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8 febbraio

Beata Speranza di Gesù (María Josefa Alhama Valera)

Vergine e fondatrice

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la giovinezza

María Josefa Alhama Valera nacque a Santomera, nella provincia spagnola di Murcia, il 30 settembre 1893. La nascita è avvenuta a Santomera, in Spagna, il 30 settembre 1893. Ella era la prima dei nove figli nati dall'unione tra José Antonio, bracciante agricolo, e María del Carmen, casalinga. La fanciullezza della futura fondatrice trascorse nella ristrettezza e nella povertà della famiglia d'origine, un contesto che tuttavia non impedì il fiorire delle sue doti naturali e spirituali. Sin dai primi anni si dimostrò molto intelligente, attirando l'attenzione di chi la circondava per la vivacità dell'ingegno e la profondità d'animo. Notando queste qualità, un vicino di casa suggerì ai genitori di affidarla al parroco di Santomera, don Manuel Aliaga, affinché potesse ricevere un'adeguata guida e un sostegno materiale. I genitori acconsentirono all'affidamento, compiendo un gesto di grande sacrificio per il bene della figlia primogenita. Maria Josefa andò così a stare dal parroco, che viveva insieme alle proprie due sorelle nella canonica del paese. Sotto la loro tutela ricevette un po' d'istruzione senza frequentare nessuna scuola formale, imparando al contempo con diligenza i lavori domestici e la cura della casa. Rimase con loro fino ai ventuno anni, nel 1914, trascorrendo un periodo di formazione silenziosa e operosa che preparò il suo cuore alle future chiamate del Signore. Nel 1914 partì per farsi religiosa, lasciando la casa del parroco per rispondere al desiderio profondo di consacrarsi interamente a Dio. Inizialmente fece una prima esperienza in un istituto di suore addette agli ammalati, tra le suore Figlie del Calvario, e successivamente tra le Missionarie Claretiane, ma questo primo cammino non ebbe esito positivo. Su consiglio del vescovo di Murcia, entrò nuovamente tra le Figlie del Calvario, un Istituto di semiclausura fondato nel 1863 che rispondeva meglio alle sue attitudini contemplative e di dedizione. Il quindici agosto 1916 professò i voti religiosi, suggellando la sua offerta totale al Padre. In quella solenne circostanza assunse il nome di suor Speranza di Gesù Agonizzante, esprimendo fin da allora la propria compassione per le sofferenze del Redentore e per l'umanità smarrita. L'Istituto presentava tuttavia incerte prospettive per il futuro in quanto, a parte suor Speranza, le altre sette religiose erano tutte anziane e vicine al tramonto della loro vita terrena. Di fronte a questa situazione di oggettiva fragilità istituzionale, nel 1921 si decise per una fusione con le religiose dell'Immacolata o Missionarie Claretiane. Le Missionarie Claretiane erano state fondate nel 1855 da sant'Antonio Maria Claret ed erano dedite all'educazione cristiana della gioventù e alla diffusione del Vangelo. Dopo aver partecipato a un intenso corso di Esercizi Spirituali, il diciannove novembre 1921 cinque suore emisero i voti perpetui in questa nuova e più ampia famiglia religiosa. Suor Speranza di Gesù Agonizzante fu tra queste cinque suore e, in virtù del mutamento istituzionale, divenne suor Speranza di San Giacomo. Trascorse in questa Congregazione nove intensi anni di laborioso servizio e di profonda crescita spirituale. Svolse diverse mansioni umili e quotidiane con spirito di obbedienza: fu sacrestana diligente, attenta portinaia, economa provvida e premurosa assistente delle bambine affidate all'istituto. In quegli anni si accentuarono in lei fenomeni non comuni che attiravano l'attenzione delle consorelle e di importanti personalità spagnole ed estere, desiderose di comprendere la natura di quei doni mistici. Per questa ragione fu affidata alla guida dei più noti direttori spirituali dell'epoca a causa di questi fenomeni straordinari che accompagnavano la sua preghiera.

