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sabato 8 agosto 2026 · Santo del giorno

San Domenico di Guzman

Sacerdote e fondatore dei Predicatori

San Domenico di Guzman

San Domenico di Guzman, nato a Caleruega nella Vecchia Castiglia nel tredicesimo secolo, visse un'intensa esistenza consacrata alla diffusione del Vangelo e alla difesa della fede cattolica. Fondatore dell'Ordine dei Frati Predicatori, seppe unire la preghiera contemplativa e lo studio rigoroso a un instancabile zelo apostolico, spendendo le proprie energie per la salvezza delle anime e il rinnovamento spirituale della Chiesa.

Ricordato per la sua mitezza, la purezza di vita e la profonda devozione alla Madonna, il santo guidò i suoi figli sulle strade d'Europa portando ovunque la luce della verità cristiana. Spirato a Bologna nell'agosto del mille duecentoventuno e proclamato santo da Papa Gregorio IX nel mille duecentotrentaquattro, continua a essere faro luminoso di carità evangelica e protettore insigne della città che custodisce le sue spoglie.

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Gli altri santi di oggi

Santa Maria della Croce (Mary Helen MacKillop)

Vergine, Fondatrice

Santa Maria della Croce, al secolo Maria Elena MacKillop, nacque a Fitzroy, un sobborgo di Melbourne in Australia, il 15 gennaio 1842. Prima degli otto figli di Alexander MacKillop e Flora McDonald, immigrati scozzesi, ricevette la prima istruzione dal padre, che aveva studiato a Roma in vista del sacerdozio ma era tornato in Scozia per motivi di salute. Appena adolescente, per aiutare la modesta famiglia, dovette cominciare a lavorare come commessa, svolgendo il suo compito seriamente e con una maturità superiore all'età anagrafica. Già da adolescente sentì la chiamata alla vita religiosa e, a diciotto anni, nel 1860, si trasferì a Penola, una piccola città nell'odierno Stato dell'Australia Meridionale.

A Penola andò a fare da governante ai figli di due zii, Margaret e Alexander Cameron, non limitandosi a educare solo i cugini, ma educando anche i bambini poveri e abbandonati. Fondò la Congregazione delle Suore di San Giuseppe e del Sacro Cuore, affrontando la vita religiosa e il governo dell'istituto tra molteplici difficoltà e oltraggi. Visse una straordinaria stagione di fede, dedizione agli ultimi e piena obbedienza alla Chiesa, percorrendo le immense distanze del continente australiano per sostenere le sue consorelle. Morì l'8 agosto 1909 nel convento di Mount Street a Sydney ed è ricordata come la prima santa d'Australia, proclamata tale da papa Benedetto XVI il 17 ottobre 2010.

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Santi Ciriaco, Largo, Smaragdo e compagni

Martiri

Esistono ben ventisette santi con il nome Ciriaco e quasi tutti subirono il martirio insieme ad altri piccoli gruppi di fedeli, determinando una certa confusione nella loro identificazione. Tale sovrapposizione è dovuta alla lontananza del tempo, alla mancanza di documenti contemporanei, ai reperti archeologici e alle Passio compilate in tempi successivi e diversi. Questo specifico san Ciriaco è un martire a Roma e fa parte di un gruppo di sei martiri citato proprio per distinguerlo da altri due Ciriaci romani. I suoi compagni sono Largo, Memmia, Crescenziano, Giuliana e Smaragdo, tutti commemorati nello stesso giorno dell'otto agosto. La loro vicenda si colloca nel corso del quarto secolo, con una data tradizionale di morte fissata a Roma nel trecentosei. Il Martirologio colloca al settimo miglio della via Ostiense i santi Ciriaco, Largo, Crescenziano, Memmia, Giuliana e Smaragdo martiri.

