza cristiana.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Altmanno di Passavia?

La memoria liturgica di sant'Altmanno si celebra l'otto agosto, come stabilito dal Martirologio Romano.

Nel monastero di Göttweig nel territorio dell’odierna Austria, sant’Altmanno, vescovo di Passau, che fondò numerose case di chierici sotto la regola di sant’Agostino, rinnovò la disciplina del clero e morì in esilio, scacciato dalla sua sede per aver difeso la libertà della Chiesa contro l’imperatore Enrico IV. — Martirologio Romano