Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

20 gennaio

Sant' Eutimio

Abate

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e giovinezza

Sant'Eutimio nacque a Melitene, in Armenia, nel 377. I suoi genitori si chiamavano Paolo e Dionisia. Essi ottennero il dono del figlio dopo parecchi anni di matrimonio pregando sulla tomba del martire locale San Polieuto. Eutimio perse suo padre all'età di tre anni. La madre Dionisia adempì al voto di consacrare il figlio al Signore. La madre affidò Eutimio al vescovo Otreio. Il vescovo Otreio accolse Eutimio in episcopio, lo battezzò e, dopo un'adeguata preparazione, gli conferì la tonsura e lo ordinò lettore. Il vescovo Otreio ammise anche Dionisia tra le diaconesse. Le virtù di Eutimio emersero presto tra i suoi condiscepoli. A soli diciannove anni Eutimio fu ordinato sacerdote dal nuovo vescovo Letoio. Eutimio fu nominato ispettore dei monasteri circostanti la città. Eutimio era amante della solitudine. Eutimio era solito trascorrere gran parte del tempo nel monastero di San Polieuto e in quello dei Trentatré Martiri. Eutimio trascorreva ogni anno la quaresima isolato su una montagna deserta. Vedendo nei suoi incarichi un ostacolo al perfezionamento dell'anima, Eutimio fuggì a Gerusalemme dopo una decina d'anni.

Il deserto e la fondazione delle laure

A Gerusalemme visitò i luoghi santi e venne a contatto con i padri del deserto. Eutimio decise di stabilirsi nella laura di Pharan. La laura di Pharan fu fondata da San Caritone. Nella laura Eutimio strinse amicizia con San Teotisto l'Igumeno. Per guadagnarsi il pane Eutimio apprese il mestiere di panieraio. Eutimio iniziò a combattere le proprie passioni con prolungate veglie, breve sonno e ferrei digiuni. Ogni anno Eutimio trascorreva l'intera quaresima con l'amico nella solitaria Koutila, in riva al Mar Morto. La quinta volta Eutimio e Teotisto preferirono fermarsi nel Wadi-el Dabor anziché fare ritorno a Pharan. Nel Wadi-el Dabor una vasta caverna offrì loro asilo e fu trasformata in una chiesa. I due amici si dedicarono in assoluta tranquillità alla preghiera, al lavoro, alla penitenza e alla salmodia, liberi da preoccupazioni terrene. Tramite alcuni pastori molti vennero a conoscenza della presenza dei due anacoreti e domandarono di abbracciare il loro stile di vita. Si costituì una nuova laura sulla sporgenza della roccia. Teotisto assunse la direzione della nuova laura. Eutimio nella grotta riceveva e ammaestrava gli aspiranti. Eutimio non esigeva pratiche strane dagli aspiranti. Eutimio chiedeva fedeltà alla residenza, distacco dai beni terreni e fiducia nella Provvidenza con conseguente rifiuto di un reddito fisso. Eutimio chiedeva lavoro manuale e la devoluzione del superfluo ai poveri. Eutimio impose l'interdizione alle donne di entrare nella laura per una più sicura custodia della castità. Eutimio chiedeva la pratica di una sollecita ubbidienza, di una profonda umiltà e di una sincera carità. Sant'Eutimio giunse a Gerusalemme e trascorse molti anni in solitudine.

Prodigi e nuovi insediamenti

Verso l'anno 420 un drappello di arabi si presentò alla laura chiedendo di vedere Eutimio. Teotisto rispose agli arabi che Eutimio dimorava tutta la settimana nella sua grotta e appariva solo il sabato. Uno sceicco ribatté di avere il figlio Tèrèbon affetto da emiplegia e che Eutimio gli era apparso la notte prima promettendo di guarirlo. Eutimio, avvertito della visita e non volendo andare contro le visioni divine, guarì il fanciullo con un segno di croce. I presenti si prostrarono meravigliati dinnanzi a Eutimio chiedendogli il battesimo. Eutimio istruì e battezzò gli arabi. La guarigione miracolosa rese celebre il nome di Eutimio in tutta la Palestina. Molti malati iniziarono ad accorrere da Eutimio. Il santo iniziò a percepire la mancanza della profonda solitudine a lui cara. Nonostante la dissuasione di Teotisto, Eutimio prese con sé Domiziano, si diresse verso Rouban e salì sulla montagna dei Marda. Sulla montagna dei Marda Eutimio eresse una cappella e vi rimase qualche mese. Eutimio si trasferì nel deserto di Ziph, dove il re Davide aveva cercato scampo dall'ira di Saul. Nel deserto di Ziph Eutimio convertì e battezzò un gruppo di messaliani. I messaliani erano una setta ereticale che negava i sacramenti e la gerarchia ecclesiastica. I messaliani affermavano che la preghiera costituisse l'unico mezzo per vincere il demonio e unirsi a Dio. Un notabile della vicina città di Aristoboulias condusse a Eutimio il figlio posseduto dal demonio. Il santo liberò il figlio del notabile. Gli abitanti della città e dei dintorni edificarono un monastero. Nel nuovo monastero altri anacoreti poterono porsi sotto la direzione di Eutimio.

