San Sebastiano è una delle figure più luminose e venerate dei primi secoli della Chiesa, un uomo che seppe unire il dovere militare alla fedeltà assoluta a Cristo. Vissuto a cavallo tra il terzo e il quarto secolo, egli scelse di mettere la sua alta carica nell'esercito imperiale al servizio dei fratelli perseguitati, offrendo loro conforto e fortezza nel momento della prova estrema.
La sua testimonianza, culminata con il martirio a Roma nel 304, rimane un esempio intramontabile di carità operosa e di coraggio incrollabile. Ricordato per essere sopravvissuto a un primo e atroce supplizio prima di consumare il suo sacrificio definitivo, Sebastiano è venerato come protettore di coloro che affrontano le piaghe del corpo e dello spirito, e come custode di chi vigila sulla sicurezza delle nostre comunità.
San Fabiano visse nel terzo secolo ed è ricordato per il suo luminoso pontificato e per la coraggiosa testimonianza di fede offerta durante la persecuzione. Secondo il Martirologio, egli fu chiamato da laico per grazia divina al pontificato, succedendo a papa Antero che aveva governato la Chiesa per meno di due mesi. La tradizione riferisce che la sua elezione fu guidata dallo Spirito Santo, poiché una colomba si posò sul suo capo mentre il popolo e il clero erano riuniti per scegliere il nuovo pastore. Sebbene fosse di origine probabilmente non romana, pur risiedendo nell'Urbe, Fabiano seppe guidare la comunità cristiana con saggezza e zelo apostolico. Il suo governo si svolse dapprima in tempi tranquilli, sotto gli imperatori Gordiano III e Filippo l'Arabo, il quale fu detto così per le sue origini. Gordiano III è morto all'età di circa vent'anni, lasciando spazio a un periodo in cui la Chiesa poté consolidarsi. Nel 248 si tennero feste solennissime per i mille anni della città di Roma durante una parentesi pacifica che coinvolse tutto l'Impero.
Papa Fabiano tenne rapporti fraterni con i cristiani dell'Africa e dell'Oriente, dimostrando la cattolicità e l'unità della Chiesa universale. Si dedicò con grande cura all'organizzazione ecclesiale nell'Urbe, dividendo il territorio di Roma in sette ripartizioni territoriali e provvedendo a sistemare i cimiteri cristiani. Tra i suoi atti di pietà vi fu quello di dare degna sepoltura a papa Ponziano, il quale era stato deportato in Sardegna ad metalla nelle miniere ed era morto nel 235. La vita terrena di San Fabiano si concluse con il martirio sotto l'imperatore Decio, che prese il potere dopo che nel 249 Filippo l'Arabo fu ucciso presso Verona dalle truppe del rivale. Egli offrì un glorioso esempio di fede e di virtù, e San Cipriano si felicitò del suo combattimento per aver dato una testimonianza irreprensibile e insigne nel governo della Chiesa. La sua memoria liturgica si celebra il venti gennaio di ogni anno.
Sant'Ascla è un martire del quarto secolo originario della Tebaide, ricordato per la sua ferma testimonianza di fede cristiana sotto l'impero di Diocleziano. La sua vicenda spirituale e terrena ci è giunta attraverso un'antica tradizione agiografica tramandata in tre redazioni, ovvero la latina, la greca e la copta, le quali risultano nel complesso sostanzialmente identiche e si inseriscono nel contesto dei drammatici eventi di persecuzione vissuti dalla Chiesa primitiva in Egitto.
Il culto e la memoria di sant'Ascla sono legati ad Antinoe e ad altri importanti centri della regione nilotica, dove il santo affrontò il giudizio del governatore Arriano e subì il martirio dopo vari tormenti. La trasmissione della sua testimonianza ha varcato i secoli grazie al lavoro di studiosi e agiografi, tra cui i Bollandisti e Usuardo, che ne hanno consegnato il nome e il sacrificio alla preghiera liturgica della Chiesa universale.
Sant'Eustochia Calafato, al secolo Smeralda, fu una vergine e badessa dell'Ordine di Santa Chiara vissuta nel quindicesimo secolo. Nata a Messina, nel villaggio detto Annunziata, il venticinque marzo del 1434, giorno del Giovedì Santo, la santa si dedicò con grande ardore a ripristinare l'antica disciplina della vita religiosa e a promuovere la sequela di Cristo sul modello di san Francesco. Affrontando incomprensioni, opposizioni familiari e resistenze interne alla vita claustrale, fondò un nuovo convento volto a seguire fedelmente la Prima Regola di Santa Chiara.
