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8 febbraio

Santo Stefano di Grandmont o di Muret

Eremita

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la formazione

Santo Stefano nacque a Thiers in Alvernia intorno al 1046, figlio del visconte feudale del luogo. All'età di dodici anni accompagnò il padre in pellegrinaggio alla tomba di san Nicola a Bari. Giunto a Bari, Stefano si ammalò e il padre fu costretto ad affidarlo alle cure dell'arcivescovo di Benevento, Milone. Le fonti storiche ricordano che le reliquie di san Nicola furono trasportate a Bari nel 1087, mentre Milone fu arcivescovo di Benevento dal 1074 al 1076. Il giovane soggiornò presso l'arcivescovo per dodici anni. Durante questo soggiorno ebbe la possibilità di conoscere la vita di un gruppo di eremiti calabresi. Colpito dal loro esempio, decise di imitarli e fece approvare il suo progetto dal papa Alessandro II. Trascorsi altri quattro anni, ritornò al suo paese natio.

La vita eremitica a Muret

Il racconto attesta che Stefano divenne eremita a Muret nel 1076 all'età di trent'anni. Stefano scelse un luogo selvaggio vicino Limoges chiamato Muret per vivervi in solitudine. Con una particolare cerimonia, scrisse un documento in cui dichiarava di rinunciare al demonio e di consacrarsi alla Santissima Trinità. Si mise al dito un anello, unico bene rimastogli del suo patrimonio. Praticò penitenze e austerità molto rigorose, dormendo in una cassa infossata nella terra come in una tomba. Portava sulla nuda pelle una corazza di ferro ed era coperto giorno e notte da vestiti di sacco. Si nutriva abitualmente solo di pane e di acqua e trascorreva le giornate recitando salmi e l'Ufficio della Santissima Trinità. Pregava inginocchiato e prostrato a terra, al punto che il naso prese una posizione obliqua. Si dedicava ai colloqui con i numerosi visitatori che andavano a trovarlo. Intorno al 1075 si radunarono intorno a lui molti discepoli attratti dall'austerità della sua vita, fondando una Congregazione di eremiti. Verso il termine della vita ricevette la visita di due cardinali, legati pontifici a Limoges, che divennero poi i papi Innocenzo II e Anacleto II. Morì all'età di circa ottant anni l'otto febbraio 1124 dopo aver ricevuto i Sacramenti.

L'Ordine di Grandmont e la Regola

Dopo la sua morte i discepoli si spostarono nel deserto di Grandmont nel circondario di Limoges, portando con sé le reliquie della guida e padre fondatore. In lui si trova l'ispirazione dell'eremitismo gregoriano, e a Grandmont sorse l'Ordine costituito ed organizzato dal quarto priore Stefano di Liciac verso il 1150-1160. Lo stesso Stefano di Liciac scrisse la Regola di Grandmont tra il 1139 e il 1163 e fu autore anche della Vita Stephani Grandimontensis. Nel 1190 il settimo priore arricchì la Vita con il racconto di numerosi miracoli. L'Ordine di Grandmont fu assai austero e modello di vita eremitica integrale. I fratelli dell'Ordine non potevano possedere niente, né chiese né greggi. La Regola attribuiva ai conversi un'autorità esclusiva in campo amministrativo per lasciare ai chierici la massima libertà possibile. Questa organizzazione originò gravi difficoltà e una rivolta dei conversi tra il 1185 e il 1188. Nella seconda metà del dodicesimo secolo l'Ordine di Grandmont ebbe una grande diffusione. La diffusione fu favorita dall'appoggio della dinastia reale dei Plantageneti e dei sovrani inglesi Enrico II dal 1154 al 1189 e Riccardo Cuor di Leone dal 1189 al 1199. Nel 1317 papa Giovanni XXII ridusse le Case dell'Ordine da centoquarantanove a trentanove, probabilmente a causa di crisi di adesioni a una vita troppo austera. Nel sedicesimo secolo l'abbazia fu data in commenda. Dopo il fallimento di una riforma, l'Ordine fu soppresso tra il 1770 e il 1787.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santo Stefano di Grandmont o di Muret?

La festa di santo Stefano di Grandmont o di Muret si celebra l'otto febbraio.

Qual è il ruolo storico di Santo Stefano di Muret?

Santo Stefano di Muret è ricordato come abate, eremita e fondatore dell'Ordine di Grandmont, nato dall'ispirazione dell'eremitismo gregoriano.

Presso Muret nel territorio di Limoges in Aquitania, in Francia, santo Stefano, abate, che, fondatore dell’Ordine di Grandmont, affidò ai chierici la lode divina e la contemplazione e ai soli fratelli laici la gestione delle incombenze temporali da compiere secondo carità. — Martirologio Romano