Nel corso dei secoli il culto per san Ciriaco a Roma durante il Medioevo ebbe notevole diffusione e furono erette varie chiese in suo onore, sebbene quasi tutte siano poi scomparse. Nel Liber Pontificalis si riporta che papa Onorio, il quale ha pontificato tra il seicentoventicinque e il seicentotrentotto, fece fabbricare una chiesa in onore del solo san Ciriaco. Le biografie di papa Leone III e papa Benedetto III ricordano ancora la medesima chiesa, i cui ruderi dell'antica basilica furono riscoperti nel millenovecentoquindici sulla via Ostiense. Inoltre nell'ottocentodiciassette papa Pasquale I trasferì le reliquie del santo dalla chiesa sulla via Ostiense alla chiesa di Santa Prassede. Le reliquie furono successivamente trasferite nella chiesa di Santa Ciriaco di Neuhausen presso Worms, mentre nella zona della Sassonia il santo ha goduto di un grande culto e di un'intera tradizione iconografica.

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Sant' Eusebio di Milano

Vescovo

Nel corso del quinto secolo, precisamente nell'agosto del 462, si concludeva il cammino terreno di Sant'Eusebio, illustre vescovo di Milano. Secondo la testimonianza di Ennodio, egli era originario della Grecia e salì sulla cattedra episcopale milanese come successore di Lazzaro, assumendo l'incarico poco prima dell'anno 449. La sua figura è profondamente legata alla difesa della retta fede e alla rinascita della sua Chiesa in un periodo di grandi prove storiche e spirituali.

Il Martirologio ricorda sant'Eusebio come vescovo a Milano che lavorò assiduamente per la retta fede e ricostruì la cattedrale distrutta dagli Unni. La sua memoria liturgica è celebrata il dodici agosto nel calendario ambrosiano e nel Martirologio Romano, sebbene i cataloghi più antichi dei vescovi di Milano lo ricordino l'otto agosto, quelli più recenti il nove agosto, e il Liber notitiae sanctorum Mediolani dell'inizio del quattordicesimo secolo fissi la ricorrenza sempre al dodici agosto.

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San Famiano

Venerato a Gallese

San Famiano visse nel corso del dodicesimo secolo, lasciando un segno profondo di fede e di penitenza che ancora oggi vive nella memoria della Chiesa. Nato a Colonia nel 1090 e chiamato originariamente Quardo, scelse di distribuire tutti i suoi beni ai poveri per seguire il Signore. Vestendo l'abito cistercense, visse come monaco e frate di origine tedesca, intraprendendo lunghi e sacri pellegrinaggi che lo portarono in Spagna, in Terra Santa e a Roma. La tradizione riferisce che il suo nome cambiò in Famiano a causa della grande fama acquistata per via dei miracoli da lui compiuti durante il suo cammino terreno. Dopo essere stato per molti anni eremita in Spagna, dove permane una viva devozione, il suo cammino si concluse nella terra laziale di Gallese, centro situato nella valle del Tevere nel viterbese che aveva già dato i natali ai papi Marino I e Romano I. Gallese acquisì particolare prestigio grazie alla sua religiosità, attirando diversi pellegrini tra cui lo stesso san Famiano, il quale è oggi ricordato nel martirologio come eremita a Gallese presso Viterbo ed è affettuosamente detto anche di Gallese.

San Famiano è il patrono principale di Gallese, dove la sua figura gode di una venerazione profonda e radicata nella comunità locale. Egli morì in questa terra l'otto agosto del 1150 e, dopo la sua morte, fu canonizzato da papa Adriano IV. Le sue sacre spoglie furono inizialmente deposte in una grotta secondo il suo volere e, nel 1155, fu eretta una chiesa intitolata al santo nel luogo esatto della sua sepoltura. Questa chiesa, situata al di fuori del perimetro urbano, ingloba proprio quella grotta oggi trasformata in cripta, all'interno della quale il corpo del santo è conservato in un prezioso sarcofago. A circa tre chilometri dal centro storico, immersa nella campagna, si trova inoltre la cappella di San Famiano a Lungo, che custodisce una sorgente prodigiosa. Tale sorgente fu fatta scaturire dal santo il diciassette luglio del 1150, data che segnò la fine del suo lungo pellegrinaggio, percotendo il suolo con il suo bastone viatorio. Ancora oggi, ogni diciassette luglio, il luogo della sorgente è meta di un devoto pellegrinaggio che parte alle prime ore del mattino. Il culto del santo e la custodia delle due chiese sono affidati con dedizione all'antica confraternita di San Famiano, la quale si è ricostituita nel 1990 per continuare a custodire questa preziosa eredità spirituale.

