29 settembre
Sante Ripsima, Gaiana e compagne
Martiri in Armenia
Aggiornato il 15 settembre 2026
La fuga da Roma e l'Oriente
La Vita delle sante e la Vita di San Gregorio l'Illuminatore costituiscono le fonti della tradizione armena che ricordano le sante, e il racconto si basa sulle parti comuni e convergenti delle singole fonti storicamente accettate dagli studiosi agiografi. Nel 306 a Roma l'imperatore Massenzio s'impadronì del potere. Massenzio visse tra il 278 e il 312. Secondo lo storico Eusebio, Massenzio in principio usò il potere con moderazione ordinando la fine delle persecuzioni contro i cristiani. Col trascorrere del tempo, tuttavia, Massenzio prese a sottrarre le mogli ai loro mariti, specialmente quelle dei patrizi e dei senatori. Le nobildonne di Roma passarono momenti difficili a causa del comportamento di Massenzio. Ripsima apparteneva alla nobiltà imperiale e viveva vita monastica con altre compagne sotto la guida di Gaiana nelle vicinanze di Roma. Ripsima era dotata di una bellezza straordinaria nota a tutti nell'ambiente della nobiltà e decise di lasciare Roma per sfuggire all'infamia di Massenzio. Il gruppo di donne decise di spostarsi verso l'Oriente. L'itinerario della fuga fu determinato anche dall'avvicendarsi degli imperatori. Nel 311, con Massimino Daia, ricominciarono le persecuzioni contro i cristiani. Massimino Daia morì nel 313. Le persecuzioni sotto Massimino Daia sarebbero terminate con Costantino il Grande e l'editto di Milano del 313. Molti cristiani preferirono andare in esilio volontario nei paesi limitrofi non assoggettati direttamente a Roma. Ripsima e le compagne furono prima in Egitto, poi in Palestina, Siria e infine in Armenia. L'origine romana delle sante appare probabile esaminando i loro nomi armeni. Gaiana è certamente il diminutivo di Gaia. Nune, una delle compagne, reca il nome latino di Nona. Il nome armeno di Ripsima sembra essere l'alterazione del nome latino Crispina.
Il martirio in Armenia
In Armenia le vicende terrene di Ripsima, della priora Gaiana e delle altre trentacinque compagne si intrecciano con quelle di San Gregorio l'Illuminatore. San Gregorio l'Illuminatore è l'apostolo dell'Armenia. Le vicende si intrecciano anche con la storia del re armeno Tiridate III. Tiridate III morì nel 330. Tiridate III fu dapprima nemico del cristianesimo e poi, una volta convertito, ne appoggiò la diffusione in Armenia collaborando con San Gregorio l'Illuminatore. La bellezza di Ripsima attirò l'attenzione del re Tiridate III. Il re fece venire Ripsima al palazzo e la invitò a diventare sua moglie. Ripsima, essendo consacrata a Dio, rifiutò e resistette per oltre due ore a tutte le offerte. Secondo la leggenda fu ingaggiata una lotta accanita tra Ripsima e Tiridate. Tiridate, pur essendo noto per la sua straordinaria forza, dovette arrendersi. Gaiana fu chiamata per persuadere la discepola ad accettare l'invito del re per salvare la vita a se stessa e alle compagne. Gaiana esortò Ripsima a rimanere fedele a Cristo che presto sarebbe venuto a coronarla di gloria. Alcuni presenti comprendevano la lingua romana, per cui schiaffeggiarono e percossero Gaiana, mettendola in carcere con due delle sue discepole. Ripsima lasciò il palazzo e si ricongiunse con il resto delle compagne. Il re Tiridate, irritato per il rifiuto, ordinò di uccidere Gaiana come principale responsabile. L'esecutore dell'ordine, per confusione e ignorando dove fosse Gaiana, uccise invece Ripsima e le trentatré compagne che erano con lei a Valeroctiste vicino alla capitale. Il giorno dopo il re Tiridate, ancora speranzoso, ordinò che gli fosse condotta davanti Ripsima. Quando seppe che Ripsima era stata uccisa, Tiridate cadde in una profonda tristezza. Tiridate comandò di decapitare anche Gaiana e le altre due discepole incarcerate. Secondo l'agiografo, Ripsima e le trentatré compagne furono decapitate il ventisei Hori, corrispondente al quattro novembre del 313. Gaiana e le due vergini furono decapitate il ventisette Hori, corrispondente al cinque novembre 313. La morte è avvenuta il quattro e cinque novembre 313. Le martiri sono morte a Valeroctiste in Armenia.
