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20 gennaio

Madonna del Miracolo

Venerata a Roma

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e il viaggio a Roma

Nel diciottesimo anno del diciannovesimo secolo, precisamente nel 1814, nacque a Strasburgo Alphonse-Charles-Tobie Ratisbonne, un giovane alsaziano di ventotto anni. Egli apparteneva a una importante e facoltosa famiglia di banchieri ebrei ed era in attesa di sposarsi con la sua fidanzata Flora. Per recuperare la salute dopo seri problemi che lo affliggevano da tempo, Ratisbonne aveva deciso di trascorrere alcuni mesi in viaggio fino a Costantinopoli. Il viaggio fu intrapreso anche su pressante invito delle famiglie Culmann e Rothschild. Durante questo percorso, il giovane si recò in visita a Napoli proprio presso le due importanti famiglie ebraiche dei Culmann e dei Rothschild. Da Napoli decise in seguito di andare a Roma. A Roma ritrovò un vecchio compagno di studi, il barone Gustave de Buissières. Durante il soggiorno romano, Ratisbonne trascorreva momenti di svago a casa de Buissières. Egli ironizzava sulla religione cattolica definendola una istituzione di pazzi. Le sue ironie avvenivano specialmente alla presenza di Théodore de Buissières. Théodore de Buissières era in passato un grande amico di Théodore Ratisbonne. Théodore de Buissières, di religione protestante, si era convertito al cattolicesimo da alcuni anni. Il 15 gennaio 1842 Alphonse si preparava a lasciare Roma. Egli decise di andare a salutare Théodore de Buissières prima della partenza. Théodore de Buissières lanciò una sfida a Ratisbonne. La sfida consisteva nell'indossare una Medaglia Miracolosa fino al suo ritorno in Francia. La medaglia era identica a quelle distribuite da santa Caterina Labouré dopo l'apparizione del 1830. Ratisbonne doveva inoltre recitare due volte al giorno, al mattino e alla sera, la preghiera mariana di San Bernardo di Chiaravalle, il Memorare. Ratisbonne accettò la sfida e indossò la medaglia. Egli intendeva poi donare la medaglia come ricordo alla sua fidanzata. Ratisbonne era convinto che quelle forme di superstizione non avrebbero provocato in lui alcun cambiamento spirituale.

L'apparizione e il miracolo

Nel frattempo Ratisbonne aveva posticipato di qualche giorno la sua vacanza romana. Giovedì 20 gennaio 1842 Ratisbonne accompagnò l'amico barone nella chiesa di Sant'Andrea delle Fratte. Il barone doveva recarsi in chiesa per organizzare il funerale del conte La-Ferronays, un suo caro amico da poco scomparso. Mentre attendeva Théodore, il giovane banchiere visitò la chiesa per ammirarne le bellezze artistiche. Appena giunto dinanzi alla cappella di San Michele Arcangelo, si trovò improvvisamente solo. In quel luogo avvenne il miracolo. Ratisbonne descrisse la chiesa come piccola, povera e quasi sempre deserta. Quel giorno egli era solo o quasi solo nella chiesa. Nessun oggetto d'arte attirava la sua attenzione mentre passeggiava macchinalmente. Egli ricordava solo che un cane nero scodinzolava dinanzi a lui. Il cane nero disparve poco dopo. La chiesa intera disparve ed egli vide una sola cosa inesprimibile con la parola umana. Entrato nella chiesa da pochi istanti, fu afferrato da un turbamento inesprimibile. Alzando gli occhi, l'edificio intero era come scomparso e una sola cappella concentrava tutta la luce. Egli vide una piccola sfera di luce esplodere in migliaia di frammenti di un bagliore accecante. La luce gli trafisse il cuore con l'amore della Vergine Maria. Egli vide la Madonna ritta davanti a lui, avvolta nella luce e circondata da raggi di sole. La Vergine Maria gli apparve dritta sull'altare, alta, brillante, piena di maestà e di dolcezza, come sulla Medaglia Miracolosa. Una forza irresistibile lo spinse verso di Lei. La Vergine gli fece segno con la mano di inginocchiarsi. Gli parve che la Vergine dicesse Bene. La Vergine non parlò, ma Ratisbonne comprese tutto. Egli percepì doni ineffabili sgorgare dalle mani della Madre, con la misericordia e la tenerezza dei Cieli riversate sui protetti di Maria.