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Beata Maria Margherita Caiani

Religiosa

La Beata Maria Margherita Caiani, al secolo Maria Anna Rosa Caiani, nacque a Poggio a Caiano in provincia di Prato il 2 novembre 1863, nella parrocchia di Bonistallo. Vissuta nel ventesimo secolo, la sua esistenza fu interamente dedicata al servizio di Dio e del prossimo, operando instancabilmente nella carità, nell'umiltà e nella semplicità fino alla sua morte, avvenuta a Firenze l'8 agosto 1921. Nel martirologio è ricordata come vergine e fondatrice dell'Istituto delle Suore Francescane Minime del Sacro Cuore, una famiglia religiosa sorta come dono del Cuore di Gesù e i cui capisaldi sono la vita fraterna e la preghiera. La sua memoria liturgica si celebra il giorno otto agosto.

La sua opera di fondazione si sviluppò gradualmente a partire dai suoi primi passi nel cammino di fede e di servizio. Dopo aver cercato una congregazione che vivesse gli ideali francescani di preghiera, lavoro e fraternità, ed essersi brevemente unita alle Suore Bettine di San Massimo a Campi Bisenzio, decise di lasciarle non sentendosi soddisfatta. Nell'attesa di dare vita a una propria congregazione, rimase temporaneamente nella propria casa e operò tra i bambini del popolo aprendo una scuola. Attorno a lei iniziarono a radunarsi alcune aspiranti alla vita in comune, finché il vescovo di Pistoia autorizzò il primo regolamento e l'uso di un abito religioso per la comunità. È stata proclamata beata da papa Giovanni Paolo II il 23 aprile 1989, dopo la chiusura favorevole dei processi e del miracolo avvenuto per sua intercessione.

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Sant’ Altmann di Passavia (Passau)

Vescovo

Sant'Altmanno, noto in italiano anche come Altmann di Passavia, nacque nell'undicesimo secolo, precisamente intorno al millequindici, in Westfalia, da una famiglia di condizione sociale elevata. Cresciuto negli studi presso la scuola della cattedrale di Paderborn, dove divenne canonico e maestro, intraprese un cammino di profonda dedizione ecclesiale che lo portò a ricoprire l'incarico di cappellano di corte ad Aquisgrana nel millecinquantuno circa. Questo ruolo gli consentì di stringere rapporti stretti con la famiglia imperiale, in particolare con l'imperatore Enrico terzo il Nero e con la pia moglie Agnese del Poitou, profondamente vicina al movimento cluniacense. Durante gli studi e il soggiorno a corte, Altmann approfondì le idee della Riforma benedettina di Cluny, preparandosi così alla grande missione di rinnovamento che avrebbe caratterizzato la sua intera esistenza.

Eletto vescovo di Passavia dopo la morte del predecessore Engelberto, Altmann accettò l'incarico sentendosi chiamato da Dio a risanare la vasta diocesi che si estendeva anche all'Austria superiore e inferiore, segnata da condizioni morali e religiose molto scadenti. Fu un coraggioso pastore e riformatore del clero, lottando contro il concubinaggio e l'ignoranza ecclesiastica, e promuovendo la vita in comune dei chierici secondo la regola di sant'Agostino, fondando importanti monasteri e canoniche come San Nicola a Passavia e Göttweig in Austria. Per aver difeso la libertà della Chiesa e promulgato i decreti di papa Gregorio settimo contro la simonia e il matrimonio degli ecclesiastici durante la lotta per le investiture, subì l'esilio e l'opposizione dell'imperatore Enrico quarto, rimanendo tuttavia fedele al pontefice fino alla morte, avvenuta l'otto agosto millenovantuno a Zeiselmauer.

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Santa Bonifacia Rodriguez Castro

Santa Bonifacia Rodriguez Castro, nata a Salamanca nel diciannovesimo secolo, è una figura luminosa di santità vissuta nella quotidianità del lavoro e della dedizione al prossimo. Rimasta orfana di padre in giovane età, seppe trasformare la necessità di sostenere la propria famiglia in una missione di fede, operando come cordonaia con umiltà e spirito di sacrificio. La sua vita fu segnata da una profonda sensibilità verso la condizione delle donne lavoratrici, per le quali volle farsi sostegno e guida spirituale.

