2 giugno
Beata Eufemia Giustiniani
Badessa
Aggiornato il 15 settembre 2026
La vocazione e il governo monastico
La beata Eufemia Giustiniani nacque a Venezia nel 1408. La sua appartenenza alla famiglia Giustiniani non è certa ed è sostenuta dagli agiografi settecenteschi, i quali ipotizzano che tale associazione possa derivare dai rapporti intercorsi tra la beata e il primo patriarca veneziano Lorenzo Giustiniani. All'età di diciassette anni, nel 1425, ella compì il passo decisivo della sua consacrazione entrando nel monastero delle benedettine di Santa Croce alla Giudecca. L'anno successivo, nel 1426, emise la professione religiosa, legandosi per sempre al servizio divino attraverso i voti monastici. Nel 1444, a conferma delle sue doti spirituali, fu eletta badessa del monastero, assumendo la guida della comunità. Nel suo nuovo ruolo, impose alla sua comunità grande severità e austerità nel rispetto della regola, cercando la perfezione evangelica senza compromessi. Questo stile di governo rigoroso richiese tuttavia l'attenzione dell'autorità ecclesiastica, tanto che il patriarca dovette intervenire più volte durante il suo governo per mitigare la severità nel monastero. Eufemia continuò a reggere l'istituzione religiosa per tutta la vita, fino alla sua morte avvenuta il 2 giugno 1487, dopo la quale fu sepolta nel cimitero comune.
Il culto, i miracoli e le vicende delle reliquie
La fama di santità fu riconosciuta per la prima volta nel 1620 da Bernardo Giustiniani tramite il catalogo agiografico del patriarca Giovanni Tiepolo, segnando l'inizio di una devozione istituzionale. La tradizione riferisce che numerosi miracoli furono compiuti per intercessione della beata, alimentando la fede del popolo di Venezia. Dal diciassettesimo secolo il titolo di beata fu riconosciuto costantemente nella chiesa veneziana, che la venerava il 2 giugno, mentre il calendario benedettino fissava il ricordo della beata al 16 giugno. L'importanza dei suoi resti mortali segnò diverse tappe nella storia urbanistica e devozionale della città. Nel 1646, per volontà del patriarca Giovan Francesco Morosini, i resti furono traslati nella chiesa del monastero, e la venerazione per la beata aumentò progressivamente da quell'epoca. In seguito alla soppressione del monastero e della sua chiesa, avvenuta nel 1806, le reliquie furono collocate nella cappella privata della famiglia Giustiniani alle Zattere a Venezia, dove rimasero fino al 14 dicembre 1915. In quella data, il patriarca Pietro La Fontaine fece traslare le reliquie nella concattedrale di San Pietro di Castello nel 1915, dove si trovano ancora oggi. Il culto della beata decadde con la caduta della repubblica veneziana, ma la sua memoria visse anche nell'arte. Le uniche immagini pervenute della beata si trovano nella chiesa della Madonna dell'Orto in un'opera di Domenico Tintoretto. Un'altra immagine anonima della beata si trova nella chiesa di San Pietro di Castello, nella quale la beata è raffigurata mentre riceve la comunione dal patriarca veneziano.
Il cammino di santità
La vita della Beata Eufemia Giustiniani si è intrecciata indissolubilmente con la storia della Venezia del quindicesimo secolo. Entrata nel monastero benedettino di Santa Croce alla Giudecca in giovane età, ella ha saputo trasformare la clausura in un luogo di autentica ricerca di Dio. La sua elezione a badessa, avvenuta nel quattordicicentoquarantaquattro, non è stata per lei un traguardo di prestigio, bensì una chiamata a un servizio più alto e impegnativo. Consapevole delle fragilità del tempo, Eufemia scelse di tracciare per la sua comunità un cammino imperniato su una severa austerità, richiamando le sorelle alla purezza della regola benedettina e alla preghiera incessante.
La sua esistenza, spesa interamente tra le mura del monastero, è stata una testimonianza di sobria dedizione. Anche dopo la sua morte, avvenuta nel quattordicicentottantasette, la sua figura ha continuato a esercitare un richiamo spirituale costante. Il riconoscimento del suo culto da parte del patriarca Giovanni Tiepolo, avvenuto nel milleseicentoventi, ha sancito ufficialmente la venerazione di cui già godeva tra i fedeli veneziani, i quali vedevano in lei una guida sicura e una madre spirituale. La cura con cui il suo corpo è stato conservato e onorato attraverso i secoli testimonia quanto la sua presenza sia rimasta viva, ben oltre la conclusione della sua esperienza terrena, offrendo ancora oggi un modello di dedizione e di fedeltà al proprio stato di vita.
Il culto e le memorie
Il culto della Beata Eufemia Giustiniani ha conosciuto nel tempo diverse tappe che ne hanno attestato la persistenza nel tempo. Dopo il riconoscimento ufficiale del sedicicentoventi, le sue spoglie mortali furono oggetto di particolare attenzione, culminata nella traslazione avvenuta nel milleseicentoquarantasei all'interno della chiesa del monastero, luogo che l'aveva vista pregare e operare per decenni. Questo gesto ha permesso ai fedeli di rinnovare la propria devozione verso colei che aveva saputo incarnare le virtù della vita religiosa benedettina.
La storia dei suoi resti si è intrecciata nuovamente con le vicende della città nel millenovecentoquindici, quando le reliquie furono trasferite nella concattedrale di San Pietro di Castello. Tale spostamento ha sottolineato l'importanza della Beata nel panorama della fede veneziana, portando la sua memoria in uno dei luoghi più significativi della città. Oggi, il suo ricordo liturgico è celebrato il due giugno secondo la tradizione della chiesa veneziana, mentre l'ordine benedettino ne fa memoria il sedici giugno, mantenendo viva la luce di una donna che ha fatto dell'austerità e della preghiera il fondamento del suo incontro quotidiano con Dio.
Domande frequenti
Quando si festeggia la beata Eufemia Giustiniani?
La beata Eufemia Giustiniani si festeggia il 2 giugno nella chiesa veneziana, mentre il calendario benedettino fissa il suo ricordo al 16 giugno.