Santa Giuseppina Bakhita
Vergine
Aggiornato il 21 luglio 2026
Il cammino verso la luce
La vicenda umana di Santa Giuseppina Bakhita ha inizio tra le sofferenze del Sudan, dove fu strappata alla propria terra e venduta come schiava in tenera età. Questo tempo di prova, intriso di dolore e privazione della libertà, trovò una svolta decisiva quando fu acquistata dall'agente consolare italiano Callisto Legnami. Tale evento segnò l'inizio di un distacco definitivo dalle terre d'origine e l'approdo in Italia, terra che sarebbe divenuta la sua nuova casa spirituale e materiale.
Giunta a Venezia nel milleottocentottantotto, la giovane fu accolta nel Catecumenato delle Suore Canossiane. Fu in quel contesto di carità e istruzione che il suo cuore si aprì all'incontro con Cristo. Il nove gennaio del milleottocentonovanta rappresenta una data fondamentale nella sua vita, poiché in quel giorno ricevette i sacramenti del battesimo, della cresima e della comunione, segnando la sua rinascita come figlia di Dio. Animata da una fede fervente, decise di consacrarsi interamente al Signore, entrando nel noviziato delle Canossiane nel milleottocentonovantatré. Con la professione dei voti religiosi, avvenuta nel milleottocentonovantasei, ella consolidò la sua scelta di dedicarsi alla vita contemplativa e apostolica. Trascorse gli anni successivi tra Venezia e Schio, vivendo con semplicità e dedizione la sua missione di religiosa, offrendo ogni gesto al servizio di Dio e del prossimo, fino al termine dei suoi giorni avvenuto nel millecentoquarantasette nella città di Schio.
Memoria e venerazione
La figura di Santa Giuseppina Bakhita è celebrata con devozione dalla Chiesa universale, che ne ha fissato la memoria liturgica l'otto febbraio di ogni anno. Tale data invita i fedeli a riflettere sulla dignità della persona umana e sul potere trasformatore della carità, elementi centrali nell'esperienza di vita della santa. La solennità con cui viene ricordata sottolinea la rilevanza del suo esempio, capace di parlare alle generazioni contemporanee attraverso il linguaggio dell'umiltà e del perdono.
Oltre alla data universale, la devozione locale presenta particolarità che testimoniano quanto il suo culto sia radicato nel territorio italiano. Nella diocesi di Milano, ad esempio, la celebrazione avviene il nove febbraio, sottolineando il legame profondo tra la santa e le diverse comunità che ne custodiscono il ricordo. La sua canonizzazione, celebrata dal Santo Padre Giovanni Paolo Secondo il primo ottobre del duemila, ha definitivamente inserito Santa Giuseppina Bakhita nel novero dei santi venerati in tutta la cristianità, offrendo a ogni fedele un modello di fede che nasce dalla sofferenza e approda alla pace eterna.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Giuseppina Bakhita?
La sua memoria liturgica si celebra l'otto febbraio, ad eccezione della diocesi di Milano dove viene festeggiata il nove febbraio.
Di cosa è patrona Santa Giuseppina Bakhita?
I fatti forniti non menzionano specifici patronati.
Santa Giuseppina Bakhita, vergine, che, nata nella regione del Darfur in Sudan, fu rapita bambina e, venduta più volte nei mercati africani di schiavi, patì una crudele schiavitù; resa, infine, libera, a Venezia divenne cristiana e religiosa presso le Figlie della Carità e passò il resto della sua vita in Cristo nella città di Schio nel territorio di Vicenza prodigandosi per tutti. — Martirologio Romano