I doni mistici e il distacco

Sin da quando aveva dodici anni, la giovane visse una profonda esperienza interiore ricevendo in visione santa Teresa del Bambino Gesù. Santa Teresa del Bambino Gesù la esortava a diffondere nel mondo la devozione all'Amore Misericordioso, a cui la stessa santa si era offerta vittima d'amore. A partire dagli anni venti del secolo scorso, diventata ormai religiosa, suor Speranza collaborò con il domenicano padre Juan González Arintero a diffondere questa devozione che riempiva la sua anima. Nei suoi scritti spirituali usava lo pseudonimo di Sulamitis, in riferimento al Cantico dei Cantici, per celare la propria identità e firmare le riflessioni mistiche ispirate dall'Altissimo. Nel quadro dei suoi spostamenti religiosi, fu trasferita nella casa di Vicalvaro a Madrid dal trenta novembre 1921, continuando a svolgere il suo apostolato con dedizione. Nell'anno successivo cominciò ad avere gravi problemi di salute e fu più volte in punto di morte, provata nel corpo ma fortificata nello spirito. Per poter svolgere senza restrizioni la sua missione verso i poveri e i bisognosi, aprì con l'aiuto di alcuni generosi benefattori il collegio di Nuestra Señora de la Esperanza a Madrid, situato in Calle del Pinar. Questa opera divenne il primo nucleo di un'intensa attività educativa e assistenziale che non conosceva soste. Alla fine del 1930, consigliata dal suo saggio direttore spirituale, lasciò le Missionarie Claretiane per seguire la nuova via che la Provvidenza le indicava con chiarezza sempre maggiore. Diede vita a una nuova congregazione alla fine del 1930, accogliendo il disegno che il Signore aveva maturato nel suo cuore. Nel Natale del 1930, nella povertà più assoluta, ebbe inizio in forma privata la fondazione delle suore Ancelle dell'Amore Misericordioso, germoglio destinato a portare frutti abbondanti nella Chiesa. Madre Speranza di Gesù, come ormai era nota tra i fedeli e le prime compagne, aprì nel 1931 il primo collegio a Madrid per accogliere e istruire la gioventù bisognosa. Al primo collegio seguirono con ritmo impressionante altre case in diverse regioni della Spagna, rispondendo alle urgenze della carità cristiana. Lei e le compagne che nel frattempo si erano aggiunte annunciavano l'Amore Misericordioso attraverso la carità operosa e silenziosa. Le religiose si dedicavano all'assistenza domiciliare dei molti poveri e all'accoglienza premurosa di anziani e disabili, facendosi prossime agli ultimi della società. Il sei gennaio 1935 le Ancelle divennero una congregazione di diritto diocesano con decreto del vescovo di Vitoria, vedendo così riconosciuta la bontà della loro opera ecclesiale. Nel maggio 1936 madre Speranza si recò a Roma insieme a una insigne benefattrice per allargare i confini della missione affidatale. Aprì una casa presa in affitto in via Casilina 222, una zona tra le più povere e disagiate della capitale italiana, portando conforto spirituale e materiale. Negli anni dal 1936 al 1941, mentre in Spagna infuriava la guerra civile con le sue tragiche conseguenze, madre Speranza visse una sorta di martirio incruento, fatta di sofferenze morali e incomprensioni. La sua congregazione trovò infatti l'opposizione di vescovi e sacerdoti spagnoli preoccupati per la novità di quella spiritualità. L'opposizione si estese anche fra le stesse suore, alcune delle quali giunsero ad accusarla e calunniarla invocando la sua rimozione da superiora generale. A partire dal sei agosto 1940, per tre anni, madre Speranza fu interrogata dal Sant'Uffizio, affrontando il giudizio della Chiesa con filiale obbedienza. Fu interrogata per rispondere sull'ortodossia della dottrina dell'Amore Misericordioso, sulla sua condotta personale e sulla veridicità e natura dei particolari fenomeni a lei attribuiti. Il dieci aprile 1941 il Sant'Uffizio accolse la congregazione sotto la sua diretta protezione, riconoscendo la purezza dell'intento apostolico. Il Sant'Uffizio lasciò a madre Speranza il titolo di superiora generale e la paternità spirituale nella formazione delle suore, pur introducendo necessarie disposizioni di governo. Il governo temporale dell'Istituzione fu infatti affidato alla Vicaria Generale per garantire un sereno discernimento. Madre Speranza accolse il provvedimento con spirito di profonda sottomissione e ubbidienza, esortando le sue figlie a fare altrettanto senza mormorare. Nel Capitolo del 1952 fu nuovamente eletta superiora generale dalle sue consorelle, a conferma della stima e dell'affetto riconquistati. Rimase superiora generale fino al 1976, guidando la famiglia religiosa con sapienza evangelica per molti decenni. Nel 1976 venne nominata madre generale ad honorem, ritirandosi in una preghiera più assidua e continuando a sostenere le figlie con il consiglio.