Il ritorno a Sahel e la provvidenza

Mal sopportando il crescente concorso del popolo a causa della sua umiltà, Eutimio pensò di tornare sui suoi passi nella comunità di Teotisto. A circa tre miglia dal monastero Eutimio si fermò in una grotta della collina di Sahel. Saputo del suo arrivo, Teotisto lo invitò a ritornare. Eutimio acconsentì soltanto a celebrare con loro l'Eucaristia domenicale. A Sahel Eutimio dovette accettare alcuni discepoli provenienti da varie parti dell'Oriente. Una voce misteriosa aveva consigliato a Eutimio di non rifiutare coloro che chiedevano di vivere sotto la sua guida. La voce misteriosa spiegò che quei discepoli gli erano inviati direttamente da Dio. Sotto l'impulso di Eutimio sorse una laura alquanto simile a quella di Pharan. Tra i monaci della laura non tardò a farsi sentire la povertà. Eutimio trovò il modo di dimostrarsi liberale nonostante la povertà. Un giorno si presentarono a Sahel quattrocento pellegrini armeni desiderosi di rivedere il santo loro compatriota Eutimio. Eutimio diede ordine a Domiziano di preparare da mangiare per i pellegrini armeni. Nella dispensa la quantità di cibo presente avrebbe dovuto essere appena sufficiente per nutrire dieci persone. Domiziano provò grande meraviglia nel non riuscire ad aprire la porta della dispensa a causa dell'enorme abbondanza di cibo ammassato all'interno.

Battaglie dottrinali e la conversione di Eudossia

Dalla sua laura Eutimio partecipò ai grandi avvenimenti della Chiesa tramite i suoi discepoli che presero parte ai concili dell'epoca. Dioscoro, un vescovo che rifiutò le dottrine del Concilio di Calcedonia, si insediò con la forza sul trono patriarcale di Gerusalemme. Eutimio non esitò a disconoscere l'autorità del patriarca Dioscoro. Eutimio fuggì nel deserto di Rouban insieme ad altri monaci per via dell'insediamento di Dioscoro. Nel 458 l'imperatore ristabilì nella sua legittima sede il precedente patriarca Giovenale. Il dissidio religioso non cessò subito a causa dell'imperatrice Eudossia. L'imperatrice Eudossia era pia e caritatevole ma al tempo stesso sostenitrice dei monofisiti. Secondo la consuetudine della corte bizantina, l'imperatrice esercitava un grande influsso sui monasteri e sul popolo. L'imperatrice Eudossia fu ricondotta sul retto sentiero grazie al prezioso aiuto di Eutimio. Travolta da sventure familiari, l'imperatrice Eudossia iniziò a dubitare della saldezza della sua fede. Eudossia si rivolse a San Simeone lo Stilita per chiedere consiglio. San Simeone lo Stilita rispose a Eudossia di non cercare l'acqua lontano ma di seguire gli insegnamenti di Eutimio che aveva vicino per essere salva. Eudossia si fece costruire una torre nei pressi della laura di Eutimio per poter incontrare il santo. Eutimio indusse l'imperatrice Eudossia a optare per i dogmi stabiliti nel Concilio di Calcedonia.

Eredità liturgica e transito al cielo

La Chiesa greca considera Eutimio come uno dei principali organizzatori della sua liturgia. Alla figura di Eutimio viene attribuita la prima codificazione delle leggi monastiche e dei dettagli del servizio divino. Le codificazioni attribuite a Eutimio passarono nel Typicon o formulario di San Saba e del monastero costantinopolitano di Stoudion. Dio fece conoscere ad Eutimio il giorno della sua morte. Eutimio preferì non rivelare il giorno della sua morte ai discepoli fino all'Ottava dell'Epifania del 473. Eutimio morì il 20 gennaio del 473. Prima di morire Eutimio predisse che Domiziano lo avrebbe seguito sette giorni dopo. Prima di morire Eutimio predisse che la laura si sarebbe trasformata in cenobio. Sant'Eutimio ricevette sepoltura nella sua stessa grotta. Il corpo di Eutimio rimase nella grotta fino alla metà del secolo ottavo. Dalla metà del secolo ottavo si persero le tracce delle reliquie di Eutimio. Sant'Eutimio fu fino alla morte saldo e solerte nell'umiltà e nella carità. Sant'Eutimio fu insigne nell'osservanza della disciplina. Esiste una Vita di Sant'Eutimio igumeno pervenuta fino a noi. La Vita di Sant'Eutimio fu redatta dal monaco Cirillo di Scitopoli. Cirillo di Scitopoli si servì di notizie di prima mano per scrivere la Vita.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Eutimio?

Il Martyrologium Romanum commemora sant'Eutimio al venti gennaio nell'anniversario della nascita al Cielo.

Di cosa è patrono Sant'Eutimio?

Il martirologio ricorda sant'Eutimio in Palestina come abate di origine armena.

In Palestina, sant’Eutimio, abate: di origine armena e consacrato a Dio fin dall’infanzia, giunse a Gerusalemme e, trascorsi molti anni in solitudine, fu fino alla morte saldo e solerte nell’umiltà e nella carità, insigne nell’osservanza della disciplina. — Martirologio Romano