Il suo cammino di fondatrice iniziò a Salamanca con l'Associazione Giuseppina e culminò nella nascita della Congregazione delle Serve di San Giuseppe, il dieci gennaio del diciottocentosettantaquattro. Nonostante le dure prove, tra cui la destituzione dal suo ruolo di superiora nel diciottocentottantadue, Santa Bonifacia conservò intatta la propria dedizione, fondando una nuova comunità a Zamora. Canonizzata da Papa Benedetto sedicesimo nel duemilaundici, la sua eredità spirituale continua a ispirare quanti vedono nel lavoro manuale un mezzo per santificare la vita quotidiana e servire Dio con spirito di obbedienza e carità fraterna.

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Beato Guglielmo da Castellammare di Stabia

Francescano, martire

Il Beato Guglielmo da Castellammare di Stabia visse nel corso del quattordicesimo secolo ed è ricordato come un insigne martire dell'Ordine dei frati Minori Francescani. La sua testimonianza di fede si inserisce nel solco profondo della storica vocazione francescana per l'evangelizzazione e il dialogo, che fin dalle origini portò i seguaci del Poverello di Assisi a varcare i confini dell'Europa cristiana per annunciare il Vangelo in terra islamica. Non sono pervenute notizie sufficienti sulla prima parte della vita di Guglielmo nella sua terra d'origine, situata nel Golfo di Napoli, ma la sua memoria rimane indissolubilmente legata alla coraggiosa missione svolta in Palestina e all'estremo sacrificio compiuto a Gaza.

La sua figura cristiana risplende nel contesto delle tensioni e dei profondi contrasti storici tra il mondo cristiano e quello islamico, segnato dalle incursioni saracene nel Mediterraneo e dalle Crociate. In questo scenario di confronto aspro, il Beato Guglielmo scelse la via della predicazione pubblica e dell'annuncio audace, affrontando l'arresto, la detenzione e infine la morte violenta pur di rimanere fedele a Cristo. La tradizione liturgica ne custodisce la memoria il giorno otto agosto, ricordando il dono totale di una vita immolata per la fede cattolica e per la testimonianza del Vangelo tra le genti d'Oriente.

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Beato Giovanni Felton

Laico coniugato, martire

Il Beato Giovanni Felton visse nel sedicesimo secolo ed è ricordato come un fedele laico coniugato e martire della Chiesa. Originario della contea di Norfolk, condivideva la sua vita quotidiana con la famiglia risiedendo a Bermondsey Abbey, nei pressi di Southwark. La sua testimonianza cristiana si compì a Londra, dove ricevette dal banchiere fiorentino Ridolfo Ridolfi una copia della Bolla di scomunica emanata dal pontefice contro la regina Elisabetta Prima. Richiesto di rendere noto al pubblico quel documento, Giovanni si mostrò prontamente disposto a diffonderlo, incurante dei gravissimi rischi personali che una simile azione comportava in quel tempo di persecuzione.

Il venticinque maggio milletrecentosettanta, con un gesto di grande audacia, egli appese la Bolla alla porta del palazzo del vescovo scismatico di Londra, presso la cattedrale di San Paolo. L'atto generò un profondo scompiglio in tutta la città. Nonostante gli inviti a fuggire per sottrarsi alla cattura, il martire rimase nella propria abitazione, attendendo con fermezza l'arresto imminente e il martirio a cui aspirava. Condotto davanti al tribunale il quattro agosto di quell'anno, confessò apertamente il suo operato e colse l'occasione per confermare la propria fede nella supremazia spirituale del papa. Affrontò la prigionia, il processo e la condanna a morte per impiccagione e squartamento con incrollabile coerenza, offrendo la vita per la fede cattolica l'otto agosto milletrecentosettanta.

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Beate Maria di Gesù Bambino Badillou y Bullit e 4 compagne

Martiri Scolopie

La Chiesa celebra la memoria delle Beate Maria di Gesù Bambino Badillou y Bullit e delle sue quattro compagne, religiose Scolopie, che nel corso del ventesimo secolo hanno testimoniato la fedeltà a Cristo fino al supremo sacrificio del martirio. Donne di profonda fede, esse hanno vissuto la loro vocazione con dedizione silenziosa, offrendo il proprio servizio in diversi collegi e missioni, fino al tragico evento che nel 1936 le ha condotte a Valencia al dono totale della propria vita per amore del Vangelo.