La trasformazione interiore e il processo

Egli provò un cambiamento totale e credette di essere un altro. La gioia più ardente scoppiò nel profondo della sua anima ed egli non poté parlare. Egli non sapeva render conto delle verità di cui aveva acquisito la fede e la conoscenza. Il velo cadde dai suoi occhi e una moltitudine di veli circostanti scomparve. Egli uscì da un abisso di tenebre, vedendo nel fondo le estreme miserie da cui era stato tratto per infinita misericordia. Egli osservò che tanti uomini scendono in quell'abisso con gli occhi chiusi dall'orgoglio e dall'indifferenza. Pur non avendo mai aperto un libro di religione o letto la Bibbia, egli uscì dalla chiesa vedendo tutto chiaro. Entrando in chiesa ignorava tutto. Alphonse-Marie Ratisbonne non aveva alcuna conoscenza letterale ma interpretava il senso e lo spirito dei dogmi. Tutto avveniva dentro di lui e le impressioni spirituali erano mille volte più rapide del pensiero. Le impressioni avevano commosso l'animo e l'avevano diretto verso una nuova vita. I pregiudizi contro il Cristianesimo non esistevano più. L'amore di Dio aveva preso il posto di qualsiasi altro amore. Il barone De Bussières trovò Ratisbonne con il volto rigato di pianto. Ratisbonne non poté rispondere alle domande del barone De Bussières. Ratisbonne teneva in mano la medaglia appesa al collo e copriva di baci l'immagine della Vergine. Ratisbonne riconobbe con certezza che si trattava della Vergine. Ratisbonne non sapeva dove si trovava e dubitava della sua stessa identità. Ratisbonne provava un cambiamento tale da sentirsi un altro e non riusciva a ritrovare se stesso. Ratisbonne non riusciva a parlare e non voleva dire niente. Ratisbonne sentiva in sé qualcosa di solenne e sacro che lo costringeva a cercare un sacerdote. I cattivi pensieri e le avversità nutrite da Ratisbonne nei confronti del cristianesimo scomparvero dalla sua mente. Il modo di pensare di Ratisbonne mutò in maniera radicale. Ratisbonne abbandonò tutto e lasciò la fidanzata che doveva sposare. Ratisbonne si fece battezzare il 31 gennaio. Pochi anni dopo il battesimo, Ratisbonne entrò nella Compagnia di Gesù. Ratisbonne in passato nutriva un odio mortale proprio contro i gesuiti. Ratisbonne fu ordinato sacerdote nel 1848. La notizia del prodigioso miracolo fece il giro di tutta Roma. La Santa Sede decise di iniziare un processo per chiarire gli eventi. Il cardinale Vicario Costantino Patrizi delegò il promotore fiscale Francesco Anivitti di occuparsi degli atti del processo. Nove testimoni, tra cui Ratisbonne, furono sottoposti a rigoroso esame e deposero sotto giuramento. Il cardinale Patrizi studiò gli atti processuali e udì il parere di molti Consultori di sana dottrina, virtù e pietà. Con Decreto del 3 giugno 1842, il cardinale Patrizi dichiarò e definì la conversione di Alphonse-Marie Ratisbonne veramente miracolosa. Il cardinale Patrizi concesse la facoltà di pubblicare il racconto degli atti processuali. Ratisbonne si trasferì in Terra Santa al seguito del fratello maggiore Théodore. Théodore Ratisbonne aveva fondato a Parigi nel 1843 il movimento delle Religiose di Nostra Signora di Sion. Il movimento in Terra Santa aveva lo scopo di pregare e impegnarsi in un dialogo costruttivo con gli ebrei tendente all'unità. In Terra Santa fu fondata una nuova sede dell'Istituto nei pressi dell'antico pretorio di Pilato. Nel luogo della nuova sede fu rinvenuto il Lithostrotos citato nel Vangelo di Giovanni. Ratisbonne morì santamente ad Ain Karim il 6 maggio 1884.

Il santuario e la devozione dei santi

Il 20 gennaio di ogni anno si fa memoria dell'apparizione della Vergine Maria nella Basilica di Sant'Andrea delle Fratte a Roma. La Basilica di Sant'Andrea delle Fratte si trova nel cuore del centro storico di Roma. La Basilica di Sant'Andrea delle Fratte fu affidata nel 1585 da Sisto V alla cura dei Padri Minimi di San Francesco di Paola. La cerimonia del 20 gennaio commemora l'unica apparizione certificata della Vergine Maria nella città eterna. Papa Benedetto XV definì il santuario mariano La Lourdes romana a causa delle numerose conversioni registrate dinanzi alla venerata immagine. Pio XII elevò la chiesa a Basilica nel 1942. Giovanni XXIII insignì la basilica del titolo cardinalizio nel 1959. Santa Maria Crocifissa di Rosa, fondatrice delle Ancelle della Carità, si recò a pregare nel Santuario della Madonna del Miracolo. San Giovanni Bosco si recò nel Santuario il Sabato Santo del 1880 per affidare alla Vergine Maria l'approvazione delle Costituzioni dei Salesiani. Santa Teresa di Lisieux, durante il soggiorno romano del 1887, dimorava a pochi metri di distanza dal santuario. San Vincenzo Pallotti, san Luigi Guanella, san Luigi Orione e la beata Maria Teresa Ledóchowska furono devoti alla Madonna del Miracolo. San Massimiliano Maria Kolbe celebrò la sua Prima Messa all'altare dell'apparizione il 29 gennaio 1918. San Massimiliano Maria Kolbe fu tra i più assidui frequentatori del santuario romano. San Giovanni Paolo II venerò l'immagine della Madonna del Miracolo durante la visita pastorale del 28 febbraio 1982.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Madonna del Miracolo?

La memoria dell'apparizione della Vergine Maria nella Basilica di Sant'Andrea delle Fratte a Roma si celebra ogni anno il 20 gennaio.