27 luglio
Santi Giorgio, Aurelio, Felice, Natalia e Liliosa
Martiri di Cordova
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la vita nascosta
Aurelio nacque a Cordova, in Spagna. La madre di Aurelio era cristiana e suo padre maomettano. Rimasto orfano in tenera età, Aurelio fu educato da una zia cristiana che gli impartì una solida formazione religiosa. In seguito, Aurelio sposò Sabigoto, conosciuta successivamente col nome di Natalia, che era cristiana. La coppia visse da cristiana senza farsi scoprire dai musulmani.
La chiamata al martirio e i legami
Aurelio fu testimone dell'intrepidezza e della serenità di Giovanni, confessore di Cristo, insultato e tormentato. Aurelio e Sabigoto decisero di vivere in continua preghiera e penitenza dopo essere stati colpiti dall'esempio di Giovanni. Aurelio e Sabigoto facevano visite in carcere ai futuri martiri Giovanni, Eulogio, Flora e Maria. Le visite ai carcerati accesero in Aurelio e Sabigoto un forte desiderio del martirio. La coppia aveva due figlie di cinque e otto anni che, prive dei genitori, sarebbero diventate musulmane come i parenti. Seguendo i consigli di san Eulogio, i coniugi portarono le figlie al monastero Tabanense. Le figlie furono affidate alle cure di Isabella, vedova del martire Geremia. A Isabella fu lasciato denaro sufficiente per il mantenimento delle fanciulle. Felice e Liliosa facevano parte di un'altra coppia di cristiani con gli stessi ideali di martirio. Felice e Liliosa erano figli di genitori mori di razza ma cristiani di religione.
L'arrivo di fratel Giorgio e la testimonianza suprema
Al gruppo si aggiunse Giorgio, un diacono e monaco di San Saba di Gerusalemme. Giorgio era andato in Africa in cerca di elemosine per il suo monastero ed era poi passato in Spagna. Prima di partire per la Francia, Giorgio si recò da Sabigoto. Sabigoto riconobbe in Giorgio il monaco che le era stato promesso in visione come compagno di martirio. Giorgio fu contagiato dal desiderio di dare la vita per la fede dopo l'incontro con Sabigoto. I cinque decisero che le due donne andassero in chiesa a faccia scoperta per farsi riconoscere come cristiane e ottenere la condanna. Il gruppo fu denunziato al giudice. Aurelio, Sabigoto, Felice e Liliosa furono condannati a morte come rinnegati. Giorgio fu inizialmente rilasciato perché straniero. Giorgio insultò Maometto per non perdere la corona del martirio. Giorgio fu decapitato insieme ai quattro amici il 27 luglio 852.
La dispersione delle reliquie e la traslazione
I cristiani portarono i corpi dei martiri in diverse chiese e monasteri. I santi Giorgio ed Aurelio furono sepolti nel monastero de la Pena de Meil. Felice fu sepolto nel monastero di San Cristoforo. Sabigoto fu sepolta nella chiesa dei Santi Fausto, Gennaro e Marziale, poi intitolata a San Pietro. Liliosa fu sepolta nella chiesa di San Genesio. Usuardo si recò in Spagna nel 858. Usuardo prese con sé le reliquie dei santi Aurelio e Giorgio. Le reliquie furono portate nel monastero parigino di Saint-Germain-des-Prés. La commemorazione della traslazione delle reliquie si celebra il 20 ottobre.
La vita e il martirio
La storia di questi testimoni di fede si intreccia profondamente con le vicende civili e religiose della Cordova del nono secolo. Tra i protagonisti di questo cammino di santità si distingue San Giorgio, diacono originario di Gerusalemme, la cui vita fu segnata da un lungo pellegrinaggio che lo condusse dall'Africa fino alla Spagna. Egli, monaco presso il monastero di San Saba, scelse volontariamente la via del martirio, giungendo a sfidare apertamente le autorità per confermare la propria dedizione assoluta a Cristo. Accanto a lui, le figure di Aurelio, Natalia, Felice e Liliosa incarnano la scelta radicale di chi, avendo abbracciato il cristianesimo, non ha voluto celare la propria conversione, nonostante le minacce e la severità delle leggi vigenti.
Per Aurelio e Natalia, il percorso di fede fu vissuto anche all'interno della famiglia, con l'affidamento delle proprie figlie al monastero Tabanense, un gesto che sottolinea il desiderio di preservare l'eredità spirituale in un tempo di prova. La condanna a morte, giunta per tutti loro a causa del rinnegamento della fede islamica e della pubblica professione di cristianesimo, fu eseguita mediante la decapitazione il ventisette luglio dell'anno ottocento cinquantadue. Ogni loro azione, dall'educazione ricevuta in giovinezza fino all'estremo sacrificio, riflette una profonda comunione con la Chiesa. Il martirio di questo gruppo di fedeli non fu un evento isolato, ma l'espressione di un legame spirituale che li univa nella medesima speranza. La loro testimonianza, giunta fino al nostro tempo, ci interroga sulla capacità di vivere con coerenza il Vangelo, anche quando le circostanze esterne sembrano ostacolare la libertà di professare apertamente il nome di Dio.
Il culto dei martiri
Il culto dei Santi martiri di Cordova è radicato nella tradizione liturgica locale, che ne conserva la memoria con devozione sin dal nono secolo. La data del ventisette luglio rimane il momento centrale per celebrare il loro sacrificio, un'occasione in cui la comunità cristiana si raccoglie per meditare sulla forza del loro esempio. Per San Giorgio e per altri membri di questo gruppo, la liturgia prevede anche una memoria distinta legata alla traslazione delle reliquie, fissata per il venti ottobre, che testimonia la cura dedicata nel tempo alla custodia dei resti mortali di questi testimoni della fede.
Venerare questi martiri significa oggi riconoscere l'attualità di una fede che non teme il giudizio del mondo, ma che trova la sua forza nella preghiera e nel riferimento costante al mistero della Croce. I luoghi che videro il loro passaggio, come il monastero Tabanense, restano silenziosi custodi di una storia che appartiene alla memoria collettiva della Chiesa universale. Onorare la loro testimonianza significa accogliere l'invito a perseverare nelle difficoltà, mantenendo vivo il legame spirituale con coloro che, con il loro sangue, hanno tracciato un sentiero di luce per le generazioni future.
Domande frequenti
Quando si festeggiano i santi Giorgio, Aurelio, Felice, Natalia e Liliosa?
Si festeggiano il 27 luglio.