Queste martiri sono oggi ricordate come fulgido esempio di perseveranza e di umile servizio. La loro esistenza, spesa nell'educazione e nel quotidiano lavoro domestico o di portineria, si è compiuta in una testimonianza di coerenza spirituale che attraversa il tempo. La loro memoria, fissata nel calendario liturgico l'otto agosto, invita la comunità cristiana a riflettere sulla forza della grazia che sostiene il credente anche nelle ore più oscure, rendendo feconda ogni sofferenza vissuta in comunione con il Signore.

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Beato Antonio Silvestre Moya

Sacerdote e martire

Il Beato Antonio Silvestre Moya è una figura luminosa del ventesimo secolo, uomo di fede profonda che ha saputo incarnare il sacrificio supremo nel cuore della tempesta storica spagnola. Nato a L'Ollería nel 1892, ha dedicato la sua intera esistenza al servizio sacerdotale, culminando il suo cammino terreno nel dono totale di sé avvenuto nel 1936. La sua testimonianza rimane un pilastro di speranza e di carità, ricordata per la straordinaria capacità di offrire il perdono proprio nell'ora estrema del martirio.

La memoria del Beato Antonio è strettamente legata alla sua fedeltà al ministero, esercitato con dedizione in diverse località della terra valenciana, fino alla prova finale a El Saler. Beatificato da Giovanni Paolo II nel 2001, egli viene venerato come un sacerdote che ha saputo trasfigurare la violenza attraverso la preghiera e l'abbandono fiducioso al Cuore di Gesù, lasciando ai fedeli un esempio indelebile di mitezza evangelica e di coerenza spirituale che attraversa le generazioni.

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Beati Cruz Laplana Laguna e Fernando Espanol Berdie

Martiri

Nel ventesimo secolo, la Chiesa ha custodito la testimonianza luminosa del vescovo Cruz Laplana y Laplana e del suo segretario Fernando Espanol Berdie, uniti nella dedizione pastorale e nel martirio. Nato nel 1875 a Pian, il vescovo Cruz Laplana visse un cammino di intensa dedizione ecclesiale, professando la teologia, guidando anime a Saragozza e infine reggendo la diocesi di Cuenca con zelo apostolico. Fernando Espanol Berdie, nato anch'egli nel 1875 e licenziato in diritto all'Università di Saragozza, rispose alla chiamata del Signore entrando nel seminario di Barbastro e rinunciando alla carriera accademica per servire la cura delle anime.

Quando la persecuzione della guerra civile minacciò la Spagna nel 1936, il vescovo rifiutò ogni via di fuga per offrire un esempio di fortezza cristiana. Arrestato nel palazzo diocesano, scelse di non abbandonare il proprio dovere, e il fedele segretario Fernando Espanol volle seguirlo in carcere e fino al sacrificio supremo. Fucilati insieme l'otto agosto del 1936 sulla strada di Villar Olalla, essi sigillarono con il sangue una comunione di vita e di fede che la Chiesa oggi ricorda con profonda venerazione.

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Santi 14 Ausiliatori

I Santi Ausiliatori, noti anche come Salvatori, formano un gruppo di quattordici figure venerate con profonda devozione dalla Chiesa cattolica. Il loro culto congiunto sorse nel Trecento, in un periodo in cui l'Europa fu duramente flagellata dalla peste nera. Questa terribile pandemia, iniziata intorno al 1346 nel nord della Cina, si diffuse attraverso la Siria e la Turchia, raggiungendo la Grecia, l'Egitto e la penisola balcanica. Nel 1347 la peste arrivò in Sicilia, correndo rapidamente per tutta la penisola italica fino a Genova, sebbene venissero risparmiati alcuni territori del Ducato di Milano. Nel 1348 i contagi raggiunsero la Svizzera, eccettuato il Cantone dei Grigioni, la Francia e la Spagna. Nel 1349 l'epidemia si espanse in Inghilterra, Scozia e Irlanda, investendo l'intera Europa prima che i focolai della pandemia scomparissero nel 1353. La pandemia provocò l'uccisione di almeno un terzo della popolazione del continente europeo, causando la morte di venti milioni di persone secondo le stime più recenti.