Ricordata per la sua esemplare dedizione alla preghiera, alla penitenza e all'adorazione eucaristica, la sua figura rimane profondamente legata alla città di Messina. Il suo corpo, miracolosamente incorrotto e conservato in posizione eretta in una teca di vetro nel monastero di Montevergine, è sopravvissuto indenne anche al devastante terremoto del millenovecentotto, attirando la venerazione costante dei fedeli. Beatificata da Pio VI e proclamata santa nel millenovecentottantotto da san Giovanni Paolo II, che la chiamava affettuosamente la santa in piedi, la sua memoria liturgica si celebra il venti gennaio.
Sant'Enrico di Uppsala visse nel dodicesimo secolo ed è ricordato come vescovo e martire, apostolo della Finlandia. Originario dell'Inghilterra, operò inizialmente in Svezia lottando contro il paganesimo, per poi compiere una missione fondamentale nella cristianizzazione delle popolazioni finniche accanto al re Erick IX. La sua testimonianza di fede si concluse tragicamente con il martirio durante il primo inverno trascorso in terra finlandese, per mano di un uomo che egli aveva cercato di correggere secondo la disciplina ecclesiastica.
La sua figura ha segnato profondamente la storia religiosa della nazione, di cui è invocato quale particolare protettore. Nel corso dei secoli la sua tomba originaria nella chiesa di Nouis e le memorie legate alla sua opera hanno alimentato un culto costante. Oggi la sua memoria liturgica si celebra il venti gennaio e il diciotto giugno, offrendo anche un significativo momento di incontro ecumenico nel cammino verso l'unità dei cristiani.
Il Beato Cipriano Michele Iwene Tansi è una figura luminosa della Chiesa cattolica, ricordato come il primo beato della Nigeria. Nato nel corso del ventesimo secolo, precisamente nel 1903 ad Igboezunu, ai margini della foresta vicino all'antica città di Aguleri nel Sud della Nigeria, visse un'esistenza interamente consacrata a Dio, passando dal fecondo ministero sacerdotale nella sua terra natale alla rigorosa vita contemplativa nel silenzio della Trappa in Inghilterra. Apparteneva alla tribù degli Igbo, che fu tragicamente protagonista della guerra civile del Biafra tra il 1967 e il 1970. Nel corso della sua vita terrena ebbe tre nomi: Iwene alla nascita, Michele come cristiano e Cipriano come frate trappista.
La sua memoria liturgica si celebra il 20 gennaio, giorno della sua nascita al cielo. Egli seppe distinguersi per il profondo zelo pastorale, l'impegno instancabile nell'educazione dei giovani, la difesa della dignità della donna e la ferma dedizione alla preghiera e alla penitenza, coronando un cammino di straordinaria santità che continua a ispirare migliaia di fedeli attraverso movimenti di preghiera e la devozione universale.
Santa Maria Cristina dell'Immacolata Concezione, al secolo Adelaide Brando, nacque a Napoli nel diciannovesimo secolo, precisamente il primo maggio 1856. Visse un'intensa esistenza terrena interamente dedicata all'amore per Dio, superando molteplici prove fisiche e morali con costante abbandono alla volontà divina. Fondò la Congregazione delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato, guidando la sua opera con sapienza evangelica e profonda umiltà. La sua testimonianza di fede si espresse attraverso la preghiera incessante, la cura amorevole per la gioventù e la promozione dell'adorazione eucaristica continua. Conclusi i suoi giorni terreni a Casoria il venti gennaio 1906, lasciò un'eredità spirituale viva e feconda che continua a diffondersi in Italia e nel mondo.
