Sant' Ascla

Martire

Aggiornato il 21 luglio 2026

Sant' Ascla

Il cammino del martirio

La vita di Sant'Ascla trova le sue radici nella terra della Tebaide, un luogo che ha generato molti testimoni della fede. La sua testimonianza pubblica ebbe inizio nel momento in cui fu chiamato a rendere conto del suo credo di fronte al governatore Arriano. In un tempo in cui la professione di fede cristiana esponeva al rischio estremo, Ascla scelse di non cedere, manifestando una coerenza che non vacillò nemmeno davanti alle minacce dell'autorità imperiale. Durante il viaggio che lo condusse verso la città di Antinoe, navigando sulle acque del Nilo, si narra che egli sia stato protagonista di un prodigio, segno tangibile di una presenza divina che lo accompagnava anche nell'ora della tribolazione.

Arrivato a destinazione, egli fu sottoposto a duri interrogatori e, a causa del suo rifiuto di abiurare, il governatore ordinò che venisse torturato col fuoco. Nonostante la sofferenza fisica, la volontà di Ascla rimase salda, sostenuta da una grazia che superava le fragilità umane. La sua esistenza terrena giunse infine al compimento quando, per ordine del governatore, fu condannato a morte. Il martirio avvenne per annegamento nelle acque del fiume: una pietra gli fu legata al collo, rendendo il corso d'acqua lo strumento finale del suo sacrificio. Egli lasciò questa terra nell'anno 287, lasciando ai posteri l'esempio di un uomo che ha saputo trasformare la fine violenta in un atto di suprema libertà interiore, restando fedele alla sua chiamata fino all'ultimo respiro.

Memoria e celebrazione

Il culto di Sant'Ascla si intreccia profondamente con la tradizione delle Chiese d'Oriente, che ne custodiscono la memoria con devozione. La sua figura è ricordata in diverse date, a seconda delle tradizioni liturgiche locali: la commemorazione avviene il 14 dicembre, il 20 gennaio o il 23 gennaio, oppure il 21 tobi secondo il calendario copto. Tali diversità nelle date testimoniano quanto il suo nome fosse caro alle comunità cristiane che, fin dai secoli successivi al suo martirio, hanno cercato nell'intercessione del santo un sostegno per la propria vita spirituale.

I luoghi che videro il suo passaggio, dalla Tebaide fino a Smoun e Antinoe, rimangono muti testimoni di un legame indissolubile tra il santo e la sua terra. Ancora oggi, ricordare Ascla significa volgere lo sguardo verso coloro che, nelle difficoltà e nel dolore, non hanno smarrito la luce della speranza. La sua memoria non è solo il richiamo a un evento passato, ma un invito costante a vivere la fede con la medesima sobrietà e fermezza che egli seppe mostrare nei momenti decisivi della sua vita, offrendo la propria testimonianza come dono per la Chiesa universale.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Ascla?

Il santo è commemorato in date diverse a seconda delle tradizioni, tra cui il 20 gennaio, il 14 dicembre, il 23 gennaio o il 21 tobi.

Ad Antinoe nella Tebaide, in Egitto, sant’Ascla, martire, che al cospetto del governatore non temette le minacce, perché la sua più grande preoccupazione era quella di non rinnegare Cristo, e dopo torture di vario genere fu gettato nel fiume. — Martirologio Romano