In quel tempo di angoscia e in Germania, i cristiani iniziarono a supplicare questo gruppo di quattordici santi celebri per i loro straordinari miracoli. I Santi Ausiliatori vengono pregati singolarmente per specifiche malattie e invocati in gruppo contro le epidemie. La devozione si espanse e crebbe di importanza in seguito alle apparizioni celesti vissute dal pastorello Hermann Leicht a Langheim, cittadina della Baviera sul fiume Meno. Papa Niccolò V, vissuto tra il 1397 e il 1555, legò particolari indulgenze a tale devozione. Oggi il centro di questo culto è custodito nel santuario del XVII secolo situato su una collina verdeggiante nel comune bavarese di Bad Staffelstein, nel circondario di Lichtenfels nell'Alta Franconia, dove circa mezzo milione di visitatori si recano ogni anno.

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Sant' Emiliano di Cizico

Vescovo e martire

A Cizico in Ellesponto, nell’odierna Turchia, sant’Emiliano, vescovo, che molto patì da parte dell’imperatore Leone per il culto delle sacre immagini e morì, infine, in esilio.

San Marino di Anazarbo

Martire

A Tarso in Cilicia, nell’odierna Turchia, passione di san Marino, anziano nativo di Ainvarza, che fu decapitato sotto l’imperatore Diocleziano e il governatore Lisia e il suo corpo, per ordine del prefetto, dato in pasto alle fiere.

San Severo

Venerato a Vienne

A Vienne nella Gallia lugdunense, ora in Francia, san Severo, sacerdote.

San Mummolo di Fleury

Abate

A Bordeaux in Aquitania, sempre in Francia, san Mummolo, abate di Fleury.

Beato Giovanni Fingley

Martire

A York sempre in Inghilterra, beato Giovanni Fingley, sacerdote e martire, che sotto la stessa regina fu condannato a morte per il suo sacerdozio e condotto al patibolo. Insieme a lui si commemora anche il beato Roberto Bickendike, martire, che, nello stesso periodo, ma in giorno e anno ignoti, patì i medesimi tormenti per essersi riconciliato con la Chiesa cattolica.

San Paolo Ke Tingzhu

Martire

Nel territorio di Xixiaodun presso Xinhexian nella provincia dello Hebei in Cina, san Paolo Ke Tingzhou, martire, che, capo dei cristiani del luogo, durante la persecuzione scatenata dai fautori della setta dei Boxer, scarnificato pezzo dopo pezzo, fu per gli altri straordinario esempio di fermezza.

San Crescentino (Crescenziano) di Città di Castello

Martire

San Severiano

Martire ad Albano

Ad Albano al quindicesimo miglio della via Appia, santi Secondo, Carpóforo, Vittorino e Severiano, martiri.

Beato Vladimiro (Wlodzimierz) Laskowski

Sacerdote e martire

In località Gusen in Germania, beato Vladimiro Laskowski, sacerdote e martire, che, in tempo di guerra, fu deportato per la sua fede in questo campo di prigionia e, crudelmente torturato, raggiunse la gloria del martirio.

Beato Antero Mateo Garcia

Ferroviere, martire

Beato Dionisio Rabinis

Mercedario

Beato Felipe José (Pedro Juan Alvarez Perez)

Religioso lasalliano, martire

Beato Manuel Aranda Espejo

Seminarista e martire

Beata Claudia di Corgey

Beato Gaetano Giménez Martín

Sacerdote e martire

Dal Martirologio Romano

Memoria di San Domenico, sacerdote, che, canonico di Osma, umile ministro della predicazione nelle regioni sconvolte dall’eresia albigese, visse per sua scelta nella più misera povertà, parlando continuamente con Dio o di Dio. Desideroso di trovare un nuovo modo di propagare la fede, fondò l’Ordine dei Predicatori, al fine di ripristinare nella Chiesa la forma di vita degli Apostoli, e raccomandò ai suoi confratelli di servire il prossimo con la preghiera, lo studio e il ministero della parola. La sua morte avvenne a Bologna il 6 agosto.<BR>(6 agosto: A Bologna, anniversario della morte di san Domenico, sacerdote, la cui memoria si celebra tra due giorni). — Martirologio Romano