La carità nella guerra e la fondazione di Collevalenza

Durante la seconda guerra mondiale madre Speranza fu dichiarata libera da responsabilità e definitivamente scagionata dalle accuse che le erano state mosse in passato. Durante la seconda guerra mondiale intensificò la diffusione del messaggio dell'Amore Misericordioso, offrendo rifugio a chiunque bussasse alla sua porta. Avviò un laboratorio di cucito per aiutare i bisognosi con i proventi del lavoro e accogliere gratuitamente molti bambini poveri della città. Accolse rifugiati politici di ogni fazione, nascose nei sotterranei i soldati allo sbando e sfamò generosamente chi aveva perso tutto a causa dei bombardamenti. Aprì una nuova mensa capace di accogliere oltre mille persone al giorno, sfamando intere famiglie con la Provvidenza che non veniva mai meno. Il quindici agosto 1951 fondò la congregazione dei Figli dell'Amore Misericordioso, realizzando un'ispirazione avvertita fin dal 1927 nella sua preghiera. L'indirizzo specifico della congregazione era sostenere i sacerdoti del clero secolare in spirito di comunione fraterna e di aiuto spirituale. Il diciotto agosto 1951 madre Speranza si trasferì a Collevalenza, in provincia di Perugia e diocesi di Orvieto-Todi, dando inizio alla fase più luminosa del suo apostolato umbro. A Collevalenza ebbe l'ispirazione di far costruire un santuario dedicato all'Amore Misericordioso, che oggi accoglie pellegrini da ogni parte del mondo. Il santuario doveva essere il segno tangibile della sua intuizione spirituale su Dio come Padre pieno di amore e misericordia e non giudice severo. A Collevalenza accoglieva più di cento persone al giorno, ascoltandole con infinita pazienza, consolandole nelle tribolazioni e invitandole ad amare il buon Gesù. Accanto al santuario fece scavare un pozzo la cui acqua alimenta una serie di vasche destinate ai fedeli. Collevalenza divenne famosa alla stregua del Santuario di Nostra Signora di Lourdes per via dell'acqua del pozzo e dei prodigi spirituali che vi si compivano. L'otto febbraio 1983 madre Speranza morì, concludendo la sua giornata terrena circondata dall'affetto delle sue comunità. Il decesso è avvenuto a Collevalenza, in provincia di Perugia, l'otto febbraio 1983, lasciando un vuoto incolmabile nei cuori dei fedeli. Il ventidue novembre 1981 papa san Giovanni Paolo II si recò a visitare il santuario di Collevalenza, portando il suo incoraggiamento alla fondatrice e alla sua opera. La visita del Papa al santuario fu la sua prima uscita pubblica dopo il drammatico attentato del tredici maggio precedente, un segno eloquente del legame spirituale con quel luogo benedetto.

Il cammino verso gli altari

Le congregazioni delle Ancelle e dei Figli dell'Amore Misericordioso domandarono l'apertura della causa di beatificazione e canonizzazione per accertare ufficialmente le virtù eroiche della loro madre. Il processo diocesano fu aperto nella diocesi di Orvieto-Todi il ventiquattro aprile 1988 e si concluse l'undici febbraio 1990 con la raccolta di numerose testimonianze. Gli atti del processo diocesano ottennero la convalida giuridica il dodici giugno 1992 da parte della Congregazione delle Cause dei Santi. Il dodici giugno 1993 fu consegnata la Positio super virtutibus, documento fondamentale per lo studio della vita spirituale della serva di Dio. L'undici gennaio 2002 i Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi si espressero all'unanimità sulle virtù eroiche della fondatrice. Il cinque marzo 2002 il parere positivo fu confermato dal Congresso dei cardinali e dei vescovi, aprendo la via al decreto pontificio. Il ventitré aprile 2002 san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto che dichiarava Venerabile madre Speranza. Successivamente, la guarigione del bambino Francesco Maria Fossa fu presa in esame come potenziale miracolo per la beatificazione. Il bambino era affetto da un'intolleranza alimentare multipla alle proteine ed era stata fatta bere l'acqua del santuario di Collevalenza. Il processo diocesano sul miracolo si svolse dal venticinque maggio 2001 al sedici luglio 2001 per accertare la veridicità degli eventi. Una prima riunione dei Consultori Medici non ritenne sufficienti gli atti in mancanza di una documentazione clinica più dettagliata. Presentata la documentazione integrativa richiesta, la Consulta Medica si espresse in maggioranza sull'inspiegabilità scientifica del fatto prodigioso. Il diciassette novembre 2012 i Consultori Teologi si espressero all'unanimità sul nesso tra la guarigione e l'intercessione di madre Speranza. Il diciotto luglio 2013 cardinali e vescovi confermarono il parere affermativo sulla miracolosità della guarigione del piccolo. Il cinque luglio 2013 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto che confermava la guarigione come miracolosa per intercessione della Venerabile. La beatificazione si svolse a Collevalenza il trenta-uno maggio 2014, proclamando beata la umile figlia di Santomera. Il rito di beatificazione fu presieduto dal cardinale Angelo Amato come inviato speciale del Santo Padre Francesco. La memoria liturgica fu fissata all'otto febbraio, giorno del suo nascimento al cielo. I resti mortali della beata sono venerati nella cripta del Santuario dell'Amore Misericordioso, meta continua di preghiera. Le Ancelle, i Figli dell'Amore Misericordioso e i Laici portano avanti gli insegnamenti della fondatrice attraverso varie opere e servizi educativi e caritativi. La Famiglia dell'Amore Misericordioso ha come motto Tutto per amore, sintesi perfetta di una vita spesa per il Signore e per i fratelli.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Speranza di Gesù?

La memoria liturgica della Beata Speranza di Gesù si celebra l'otto febbraio di ogni anno.

Quali congregazioni ha fondato la Beata Speranza di Gesù?

La Beata Speranza ha fondato la congregazione delle suore Ancelle dell'Amore Misericordioso e la congregazione dei Figli dell'Amore Misericordioso.