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28 novembre

Santo Stefano il Giovane

Monaco orientale, martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'opposizione e la persecuzione

L'egumeno Stefano si oppose apertamente alle deliberazioni del Concilio di Hiera. Nel giugno del 762 Costantino V Copronimo ordinò all'egumeno di Monte Sant'Aussenzio di accettare e rispettare i canoni di Hiera. A seguito del suo rifiuto, Stefano fu trasferito al monastero di Chrysopoli vicino a Costantinopoli e da Chrysopoli fu mandato in esilio nell'isola di Proconneso. A sua madre e a sua sorella fu consentito di raggiungerlo durante l'esilio. Nel 763, dopo un anno, fu ricondotto a Costantinopoli. A Costantinopoli oltre trecento monaci erano stati imprigionati per la loro difesa del culto delle immagini. Il santo subì un ulteriore anno di continue vessazioni e ingiurie.

Il martirio e il culto

Il 28 novembre 764 l'abate Stefano fu assassinato da ufficiali di palazzo. L'uccisione avvenne durante i festeggiamenti per l'imperatrice Eudossia, ma senza un ordine diretto dell'imperatore. La Chiesa Greca riconobbe Stefano come martire e stabilì la sua memoria al 28 novembre. Il santo è incluso nel Martirologio Romano come monaco e martire con celebrazione al ventotto novembre. Il Martirologio attesta che a Costantinopoli subì vari supplizi per la difesa delle sacre immagini e confermò la verità cattolica con il sangue.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Stefano il Giovane?

La memoria liturgica si celebra il 28 novembre.

Quali sono i ruoli riconosciuti a San Stefano il Giovane?

Il santo è riconosciuto e venerato come monaco e martire.

A Costantinopoli, santo Stefano il Giovane, monaco e martire, che, sotto l’imperatore Costantino Coprónimo, sottoposto a vari supplizi per aver difeso il culto delle sacre immagini, confermò con l’effusione del suo sangue la verità cattolica. — Martirologio Romano