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30 maggio

Beato Ottone Neururer

Sacerdote e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Dalle montagne del Tirolo al sacerdozio

Ottone Neururer nacque il venticinque marzo 1882 a Piller, un piccolo villaggio di montagna situato nella regione austriaca del Tirolo, compreso nel comune di Fliess. Era il dodicesimo figlio di Peter Neururer, di professione mugnaio, e di Hildegard Streng. Fin da ragazzo sentì nel profondo del cuore la chiamata al sacerdozio, coltivando una vocazione nata nella semplicità della vita contadina e familiare. Su raccomandazione del suo parroco, nel 1895 venne accolto nel Seminario Minore di Bressanone, dove compì i primi passi della sua formazione intellettuale e spirituale. Nel 1902 passò al Seminario Maggiore, approfondendo gli studi teologici in vista della consacrazione. Il cammino di preparazione si concluse con la sua ordinazione sacerdotale, celebrata il ventinove giugno 1907. Subito dopo l'ordinazione, fu nominato vicario cooperatore in sette successive parrocchie del Tirolo del Nord, portando ovunque il conforto della parola di Dio e la vicinanza ai fedeli. Per ben quindici anni, dal 1917 al 1932, svolse il suo servizio come cooperatore e insegnante di religione nella parrocchia di San Giacomo, che oggi corrisponde alla cattedrale di Innsbruck. Nel 1932 fu nominato parroco nel paese di Götzens, nei dintorni di Innsbruck. Svolse il suo apostolato con grande zelo fra i fedeli di Götzens, che lo amarono come un padre, nonostante le nubi di tempi politici difficili che già si addensavano sull'Austria. Nel corso del suo ministero, più volte dichiarò di amare tutti gli esseri umani, inclusi gli ebrei, contrariamente all'ideologia nazista che iniziava a diffondersi con la sua pretesa di supremazia e odio razziale.

L'arresto e la persecuzione nazista

A metà anno 1938 l'Austria fu annessa alla Germania nazista, mutando drammaticamente il clima politico e sociale del Paese e ponendo la Chiesa cattolica di fronte a prove durissime. Nel dicembre del 1938 don Otto consigliò a una giovane della sua parrocchia di non sposare un uomo di trent'anni più anziano, divorziato, apostata e sostenitore del nazionalsocialismo. La ragazza ascoltò il consiglio del suo parroco e rifiutò il pretendente. Il pretendente, mosso da spirito di vendetta per il rifiuto ricevuto, denunciò il parroco alla Gestapo con l'accusa di aver impedito un matrimonio tedesco. Don Otto venne arrestato il quindici dicembre 1938, pagando con la libertà il coraggio della sua guida spirituale. Fu condotto in carcere a Innsbruck, dove restò recluso fino al tre marzo 1939, affrontando l'interrogatorio e la detenzione con fermezza d'animo. Il tre marzo 1939 fu trasferito al campo di concentramento di Dachau, primo durissimo impatto con l'universo concentrazionario nazista. Il ventisei giugno successivo fu destinato al campo di concentramento di Buchenwald, presso Weimar in Germania. Durante la prigionia sostenne e confortò con coraggio i suoi compagni di sventura, offrendo parole di fede a chiunque fosse nel dolore. Sopportò con grande pazienza i disagi, le sofferenze e le umiliazioni quotidiane del campo di concentramento, rimanendo saldo nella sua dignità sacerdotale.

Il martirio nel campo di Buchenwald

Nella primavera del 1940 i capi del campo di concentramento gli annunciarono che sarebbe presto tornato in Tirolo, prospettandogli una liberazione che sembrava ormai vicina. Nello stesso istante in cui riceveva questa notizia, un prigioniero berlinese gli domandò di aiutarlo a convertirsi al cattolicesimo, cercando la luce della fede nel buio della persecuzione. Gli amici del sacerdote temevano una denuncia e i rischi immensi di quel gesto, ma lui decise di dare fiducia a quell'uomo in cerca di Dio. Insieme a un confratello, gli insegnò il catechismo e poi lo assolse dai suoi peccati, compiendo il proprio dovere pastorale fino all'ultimo respiro. Il ventotto maggio 1940 don Otto e il confratello furono traditi da qualcun altro e immediatamente imprigionati nel bunker del campo. Per ordine dei carnefici, don Otto fu appeso a testa in giù nella stessa cella e lasciato morire lentamente e dolorosamente. Il suo fisico era già rimasto fiaccato dai lavori forzati e dalle privazioni patite nei mesi precedenti. La morte sopraggiunse il tre giugno 1940, coronando la sua esistenza con il sacrificio supremo del sangue. Di tale evento fu data notizia il trenta maggio, mentre secondo il certificato ufficiale la morte avvenne per acuta debolezza cardiaca, secondo la consueta menzogna burocratica dei campi. Il suo corpo fu bruciato nei forni crematori del campo, ma fu possibile recuperare le ceneri, che vennero amorevolmente portate nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Götzens.

Il cammino verso la beatificazione

La fama di santità e di martirio che circondò la fine terrena di don Otto portò all'apertura della causa di beatificazione e canonizzazione. Il nulla osta dalla Santa Sede fu ottenuto il ventitré maggio 1983, dando avvio ufficiale alle ricerche storiche e teologiche. L'inchiesta diocesana presso la diocesi di Innsbruck si svolse dal venti novembre 1983 all'otto dicembre 1986, raccogliendo testimonianze e documenti preziosi. Il decreto di convalida degli atti dell'inchiesta fu emesso il quattordici giugno 1995. Successivamente, la Positio super martyrio fu esaminata dai Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi. Il diciannoye maggio 1995 i consultori si pronunciarono a favore dell'effettivo martirio in odio alla fede, riconoscendo la radice spirituale della sua uccisione. Il ventuno novembre 1995 i cardinali e i vescovi della Congregazione diedero parere positivo alla causa. Il dodici gennaio 1996 papa Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto di martirio. Infine, Giovanni Paolo II lo beatificò il ventiquattro novembre 1996 in piazza San Pietro a Roma, insieme ad altri due candidati, consegnando la sua testimonianza alla venerazione della Chiesa universale.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Ottone Neururer?

La memoria liturgica del Beato Ottone Neururer si celebra nel Martirologio il trenta maggio.

Nel campo di prigionia di Buchenwald nella Turingia in Germania, passione del beato Ottone Neururer, sacerdote e martire, che, avendo dissuaso una giovane cattolica dal prestarsi ad una forma solo apparente di matrimonio con un uomo già sposato e seguace dell’empio regime nemico di Dio e degli uomini allora in vigore, fu messo in carcere, dove tuttavia tra difficoltà di ogni genere proseguì clandestinamente il suo ministero, finché coronò il suo martirio, lasciato morire sospeso per i piedi a testa in giù. — Martirologio Romano