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30 maggio

Santa Giovanna d'Arco

Vergine

Santa Giovanna d'Arco

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'infanzia e le origini

Nel quindicesimo secolo, esattamente nell'anno 1412, nacque a Domremy una fanciulla destinata a segnare la storia d'Europa, conosciuta come Santa Giovanna d'Arco. La sua nascita avvenne all'interno di una famiglia di umilissime condizioni e di contadini, in un contesto rurale dove la giovane imparò a cucire e filare, senza tuttavia avere l'opportunità di imparare a leggere e scrivere. La Provvidenza non scelse un cavaliere della corte francese avvezzo alle armi, né una donna di corte, ma una ragazza di umilissime origini, analfabeta, che faceva la guardiana di oche. L'autore del testo, che svolge la professione di insegnante di Religione cattolica in un liceo classico, osserva come nelle scuole la filosofia medievale venga spesso snobbata e si studino a malapena sant'Agostino e san Tommaso. La fanciullezza di Giovanna fu tutto sommato felice nella sua semplicità quotidiana, ma fu presto turbata dal pericolo dell'invasione lorenese e dalla lunga e devastante Guerra dei Cento Anni, che si svolse tra il 1337 e il 1453. La bambina aveva solamente tre anni quando Enrico quinto d'Inghilterra vinse la battaglia d'Azincourt, rivendicando audacemente il trono francese. Sul trono di Francia sedeva allora Carlo sesto il Folle, e l'intero paese appariva gravemente indebolito dalle divisioni insorte fra la casa d'Orléans e quella di Borgogna. Tali divisioni interne comportarono persino l'assassinio del duca da parte del Delfino, il futuro Carlo settimo. La nazione intera viveva in un clima di profonda incertezza, aggravato dalle difficoltà economiche affrontate dai britannici nella loro determinazione a conquistare il territorio francese. In questo scenario drammatico, Giovanna aveva quattordici anni nel periodo iniziale delle vicende che avrebbero cambiato la sua esistenza.

A partire dall'anno 1426, la giovane iniziò a udire misteriose voci celesti, spesso accompagnate da bagliori di luce intensa. Gli agiografi hanno spesso rivestito la figura di Giovanna con le loro proprie convinzioni, ma i documenti storici attestano che le rivelazioni della fanciulla erano attribuite a san Michele Arcangelo, santa Margherita di Antiochia e santa Caterina d'Alessandria. La Santa Sede ha raccolto nel tempo una grande mole di documenti grazie alla quale è stata resa giustizia postuma alla giovane. Due anni dopo le prime manifestazioni mistiche, Giovanna fu invitata a presentarsi volontariamente alle autorità militari, poiché lo scopo della missione a lei affidata consisteva nel salvare la Francia. Il Cristianesimo afferma che tutti gli uomini sono uguali e fratelli, ma rifiuta il cosmopolitismo inteso come unica comunità senza identità culturale. Per volontà di Dio l'uomo nasce in una famiglia e all'interno di una Nazione, e il cristiano ha il dovere di difendere e amare la propria Patria così come la propria famiglia. Santa Giovanna d'Arco fu una celeberrima patriota francese, possedette un immenso coraggio e una grande determinazione, non lottando per il successo o per ambizione, ma per servizio della Verità e del suo popolo.

La missione e le vittorie militari

Nel corso del conflitto, la giovane vergine si sentì chiamata da Dio a soccorrere il re di Francia e a scacciare gli Inglesi dal suolo francese. Orléans si trovava in uno stato d'assedio drammatico e le sorti della nazione parevano estremamente incerte. Nel 1429 Giovanna raggiunse il Delfino Carlo, futuro Carlo settimo, nella città di Chinon. Riconoscendolo a Chinon sebbene questi si fosse mascherato abilmente tra i cortigiani, la fanciulla ottenne un colloquio segreto con il sovrano e ne guadagnò rapidamente la stima. Giovanna convinse il Delfino ad affidarle il compito di tentare un'offensiva contro gli Inglesi, riuscendo a farsi accreditare presso la corte grazie a carismi straordinari che riusciva a manifestare. Per fugare ogni dubbio sulla sua condotta, Giovanna fu condotta a Poitiers per essere sottoposta a un attento esame da parte di teologi riguardo alla sua fede e ai suoi costumi. I dotti ecclesiastici non riscontrarono alcuna ombra nella giovane e consigliarono al Delfino di sfruttare pienamente i suoi carismi. Ella chiese allora che le fossero messe a disposizione delle truppe per liberare la città assediata. Indossando un'armatura bianca e cavalcando coraggiosamente alla testa delle truppe, portava uno stendardo recante i sacri nomi di Gesù e Maria. La Provvidenza non scelse i potenti della terra, ma una semplice ragazza di campagna che adempì la vocazione ricevuta tramite le rivelazioni celesti.