La Chiesa riconobbe la sua santità attraverso un cammino canonico culminato nella canonizzazione presieduta da papa Francesco nel 2015. La Beata Maria Cristina dell'Immacolata è ricordata come madre e fondatrice saggia, capace di trasformare la sofferenza in offerta d'amore per il prossimo. La sua memoria liturgica si celebra il venti gennaio di ogni anno, giorno in cui la comunità cristiana fa memoria del suo transito alla vita eterna. Attraverso l'istituto da lei fondato, le religiose continuano a testimoniare la centralità dell'Eucaristia e l'importanza dell'istruzione cristiana per i più piccoli. La sua figura rimane un punto di riferimento luminoso per quanti desiderano servire il Signore nella sobrietà e nella dedizione quotidiana.
Sant'Eusebio, figura luminosa del XIII secolo, rappresenta una testimonianza di radicale abbandono al disegno divino. Nato in Ungheria, scelse di rinunciare alla stabilità della carriera ecclesiastica per abbracciare il silenzio e la preghiera. Nel 1246, lasciando la carica di canonico a Esztergom, si ritirò sui monti Pilis, cercando nel deserto della solitudine un incontro più intimo con il Signore. La sua vita fu un cammino di purificazione, che lo portò a raccogliere attorno a sé altri uomini desiderosi di una consacrazione assoluta, lontana dagli onori del mondo.
Egli è ricordato per aver dato struttura e forma canonica a questo fervore eremitico, fondando nel 1250 il monastero dedicato alla Santa Croce. La sua opera, coronata dall'approvazione di Papa Urbano IV, diede vita all'Ordine di San Paolo primo eremita. Sant'Eusebio ci lascia in eredità la consapevolezza che il servizio alla Chiesa non risiede nell'esercizio del potere, ma nell'umiltà di chi sa farsi deserto fecondo per accogliere la grazia. La sua memoria, che si spegne con la morte avvenuta in Ungheria nel 1270, continua a ispirare quanti cercano, nel silenzio della preghiera, il volto autentico di Dio.
Sant'Eutimio, vissuto nel quinto secolo e nato a Melitene in Armenia nel 377, fu un insigne abate e padre del deserto che spese la sua esistenza nella preghiera, nella penitenza e nella guida spirituale di innumerevoli monaci e pellegrini in Palestina. Consacrato a Dio fin dall'infanzia per voto dei suoi genitori Paolo e Dionisia, Eutimio crebbe nell'episcopio di Melitene prima di ritirarsi nella solitudine della Terra Santa, dove fondò laura e monasteri improntati alla povertà evangelica, alla carità operosa e alla disciplina monastica.
Egli è ricordato non solo per il rigoroso ascetismo e per i numerosi prodigi operati in vita, tra cui la guarigione del fanciullo arabo Tèrèbon, ma anche per il suo saldo impegno nella difesa della fede ortodossa contro le eresie e le deviazioni dottrinali dell'epoca, come il messalianismo e il monofisitismo. La sua memoria liturgica si celebra il venti gennaio, data della sua nascita al Cielo avvenuta nel 473 nella regione di Sahel in Palestina.
San Vulfstano nacque nel milledodici a Long Itchington, nella contea inglese di Warwick, da una famiglia molto religiosa. Visse nell'undicesimo secolo e operò principalmente a Worcester in Inghilterra, distinguendosi come monaco, priore e infine come vescovo. Egli unì mirabilmente i rigidi costumi monastici al fervido zelo pastorale, dedicandosi con impegno inesauribile alla cura delle anime, alla visita delle parrocchie, alla promozione della cultura e alla costruzione di nuove chiese.
Ricordato dalla Chiesa cattolica con memoria il venti gennaio, San Vulfstano è celebre per essere stato l'ultimo vescovo a ricevere il bastone pastorale per mano di un re sassone prima della conquista normanna. Affrontò le tempeste della storia con profonda fede, difendendo la propria sede e guidando il gregge con autorità paterna e severità misericordiosa fino alla sua pia morte, avvenuta a Worcester il venti gennaio millenovantacinque. La sua figura rimase impressa nei secoli per la prodigiosa incorruttibilità del corpo e per la santità della sua vita.