La conversione del re e le reliquie
Pochi giorni dopo il martirio, San Gregorio l'Illuminatore fu liberato dal carcere. Gregorio era stato gettato in carcere anni prima dal pagano Tiridate III. La liberazione di Gregorio avvenne per ordine di Santa Khosrovidukht, sorella del re. La liberazione fu ordinata perché Gregorio guarisse il sovrano dalla licantropia. Tiridate era caduto nella licantropia a causa della tristezza per la morte di Ripsima. La sorella del re aveva ricevuto una visione che le ordinava di liberare Gregorio. Il vescovo raccolse le reliquie delle martiri. Dopo la guarigione e la conversione del re, Gregorio fece costruire tre cappelle sul luogo del martirio per custodire le tombe delle martiri. Le cappelle furono restaurate completamente nel settimo secolo. Durante il restauro del settimo secolo furono riscoperte le reliquie. Nel diciassettesimo secolo alcuni missionari tentarono inutilmente di trasferire le reliquie in Occidente. Le reliquie sono rimaste in Armenia. Le tre cappelle godono di una speciale cura del governo come gioielli dell'architettura armena. La popolarità di Ripsima, Gaiana e compagne martiri è dovuta al fatto che esse con il loro martirio furono all'origine della conversione di tutta l'Armenia. Nel martirologio sono menzionate Sante Ripsima, Gaiana e compagne, martiri, a Eçmiadzin in Armenia. Le martiri sono originarie di Roma. Il periodo di riferimento va dal terzo al quarto secolo.
Il cammino del martirio
La vicenda di Santa Ripsima e Santa Gaiana ha inizio nel cuore di Roma, durante il quarto secolo. Spinte dal desiderio di custodire la propria verginità consacrata a Dio, esse fuggirono dalle attenzioni dell'imperatore Massenzio, dando avvio a un lungo e provvidenziale viaggio. Il loro pellegrinaggio toccò terre lontane, attraversando l'Egitto, la Palestina e la Siria, fino a raggiungere le regioni dell'Armenia. Questo cammino non fu soltanto uno spostamento geografico, ma un vero pellegrinaggio dello spirito verso la meta finale del martirio.
Giunte a Valeroctiste, in Armenia, la loro fede fu messa alla prova suprema. Il re Tiridate Terzo, colpito dalla bellezza di Ripsima, volle imporgli il matrimonio, ma ella oppose un netto e coraggioso rifiuto, ribadendo la propria appartenenza totale a Cristo. Questa ferma resistenza scatenò la furia del sovrano, che ordinò la condanna a morte di Ripsima e di trentatré sue compagne di fede. Il sacrificio non si concluse in quel giorno: il giorno successivo, anche Gaiana e altre due compagne furono chiamate a sigillare la propria testimonianza con il martirio. La morte di queste sante, avvenuta nell'anno trecentotredici, trasformò il luogo della loro esecuzione in un altare di testimonianza eterna. La forza spirituale sprigionata da tale olocausto ebbe una conseguenza storica inaspettata: il re Tiridate Terzo, testimone di tanta fermezza, giunse alla conversione, aprendo così una pagina nuova per la storia religiosa dell'Armenia.
Il culto e la memoria
La memoria di Santa Ripsima, Santa Gaiana e delle loro compagne rimane viva attraverso i secoli, onorata dalla pietà dei fedeli che riconoscono in esse le madri della fede cristiana in Armenia. La Chiesa le ricorda come vergini che hanno preferito la corona del martirio alle lusinghe e alle violenze del mondo, divenendo esempio di integrità per ogni generazione di credenti.
Il culto verso queste sante martiri assume forme differenti nelle diverse tradizioni liturgiche, segno di una venerazione che travalica i confini locali. Mentre il Martirologio Romano ne celebra la memoria il ventinove settembre, la Chiesa Greca ricorda il loro sacrificio il trenta settembre. Particolarmente solenne è la commemorazione nella Chiesa Armena, che le onora nel lunedì e nel martedì successivi alla festa della Santissima Trinità. Tale varietà di date conferma la profonda devozione che le circonda, riconoscendo in esse le sante patrone dell'Armenia, la cui intercessione continua a essere invocata con fiducia e devozione dai fedeli che cercano conforto nel loro luminoso esempio di fedeltà assoluta al Vangelo.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sante Ripsima, Gaiana e compagne?
Il Martirologio Romano celebra le martiri il 29 settembre. La Chiesa Armena le festeggia il lunedì e martedì dopo la festa della Santissima Trinità, mentre la Chiesa Greca le ricorda il 30 settembre e vi sono memorie locali il quattro e cinque novembre.
Di cosa è patrono Sante Ripsima, Gaiana e compagne?
Le fonti fornite non menzionano specifici patronati per queste sante martiri.
A Ečmiadzin in Armenia, sante Ripsime, Gaiana e compagne, martiri. — Martirologio Romano