Il ruolo di Giovanna fu decisivo nel risollevare il morale francese nel corso della guerra dei Cento Anni. Il giorno otto maggio 1429 liberò Orleans dall'assedio, una vittoria memorabile che le valse l'illustre titolo di Pulzella di Orleans. Tale liberazione dipese proprio dall'intervento della pulzella, che risollevò il morale delle truppe e fece percepire l'aiuto divino in mezzo alla disperazione generale. L'entusiasmo popolare crebbe ulteriormente grazie ad altre fulminee vittorie ottenute sul campo. Il diciotto maggio 1429 la santa ottenne una nuova e straordinaria vittoria a Patay, infliggendo una dura sconfitta alle armate inglesi e consolidando il prestigio delle forze legittimiste. Tali vittorie consecutive permisero la conquista del territorio francese fino alla città di Reims e la conseguente incoronazione solenne del Delfino come Carlo settimo. Reims era la cittadella storica dove da secoli avvenivano le consacrazioni dei re di Francia. A Reims, Carlo settimo fu incoronato re con accanto Giovanna e il suo celebre stendardo. Ciononostante, forti opposizioni si levarono dal mondo maschilista di corte, dell'esercito e della Chiesa nei confronti della fanciulla, guardata con crescente sospetto da chi preferiva la prudenza diplomatica all'audacia della fede.

Il tradimento e la cattura

Dopo i grandi trionfi militari, la situazione politica mutò rapidamente a causa delle convenzioni di corte. Carlo settimo, una volta incoronato, decise di trattare con gli Inglesi per spirito di compromesso politico, adattandosi alla convenienza del momento. Al contrario, santa Giovanna volle giustamente andare fino in fondo seguendo la Verità costi quel che costi, rifiutando i compromessi opportunistici dei potenti. Di fronte all'atteggiamento rinunciatario della Corona, Giovanna decise di continuare a combattere da sola e senza l'appoggio ufficiale del regno. Tuttavia, la fortuna militare cominciò a volgere altrove, anche a causa delle resistenze interne. Durante un fallito attacco alla città di Parigi, Giovanna rimase ferita, e il suo carisma subì un temporaneo ridimensionamento agli occhi dei cortigiani scettici. Mesi dopo il ferimento, la giovane guidò nuove azioni e si prodigò nella liberazione di Compiègne. Fu proprio durante le fasi concitate della liberazione di Compiègne che il ponte levatoio fu frettolosamente sollevato prima che Giovanna potesse mettersi in salvo oltre le mura. In tal modo la fanciulla fu abbandonata al proprio destino e catturata dai Borgognoni, che all'epoca erano i fedeli alleati degli Inglesi. Giovanna fu rifiutata dai suoi stessi compatrioti, poiché il re di Francia non fece alcuno sforzo politico o militare per ottenere il rilascio della sua più grande eroina.

I fatti narrati suggellarono tragicamente il legame di convenienza tra i borgognoni e gli inglesi. Il ventuno novembre 1430, Giovanna fu data dai borgognoni in mano agli inglesi, venendo letteralmente venduta al nemico per la somma di diecimila tornesi. Gli inglesi desideravano ardentemente che la giovane fosse condannata come ribelle o eretica, per delegittimare l'incoronazione di Carlo settimo e giustificare le proprie pretese dinastiche. La prigionia si consumò all'interno del Castello di Rouen, dove la santa fu sottoposta a privazioni e sufrì ogni sorta di umiliazione. Gli inglesi vollero imbastire un procedimento formale per sbarazzarsi della loro nemica più temibile. A Rouen fu dunque processata per eresia e stregoneria da un falso tribunale dell'Inquisizione, un organismo corrotto composto da giudici simoniaci e prezzolati dagli Inglesi, presieduto dal vescovo di Beauvais. Ecclesiastici figurano purtroppo tra i colpevoli dell'errore giudiziario che causò la morte di Giovanna in quel quindicesimo secolo. Il tribunale esaminò minuziosamente le voci misteriose udite da Giovanna, l'uso insolito di abiti maschili durante le campagne militari, la sua fede e la sua ferma volontà di sottomissione alla Chiesa cattolica.