Il Beato Angelo Paoli, al secolo Francesco, nacque il primo settembre 1642 ad Argigliano, un borgo della Lunigiana, primogenito di una famiglia numerosa e profondamente cristiana. Sacerdote dell'Ordine Carmelitano, visse una straordinaria esistenza interamente spesa al servizio degli ultimi, guadagnandosi l'appellativo di padre dei poveri e di frate Carità. La sua infanzia e la sua giovinezza furono segnate da una fervente devozione e da una naturale propensione per le opere di misericordia, alimentate dall'esempio paterno e dalla guida dello zio materno. Chiamato da Dio a una via di radicale povertà e di dedizione al prossimo, rifiutò alti incarichi e persino la dignità cardinalizia, preferendo camminare tra i vicoli, gli ospedali e le carceri per portare il conforto della fede e il soccorso materiale a chiunque fosse nel bisogno. La sua opera a Roma e nei vari conventi in cui visse anticipò le forme moderne di assistenza e carità, fondando ospizi e promuovendo la dignità dei sofferenti con inventiva e profondo amore evangelico.
La memoria liturgica del Beato Angelo Paoli si celebra annualmente il venti gennaio, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel 1720 dopo una breve malattia. La sua figura luminosa è profondamente legata alla città di Roma, dove operò per trentatré anni nel convento dei Santi Silvestro e Martino ai Monti, divenendo un punto di riferimento insostituibile per i poveri e per la Chiesa del suo tempo. Ricordato da Papa Giovanni Paolo II come precursore della carità nel rione Monti e apostolo instancabile, fu il primo a innalzare le croci al Colosseo e a inaugurare la pratica della Via Crucis in quel luogo simbolo. Beatificato il 25 aprile 2010 sotto il pontificato di Benedetto XVI, il suo cammino di santità continua a ispirare i fedeli attraverso itinerari di misericordia e opere concrete di carità, ricordandoci che chi cerca Dio deve saperlo trovare nel volto dei poveri e dei sofferenti.
La devozione alla Madonna del Miracolo trae origine da uno straordinario evento accaduto nel diciannovesimo secolo, precisamente il ventesimo giorno di gennaio del 1842, all'interno della Basilica di Sant'Andrea delle Fratte a Roma. Protagonista di questo prodigio fu il giovane laico alsaziano Alphonse-Charles-Tobie Ratisbonne, appartenente a una facoltosa famiglia di banchieri ebrei e in procinto di sposarsi con la fidanzata Flora. Inizialmente ostile al cattolicesimo e legato a forti pregiudizi, Ratisbonne visse una conversione miracolosa in seguito all'apparizione della Vergine Maria, la quale gli si mostrò avvolta nella luce e splendente di maestà, ricalcando l'immagine impressa sulla Medaglia Miracolosa che aveva accettato di indossare per una scommessa.
Questo evento prodigioso segnò radicalmente l'esistenza di Alphonse-Marie Ratisbonne, il quale abbandonò i suoi progetti mondani, ricevette il battesimo e consacrò la propria vita al sacerdozio e alla missione cristiana, trasferendosi in Terra Santa per promuovere il dialogo e l'unità. La notizia del miracolo, rigorosamente esaminata e riconosciuta dalla Santa Sede tramite il cardinale Vicario Costantino Patrizi, trasformò la chiesa romana in un punto di riferimento spirituale fondamentale. Nel corso dei decenni, il santuario della Madonna del Miracolo ha accolto la preghiera e la devozione di numerosi santi e pontefici, rimanendo un faro luminoso di conversione e di grazia celesti per l'intera Chiesa universale.
A Nicea in Bitinia, nell’odierna Turchia, san Neófito, martire.
Beato Benedetto Ricasoli da Coltibuono
Eremita
A Coltibuono in Toscana, beato Benedetto Ricásoli, eremita della Congregazione di Vallombrosa.
Santo Stefano Min Kuk-ka
Catechista e martire
A Seul in Corea, santo Stefano Min Kŭk-ka, martire, che, catechista, fu sgozzato in carcere per la sua fede cristiana.
Beato Basilio Antonio Maria Moreau
Sacerdote e fondatore
Beato Bernardo di Poncelli
Mercedario
San Fechin di Fobhar
Abate
San Molacca
Monaco
Dal Martirologio Romano
San Sebastiano, martire, che, originario di Milano, venne a Roma, come riferisce sant’Ambrogio, al tempo in cui infuriavano violente persecuzioni e vi subì la passione; a Roma, pertanto, dove era giunto come ospite straniero, ebbe il domicilio della perpetua immortalità; la sua deposizione avvenne sempre a Roma ad Catacumbas in questo stesso giorno. — Martirologio Romano