Il processo, il martirio e la riabilitazione

Non essendo particolarmente colta né versata nelle sottigliezze teologiche, Giovanna diede talvolta risposte non appropriate secondo i canoni dei dotti, ma si difese sempre con immenso coraggio, precisione e dignità interiore. Il processo terminò con una rozza e sleale ricapitolazione dei fatti da parte dei giudici, i quali conclusero giudicando diaboliche le rivelazioni celesti ricevute dalla pulzella. Anche l'università di Parigi denunciò duramente la giovane con pesanti accuse dottrinali. Sotto pressioni psicologiche insostenibili e provata dalle sfinenti sessioni di interrogatorio, Giovanna fu in parte convinta a ritrattare temporaneamente le sue posizioni per sfuggire al rogo. Tuttavia, tornata in cella, riprese a indossare abiti maschili, divenuti provocatori poiché non più protettivi per la guerra ma utili a difendersi dalle insidie dei carcerieri. Davanti ai giudici che la interrogavano nuovamente, Giovanna confermò con totale sincerità di aver agito esclusivamente per mandato di Dio tramite le voci celesti. I giudici e il vescovo la condannarono definitivamente come eretica recidiva, consegnandola al braccio secolare per l'esecuzione capitale. La morte di Giovanna d'Arco avvenne il trenta maggio 1431, quando la santa fu condannata e arsa viva sulla piazza del Mercato Vecchio a Rouen, in Normandia, non ancora ventenne. Affrontò le prove più terribili e il martirio nel senso di morte violenta, non essendo una martire in senso stretto ecclesiale poiché non fu uccisa in odio alla fede cattolica, bensì per calcolati motivi politici. Il comportamento di Giovanna fu esemplare fino alla fine dei suoi giorni terreni: la giovane richiese espressamente che un frate domenicano tenesse elevata una croce visibile durante l'esecuzione, e morì atrocemente invocando ad alta voce il santissimo nome di Gesù. Un funzionario reale inglese, assistendo all'orrore di quella esecuzione, commentò l'accaduto dicendo di essere perduti per aver messo al rogo una santa. Le ceneri di Giovanna furono accuratamente raccolte e gettate nella Senna per evitare qualsiasi forma di venerazione popolare da parte dei fedeli.

La giustizia terrena tardò ad arrivare, ma la memoria della pulzella rimase viva nel cuore del popolo francese. Circa vent'anni dopo quei tragici eventi, precisamente dopo la conquista definitiva di Rouen avvenuta nel 1450, lo stesso Carlo settimo volle aprire un'inchiesta ufficiale sul processo intentato contro di lei. La madre e i due fratelli di Giovanna si appellarono con forza alla Santa Sede per riaprire il caso e riabilitare la memoria della congiunta. L'accurata inchiesta ecclesiastica portò alla completa riabilitazione della Santa. Nel 1456 papa Callisto terzo riabilitò ufficialmente l'eroina francese, annullando formalmente l'iniquo verdetto emesso dal vescovo di Beauvais. La riabilitazione costituì la premessa fondamentale per la glorificazione terrena e celeste della giovane. Nel corso dei secoli successivi, la figura di Santa Giovanna d'Arco ha ispirato una vasta produzione letteraria e cinematografica, oltre a una devozione popolare sempre crescente. Nel diciannovesimo e ventesimo secolo il culto della santa fu fortemente incentivato in Francia nei momenti di crisi militare fino alla proclamazione solenne a patrona della nazione. Nel 1910 san Pio X beatificò Giovanna d'Arco, riconoscendone l'eroicità delle virtù. Successivamente, nel 1920, papa Benedetto XV proclamò Giovanna santa, iscrivendola nell'albo dei beati e dei santi del cielo. In tempi recenti, persino in Inghilterra la figura di Giovanna è stata ampiamente rivalutata, tanto che una statua della santa è stata collocata nella cattedrale di Winchester, proprio davanti alla tomba del cardinale Beaufort, che ebbe un ruolo decisivo e negativo nell'iniquo processo originario. Nel 1996 fu inoltre rinvenuta nella soffitta di una casa colonica francese quella che verosimilmente è l'armatura di Giovanna, un reperto straordinario che presenta segni fisici coincidenti con le ferite riportate dalla santa in battaglia, suggellando in modo tangibile il passaggio terreno di un'anima straordinaria.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Giovanna d'Arco?

La memoria liturgica di Santa Giovanna d'Arco si celebra annualmente il giorno trenta maggio.

Di cosa è patrona Santa Giovanna d'Arco?

Santa Giovanna d'Arco è patrona della Francia, nazione che servì con eroica dedizione fino al martirio.

A Rouen in Normandia, in Francia, santa Giovanna d’Arco, vergine, detta la pulsella d’Orléans, che, dopo aver combattuto coraggiosamente in difesa della patria, fu infine consegnata nelle mani dei nemici, condannata con iniquo processo e bruciata sul rogo. — Martirologio Romano